Possibili alternative ai concorsi: tre proposte. Lettera

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Inviata da Gaetano Cognata – In questi mesi tantissimi docenti hanno seguito con attenzione il dibattito su eventuali concorsi ordinari e straordinari per docenti.

Grande attesa da parte di molti ma anche delusione per il numero dei probabili posti disponibili per ogni Regione e per classe di concorso. Se sono corrette le distribuzioni di cattedra riportate in diversi articoli di stampa credo che si debbano fare delle riflessioni. Tale distribuzione mi ha
indotto ad analizzare, per esempio, la realtà siciliana che conosco per esperienza diretta. I numeri dei posti messi a bando dal concorso straordinario (in Sicilia vale anche per quello ordinario) non dovrebbero, a mio parere, portare ad indire delle selezioni pubbliche in un periodo di grande difficoltà.

Potrei capire che si operasse con tale sistema nel caso in cui non vi fossero altre possibili soluzioni per risolvere la carenza di cattedre. Ma ovviamente non è così!!

Con molta umiltà vorrei ricordare che esistono in Sicilia diverse GAE provinciali non ancora esaurite così come gli elenchi di tantissime classi di concorso delle precedenti procedure pubbliche del 2016 e 2018. Che
senso ha allora in questo periodo forzare per bandire tali concorsi? Nonostante continui a cercare una risposta non riesco a trovarla.

E’ indubbio che la situazione della supplentite italiana sia da risolvere ma i precedenti due concorsi del 2016 e 2018 hanno ancora purtroppo in alcune Regioni liste piene di tanti idonei ancora in attesa del posto a T.I.
e quindi di una reale stabilizzazione. In considerazione del periodo che stiamo vivendo perché non utilizzare delle procedure alternative al concorso?
Nessuno ha la soluzione corretta ma nonostante ciò vorrei avanzare delle proposte che, visto il periodo, mi sembrano facilmente attuabili e senza alcun costo per la pubblica amministrazione.

Proposta 1
Una semplice proposta a costo zero è la trasformazione delle graduatorie di istituto di seconda fascia in graduatorie provinciali utilizzabili in coda alle graduatorie ad esaurimento delle varie provincie per eventuali incarichi a T.I e a T.D. fino al 31 Agosto o al 30 Giugno. Tale proposta non lede alcun lavoratore e anzi consente a tutti i docenti abilitati dopo il 2013 di poter sperare in un doppio canale di reclutamento (come era stato fatto prima del 2013 con i precedenti docenti abilitati inseriti in GAE).

Proposta 2
Si potrebbero congelare i concorsi straordinari e ordinari (rimandandoli di un anno) soprattutto nelle Regioni in cui sono presenti delle graduatorie concorsuali del 2016 e 2018 ancora capienti e tali da assorbire i posti da mettere a bando con la procedura concorsuale. Per quanto detto è poco conveniente dal punto di vista economico fare un concorso per bandire 2-4 posti, perché di questo stiamo parlando in diverse classi di concorso in tante Regioni.

Proposta 3
A costo zero e su base volontaria, si potrebbe proporre agli idonei dei concorsi 2016 e 2018 di inserire altre due Regioni di preferenza. Con tale sistema le Regioni con graduatorie concorsuali esaurite del 2016 e/o
2018 potrebbero attingere da ulteriori liste di idonei.
“La gattina frettolosa fa i gattini ciechi” diceva un vecchio detto popolare! Troppe accelerazioni in questo periodo sul concorso che allo stato attuale è privo di autorevoli pareri (CSPI) e si presenta con selezione a
quiz senza che vi sia, come nella maggior parte delle selezioni pubbliche, una batteria per la preparazione. Così non è un concorso che rende giustizia ma un terno al lotto. O siamo convinti che riuscire a rispondere a
60 domande in 60 minuti sia corretto senza una adeguata batteria di preparazione? In Italia abbiamo anche dei precedenti molto recenti e cito per esempio il concorso straordinario del 2018 che ha selezionato i docenti abilitati sulla base dei titoli e di un esame orale. Non sarebbe stato più equo fare un concorso straordinario con la sola valutazione per titoli ed orale come il precedente concorso straordinario del 2018?
Perché due pesi e due misure?
Auspico che si facciano le corrette valutazioni da parte del Governo e si eviti di attivare delle procedure concorsuali in un clima di grande confusione e in un periodo storico economico da dimenticare a causa della recente epidemia del COVID 19 che ha causato tanta morte e desolazione nel nostro amato Paese.

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