Potenziamento Infanzia, Flc Cgil: saranno tolti posti agli altri ordini e gradi di scuola. La politica aveva promesso investimento

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Lo schema di decreto recante istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, trasmesso in parlamento con atto n. 380, prevede, tra le altre cose, l’istituzione del potenziamento nella scuola dell’infanzia. 

Questo quanto previsto dallo schema di decreto:

Per attuare gli obiettivi del Sistema integrato di educazione e di istruzione di cui al presente decreto viene assegnata alla scuola dell’infanzia statale una quota parte delle risorse professionali determinate dalla Tabella 1, allegata alla legge 13 luglio 2015 n. 107, relativa all’organico di potenziamento. La disposizione di cui al presente comma non deve determinare esuberi nell’ambito dei ruoli regionali.”

Dunque, le risorse destinate al potenziamento della scuola dell’infanzia devono rientrare nei 48.000 posti di potenziamento, che la legge 107/2015 aveva destinato soltanto alla scuola primaria e secondaria, per cui si dovrà procedere ad una nuova ripartizione dei posti già attribuiti ai segmenti di istruzione prima citati.

Su tale disposizione non sono d’accordo né i docenti né tanto meno alcuni sindacati, come testimonia l’intervento di oggi in Commissione Cultura della Flc Cgil, la cui posizione in merito è stata espressa da Anna Fedeli, segretaria nazionale Flc Cgil.

Queste le parole della Fedeli:

“Non si possono potenziare le risorse per la scuola dell’infanzia togliendole agli altri segmenti del mondo dell’istruzione. La politica aveva promesso un investimento e ora lo deve mantenere, perché altrimenti andrebbe a colpire i precari più deboli, quelli appartenenti a graduatorie ad esaurimento ancora molto numerose”

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