Posti disponibili per le assunzioni, ai precari i conti non tornano

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red – E lo scrivono in un documento inviato alla nostra redazione dal Gruppo Facebook "Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo", nel quale ripercorrono la questione del numero dei posti disponibili per le assunzioni 2013

red – E lo scrivono in un documento inviato alla nostra redazione dal Gruppo Facebook "Difendiamo il piano triennale di immissioni in ruolo", nel quale ripercorrono la questione del numero dei posti disponibili per le assunzioni 2013

Riportiamo lo stralcio dal documento inviatoci

Riguardo a questo aspetto, dopo una serie di dichiarazioni anche contraddittorie tra loro, il Ministro rilascia un’intervista al quotidiano “La Repubblica”, pubblicata il 1° settembre scorso. Dal testo dell’intervista si evince chiaramente che il Ministro programma per l’anno prossimo 24000 nuove assunzioni nella scuola, da suddividere a metà tra Graduatorie a Esaurimento (12000 posti) e Graduatorie di Merito del nuovo concorso (12000 posti).

Pur non essendo dei matematici, i conti son presto fatti: quest’anno, come da prospetto pubblicato dal Miur assieme al contingente di ripartizione delle immissioni in ruolo, le cattedre disponibili per noi docenti erano 33468 con 8454 esuberi, quindi le cattedre disponibili per le assunzioni erano di fatto 25014. Di queste 25014, 20964 cattedre sono state date a ruolo (abbiamo sottratto le cattedre del personale educativo, che sembrerebbe essere escluso dai futuri concorsi); effettuando un’altra semplice sottrazione, al netto delle assunzioni 2012 rimarranno disponibili per il prossimo anno 4050 cattedre al 31 agosto (gli 8454 esuberi resteranno una “zavorra” anche l’anno prossimo, quindi li detraiamo in partenza).

A questo punto per far quadrare i conti (24000) ci dovrebbero essere circa 20000 pensionamenti al 1° settembre 2013, un numero a nostro avviso nemmeno lontanamente verosimile. Da una parte infatti, la riforma Fornero (art. 24 Legge n. 204/2011) impedirà a tantissimi docenti di andare in pensione e quindi il numero dei collocati a riposo subirà un calo vertiginoso, dall’altra l’art. 19 della Legge Sviluppo 2011 (Legge 111/2011) impedisce al Ministero di incrementare l’organico di diritto, che non può superare quello dell’a.s. 2011/2012 (i posti in teoria ci sarebbero anche, ma il Ministero non può per legge inserire in organico di diritto le circa 50000 cattedre in organico di fatto – secondo stime effettuate dalla Flc-Cgil – coperte ogni anno con contratti al 30 giugno).

Se poi consideriamo che il Ministro, come leggiamo nel testo dell’intervista, intende coprire nei prossimi anni il turnover (idea tra l’altro di cui il Ministro non dovrebbe assumersi il merito, visto che questa è la filosofia sottesa al Decreto Interministeriale del 3 agosto 2011, il piano triennale varato dall’ex-Ministro Gelmini), sembrerebbe addirittura che ci dovremmo aspettare ben 24000 pensionamenti per il prossimo anno scolastico, un numero ancora meno credibile; aggiungiamo infine che, se anche i docenti appartenenti alla tristemente nota “Quota 96” (cfr. ddl n. 3361 Ghizzoni – Bastico) dovessero riuscire ad andare in pensione (o grazie ai ricorsi, o grazie a una magnanima concessione da parte del Governo), si parlerebbe di massimo 3500 posti liberati (e quindi i pensionamenti al 1° settembre 2013 dovrebbero essere comunque almeno 20000).

Il ministro, inoltre, parla di ulteriori 10.000 assunzioni previste in primavera (2014? L’articolo non è chiaro, immissioni ad anno scolastico in corso?), metà da graduatoria a esaurimento e metà da un nuovo bando, per cui ci si dovrebbe aspettare ulteriori 10000 pensionamenti al 1° settembre 2014? I conti davvero sembrano non quadrare. Concludiamo questo primo punto sottolineando un aspetto che il Ministro sembra aver dimenticato e cioè che il numero annuale delle immissioni in ruolo è peraltro vincolato al parere del MEF (Legge 449/97) e che quindi nessuno può stabilire con addirittura un anno (o addirittura due) di anticipo quanti posti saranno effettivamente approvati per le assunzioni future.

A quanto pare, i “numeri” del Ministro sembrano essere non proprio realistici, al contrario della montagna di ore di studio che dovremo dedicare alla preparazione del concorso (quelle sì che sono realistiche), un impegno ancora più gravoso se consideriamo che molti dei candidati saranno anche insegnanti a tempo pieno e che quindi dovranno cercare di conciliare studio e vita professionale. Se il Ministero non chiarirà questa posizione, moltissimi docenti, spinti da dichiarazioni superficiali e inverosimili, rischieranno di studiare invano.

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