Posti residui dopo la mobilità interprovinciale sono destinati ai passaggi di ruolo

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L’Avv. Maria Rosaria Altieri ci comunica la vittoria in tribunale per una docente che si è vista negare dal MIUR per l’a.s. 2018/19 il passaggio di ruolo interprovinciale, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, nonostante residuassero posti dopo la mobilità territoriale interprovinciale.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Latina, con ordinanza ex art. 700 dell’08/07/2019, accogliendo integralmente il ricorso patrocinato dall’Avv. Maria Rosaria Altieri, ha così ricostruito il quadro normativo della vicenda.

In particolare l’art. 8, comma 10, del CCNI mobilità dell’a.s. 2017/18 recita “ I posti e le cattedre che si dovessero rendere disponibili per effetto dei trasferimenti interprovinciali e dei passaggi di cattedra in uscita e dei passaggi di ruolo all’interno della secondaria di secondo grado vanno ad incrementare le disponibilità per la mobilità in ingresso nel limite delle percentuali indicate ai commi 7 e 8. Nel caso in cui terminate le operazioni di mobilità territoriale interprovinciale l’aliquota dei posti destinati non venga esaurita i posti residui sono destinati alla mobilità professionale, fatta salva la salvaguardia del personale in esubero sulla provincia”.

In sostanza, qualora nel corso delle operazioni di trasferimento interprovinciale (docente che ottiene il trasferimento in un’altra provincia sulla stessa classe di concorso), oppure di passaggio di cattedra in uscita (docente che nello stesso grado di scuola si sposta su un’altra cattedra di un’altra provincia), oppure ancora di passaggio di ruolo all’interno della scuola secondaria di secondo grado (docente che da un grado inferiore ottiene il passaggio nella scuola superiore di II grado) si dovessero liberare dei posti, questi andranno alla mobilità in ingresso (in entrata nella provincia), secondo il seguente ordine successivo:

– nella misura del 30% alla mobilità interprovinciale, cioè i trasferimenti territoriali da altra provincia (art. 8, comma 7, CCNI Mobilità);

– nella misura del 10% alla mobilità professionale, cioè ai passaggi di ruolo o di cattedra provinciali e interprovinciali (art. 8, comma 8, CCNI Mobilità).

Ciò posto, conclude il comma 10, che qualora al termine delle operazioni sopra indicate, residuino ulteriori posti, questi andranno alla mobilità professionale (passaggi di ruolo e di cattedra) provinciale e interprovinciale.

Sul periculum in mora il Tribunale ha ritenuto ravvisabili le ragioni d’urgenza ove si consideri che il posto a cui aspira la ricorrente è tuttora disponibile ed appare verosimile e probabile che, in esito alle operazioni di mobilità da parte del MIUR avviate con la pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale n. 203/2019 o, in esito alle operazioni annuali di immissioni in ruolo di nuovo personale docente che si svolgono ogni anno nel periodo estivo, tale posto potrebbe ragionevolmente essere occupato con negazione della possibilità per la stessa di essere trasferita nel posto ambito ed in relazione al quale ella ha espresso specifica preferenza nella domanda di passaggio di ruolo.

Ciò premesso, il Tribunale del Lavoro di Latina, essendo residuato un posto al termine della mobilità interprovinciale, ha riconosciuto il diritto della ricorrente ad ottenere il passaggio di ruolo interprovinciale dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.

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