“Porre fine al precariato, vera piaga del sistema scolastico. I docenti di religione chiedono intervento urgente alla politica”. INTERVISTA ad Angela Loritto (ANAPS)

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C’è attesa per l’imminente emanazione del bando per il concorso di religione cattolica. I docenti di religione chiedono alla politica un intervento serio per la risoluzione dei problemi legati alla categoria. A Orizzonte Scuola interviene Angela Loritto, segretaria nazionale di ANAPS.

Quale posizione assume l’ANAPS nei confronti del “docente esperto”?

“Pensiamo che sia l’ennesima ingiustizia nei confronti della categoria. Un percorso riservato a poche migliaia di lavoratori per una cifra che fra 10 anni sarà equivalente a pochi spiccioli, ma che richiederà un impegno che non aggiungerà nulla al valore del docente. Sarebbe una bella dimostrazione di responsabilità se tutti si rifiutassero di partecipare a questa gara  per dimostrare che le doti di un docente si manifestano in classe, nel rapporto con i propri alunni. Tutte le proposte relative ad una presunta formazione sembrano più tangenti ad Enti e Università che un vero intento di qualificare la scuola”.

Come si potrebbe risolvere il problema del precariato? Qual è la proposta ANAPS?

Da anni sosteniamo che il problema del precariato discende dalla mancanza di volontà politica di porre fine ad una piaga del sistema scolastico italiano. I nostri documenti sono tutti pubblicati sul nostro sito e tutti verificabili. È sotto gli occhi di tutti il fallimento dei concorsi, sia nella tempistica che nello svolgimento, che nei risultati. Purtroppo la semplice soluzione, ma che non si vuole attuare, è quella del doppio canale. Il doppio canale è una procedura concorsuale prevista sia dalla legge 417 del  1989 e dalla Direttiva europea n.70 del 1999 per risolvere il problema del precariato e dalle successive sentenze Europee in merito alla reiterazione dei contratti a tempo determinato. Una graduatoria a scorrimento per titoli e servizi, che porterebbe gradualmente al superamento di un annoso e vergognoso precariato. Aspettiamo che la classe politica risolva il problema dei DM, docenti che hanno superato l’anno di prova e poi si sono visti licenziare per un susseguirsi di Sentenze.  Un Paese civile non dovrebbe permettere simili situazioni. Serve una soluzione chiara e trasparente che eviterebbe di dover fare ricorso continuo ad azioni legali, con grave dispendio economico per i ricorrenti e con l’incertezza dei risultati che dipendono poi dall’orientamento della Magistratura”.

Qual è la proposta ANAPS per il concorso dei docenti di  religione?

“Se noi consideriamo che l’ultimo concorso per i docenti di Religione Cattolica risale al 2003 espletato poi nel 2004, ci rendiamo conto dell’anomalia normativa”.

Docenti con decenni di servizio ancora precari.

“Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una situazione assurda, da un lato sembrano tutti d’accordo nel risolvere il problema degli irc in modo dignitoso e rispettoso per migliaia di lavoratori, dall’altro ci troviamo di fronte alle proposte politiche di Concorsi ordinari selettivi che in pratica  non riconoscono il valore abilitante dell’idoneità diocesana e degli anni di servizio. È evidente come dietro al precariato si celino interessi economici che non tengono in nessuna considerazione il rispetto per migliaia di lavoratori”.

Cosa vi aspettate dai politici in questa campagna elettorale?

“Auspichiamo un impegno scritto per una soluzione radicale dei problemi della scuola. Se vuole la politica può e deve risolvere in forma definitiva la situazione per tutti i  precari che è una vergogna per uno Stato che si definisce moderno e che vuole competere con l’Europa. I docenti chiedono rispetto per il loro lavoro e per la loro professionalità”.

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