Il potenziamento è una “gabbia”, si intervenga per impedire discriminazione tra docenti

di redazione
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Così si sentono alcuni dei docenti che hanno voluto commentare l’articolo di Anna Angelucci su luci e ombre dell’attuazione del potenziamento, scaturito dalla legge La Buona Scuola.

Alcuni docenti “faticano” meno, completando le 18 ore con progetti o supplenze. Altri si sentono dei “tappabuchi”. Cosa ne pensi?

Pubblichiamo due dei commenti inviati a [email protected]

“Insegnante di scuola primaria in ruolo dall’anno scolastico 2007/8 con diversi anni di preruolo. L’anno scorso sono arrivata in una nuova scuola, per trasferimento, insieme ad altre due colleghe. Quest’ultime, con un punteggio più basso del mio, hanno ottenuto il posto comune sulla classe. Mentre io, con il punteggio più alto, sono stata intrappolata nella gabbia del potenziamento, dove ancora oggi mi trovo, nonostante si siano anche liberate delle cattedre ricoperte da altri docenti trasferiti. Mi chiedo qual è il criterio adottato da questi dirigenti?”

“Con queste poche righe riguardanti la mia esperienza sul potenziamento voglio denunciare la condizione di svilimento della nostra dignità professionale alla faccia di tutte le belle parole sulla valorizzazione delle risorse umane nella scuola di oggi. Sono una maestra della Scuola Primaria trasferita quest’anno, volontariamente, in una scuola nel mio comune di residenza per esigenze di famiglia. Dopo tanti anni di servizio e dieci di ruolo sono stata collocata dal Dirigente Scolastico sul posto di potenziamento del medesimo ordine di scuola senza alcun tipo di procedura comparativa con altri o valutazione del bagaglio di competenze. Oggi mi ritrovo a svolgere ogni giorno le sostituzioni di tutti i colleghi assenti a prescindere dalla mia disponibilità. Il mio orario di servizio in realtà è solo un atto formale visto che cambia ogni giorno a seconda delle assenze dei colleghi. Opero su due plessi con tempo pieno dove il tasso di assenteismo è piuttosto alto e dunque la mia persona deve essere a disposizione della scuola giornalmente per otto ore ,spesso senza preavviso, visto che il cambio di orario mi viene comunicato talvolta anche dieci minuti prima dell’ingresso a scuola. Voglio denunciare questo scempio, sollecitare chi di competenza ad intervenire sui Dirigenti Scolastici con atti normativi cogenti e non semplici consigli e raccomandazioni affinchè la loro discrezionalità nell’individuazione e utilizzo dei docenti non si trasformi in arbitrarietà.”

Ricordiamo, a conclusione dell’articolo, le parole dell’On. Malpezzi Capo Dipartimento Scuola del PD, che si era già mostrata disponibile a rivedere alcuni meccanismi poco chiari del potenziamento.

Malpezzi (PD) a docenti ed intellettuali: non siate scettici. Potenziamento e scuola lavoro rimangono ma possono essere migliorati

Questi sarebbero i mesi giusti per pensare anche a questo.

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