Porva seconda lingua comunitaria, non è obbligatoria

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red – Anche la FLCGIL Emilia Romagna per voce della sua segretaria Raffaella Morsia ribadisce quanto già sostenuto dalla UIL e ripreso dalla nostra redazione.

red – Anche la FLCGIL Emilia Romagna per voce della sua segretaria Raffaella Morsia ribadisce quanto già sostenuto dalla UIL e ripreso dalla nostra redazione.

Nei giorni scorsi avevamo ripreso un comunicato della UIL nel quale si sosteneva che il "se ne ravvisa l’opportunità" inserito nel decreto non significasse obbligatorietà.

Di conseguenza citiamo dal comunicato UIL "è evidente che la decisione rimane al collegio dei docenti, quindi è la singola scuola che decide."

Lo stesso concetto viene ribadito da Raffaella Morsia, segretario FLCGIL dell’Emilia Romagna, che dalle pagine di Sassuolo2000 afferma: "Dovrebbe essere inutile sottolineare come il “ravvisare un’opportunità” non possa certo rappresentare una qualsiasi forma d’obbligo. In base alla circolare, i collegi dei docenti possono introdurre la prova scritta di seconda lingua comunitaria (ove non l’abbiano già fatto in passato). Possono, non devono; c’è una bella differenza! Da questo punto di vista, quindi, i collegi docenti possono ritenersi pienamente legittimati a deliberare di non svolgere la prova scritta di seconda lingua comunitaria e a limitarsi al colloquio orale. Sarebbe inaccettabile, d’altronde, a due settimane dall’esame, cambiare le procedure e prevedere una prova scritta anche per la seconda lingua comunitaria, laddove l’istituto scolastico non l’avesse già autonomamente prevista ed inserita nel POF, oltre che comunicata con adeguato anticipo agli alunni e alle loro famiglie"

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