Potenziamento, posti attribuiti solo per smaltire GaE. Così si sono creati docenti di serie A e B. Lettera

di redazione
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Ho letto poco fa una bellissima lettera pubblicata da Orizzonte Scuola (http://www.orizzontescuola.it/lettera-personale-un-docente-potenziamento/) e non posso che apprezzare le parole del collega.

Anch’io quest’anno sono stato assegnato a una cattedra di potenziamento in un istituto nel quale non è prevista la mia materia (lettere e latino nei licei) e sto vivendo la frustrazione di vedere colleghi che, pur trovandosi molti posti dopo il mio nella graduatoria di merito, sono stati immessi in ruolo nei licei su posto comune solo per aver avuto la fortuna di avere scelto l’ambito giusto.

Che docenti come me, il collega di filosofia della lettera e tanti altri siano in questa situazione è frutto di scelte totalmente irrazionali da parte del Ministero ed è uno dei tanti risultati della politica frettolosa e miope di immissione in ruolo rapida e in massa delle GAE negli anni precedenti. So di molte scuole che anni fa hanno, seguendo le istruzioni del MIUR, richiesto i cosiddetti “potenziamenti”, assistendo poi, a sorpresa, all’arrivo di docenti di classi di concorso totalmente diverse o che non erano nemmeno presenti nell’organico dell’istituto.

Ciò è certamente servito al governo ad assumere i docenti delle classi in esubero e ad aumentare i numeri delle assunzioni ma ha anche, ed è questa la situazione che mi sento di stigmatizzare, creato una grande confusione che si riverbera negativamente sulla vita dei docenti.
Che senso ha avuto, ad esempio, come segnalava il collega nella lettera di cui sopra, assegnare una cattedra di filosofia a un istituto tecnico? È normale che il docente in questione, magari abilitato e preparato per l’insegnamento della storia e della filosofia a studenti liceali, sia utilizzato per lavorare su progetti in un tecnico o addirittura, come afferma, coprire posti di sostegno? E, nel mio caso e in quello di altri della mia stessa classe di concorso letteraria, è normale che un docente abilitato nell’insegnamento della lingua latina e della letteratura nei licei, magari (come nel mio caso) vincitore di concorso, sia utilizzato per i pur utilissimi corsi di italiano per stranieri? Mansione nobilissima, certo, ma totalmente fuori fuoco rispetto alle mie competenze di latinista, tanto più che sono molti i docenti di italiano L2 che non vengono assunti nonostante siano molto più preparati di me a livello di glottodidattica agli stranieri. Ricordiamo poi che il docente di materie letterarie e latino (A011) non è assimilabile al docente di italiano della classe AD04: non solo per i più numerosi esami di latino e storia antica sostenuti ma anche, soprattutto, per l’approccio metodologico e didattico che nel liceo è per forza di cose differente, come si evince anche dalle Linee Guida del MIUR.

Con quale coraggio si può ripetere, come fanno molti politici del governo, che non esistono docenti di serie A e di serie B e che si è ormai passati all’organico dell’autonomia, quando in questo organico sono stati fatti confluire, in maniera casuale, docenti la cui classe di concorso non è prevista all’interno della scuola?

Quale motivazione, se non quella data dall’amore per il proprio lavoro e per gli studenti, per fortuna sempre presente, può avere, alla lunga, un docente costretto a svolgere un lavoro che non è quello per cui ha studiato e si è formato negli anni?

La cosa assurda è che questi posti creati ad hoc, come dicevo, per consentire un maggior numero di assunzioni, sono ora stati perlopiù abbandonati dai docenti assunti in quelle fasi da GAE grazie alla mobilità, che giustamente ha consentito loro di spostarsi appena hanno potuto in scuole in cui la propria materia fosse presente. Peccato, però, che i “potenziamenti” sono rimasti lì e ora sono capitati tra le mani degli sfortunati di turno, che si ritrovano anche vittime del rafforzamento del vincolo triennale tanto caro alla Fedeli, cui i docenti che erano stati immessi in ruolo nelle fasi precedenti hanno potuto derogare più volte.

Non sarebbe stato meglio, prima delle nuove immissioni e dei nuovi trasferimenti, rimodulare queste cattedre di potenziamento in modo da renderle più idonee all’istituto cui erano state, frettolosamente, assegnate? Per esempio, se una scuola ha bisogno di un potenziamento per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri, perché non è stata data la cattedra a un docente di italiano L2 e non a un abilitato in latino, greco, filosofia, arte o quant’altro?

Io spero che molte altre testimonianze di colleghi che si trovano in questa situazione vengano pubblicate, e mi piacerebbe anche che ci contassimo, e che ci unissimo per gridare a gran voce alla ministra e al governo che l’organico dell’autonomia deve rispondere a criteri di uguaglianza tra i membri che lo compongono, e che questa uguaglianza non può esistere nel momento in cui alcuni docenti di tale organico appartengono a una classe di concorso che è inesistente nella sede di titolarità.

E’ una lotta difficile, viste le resistenze del governo e di molti colleghi (purtroppo) ma è giusta, e mi sento di volerla e di doverla combattere.

Spero di ricevere contatti da parte di altri colleghi di potenziamento che abbiano voglia di dire la loro e di lottare per il proprio diritto di lavorare semplicemente, come gli altri, insegnando le proprie materie in una scuola che prevede l’insegnamento di esse.

Daniele Michienzi

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