Post ‘uno di meno’, provvedimento disciplinare per la prof. Salvini: Spero che docente non proponga queste lezioni

di Elisabetta Tonni

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Non è certo sfuggito, nel rincorrersi di commenti social sfuggiti subito di mano sull’accoltellamento a morte del carabiniere Circiello Rega, la professione da docente dell’autrice del post “Uno di meno”.

A scrivere la frase “Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza” è stata un’insegnante di Novara, nei confronti della quale l’on. Rossano Sasso aveva già richiesto il licenziamento.

Secondo quanto scrive l’agenzia Agi, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte avrebbe già avviato gli accertamenti richiesti che potrebbero portare ad un procedimento disciplinare nei confronti della docente di Lettere e storia dell’arte in un liceo scientifico di Romentino, a pochi chilometri da Novara.

L’agenzia Agi aggiunge anche qualche altro dettaglio sulla docente: “La donna, 51 anni, è piuttosto nota in città anche per le sue collaborazioni con i giornali locali e come esperta di storia novarese. Contattata dai giornalisti, lei non nega di essere l’autrice del post, e ammette: “Ho esagerato“. Un post in questo senso è apparso questa mattina anche sulla sua bacheca: “Amici – scrive – mi spiace per quanto sta accadendo, non me lo spiego proprio. Chi mi conosce spero sappia che non penso cosi’“. Sempre secondo la versione dell’Agi, sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Galliate.

Il mea culpa e le scuse dell’insegnante non sono stati sufficienti a evitare la reazione anche del vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, che nel divulgare il suo pensiero su Facebook, ha fatto emergere un altro particolare importante: la docente avrebbe negato in un primo momento di essere l’autrice del post.

Ecco che cosa ha scritto Salvini: “Un commento vergognoso vomitevole, ancora più grave perché viene da una insegnante. Che in un primo momento ha negato, poi, di fronte all’evidenza, si è scusata. Ma come si possono anche solo concepire certe parole? Spero che ai suoi studenti non proponga queste belle lezioni“.

Che l’autore del post che ha indignato l’Italia intera fosse una docente è venuto fuori quasi subito. Il ministro Bussetti aveva preso le distanze da quella insegnante con un commento pubblicato ieri su Facebook in cui ha promesso che avrebbe attivato gli uffici territoriali scolastici per le opportune verifiche, stigmatizzando da subito un comportamento “che non avrebbe niente a che vedere con lo spirito, l’abnegazione e la professionalità della nostra classe docente”.

Ad aggravare la posizione della docente era stato anche il fatto che il post è stato commentato e condiviso subito dai membri della comunità e da alcuni esponenti politici, assumendo una dimensione nazionale.

Non essendo riuscita a porre un rimedio adeguato al danno creato, la docente ha cercato la via delle scuse, dichiarando all’Ansa di aver “commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c’è nulla dire.  Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltratta o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi. E ho scritto quell’enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai. Voglio chiedere scusa a tutti. In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida“.

Sull’argomento è intervenuta anche la deputata pentastellata Lucia Azzolina che, nel prendere visione di quanto stava succedendo, era rimasta basita tanto da pensare a un bufala.  Poi, si è subito preoccupata della ipotetica reazione degli studenti: “cosa avrebbe mai pensato un suo alunno se avesse letto quella frase?”

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