Porre dei limiti e dire dei no per l’educazione dei nostri bambini. Lettera

di redazione
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inviato da Carlo Alberto Bacilieri – “Se mi vuoi bene dimmi di no”. Faccio riferimento ad un libro del 2016 della neuropsichiatra triestina Giuliana Ukmar che ha un titolo molto provocatorio.

Vi chiedo di fare adesso uno sforzo di immaginazione per figurarvi davvero la situazione che di seguito voglio descrivere.

Immaginiamo di trovarci improvvisamente rinchiusi, completamente al buio, in una camera che non conosciamo. Come ci comporteremo? Quali sarebbero le nostre prime reazioni?

Non potendo usare la vista, faremo affidamento sui restanti sensi: tatto, udito e olfatto (poco probabilmente il gusto). Come prima reazione muoveremo le braccia in tutte le direzioni e poi, cautamente, cominceremo a muoverci per misurare lo spazio nel quale ci troviamo cercando istintivamente le pareti dell’ambiente (dove solitamente stanno gli interruttori della luce) e cercando di non inciampare in eventuali oggetti.

Se le nostre mani venissero continuamente a contatto con pareti, mobili e oggetti, anche senza vederli, riusciremo comunque ad immaginare la forma e il contenuto dell’ambiente nel quale a tentoni ci stiamo muovendo e questo ci darebbe una certa tranquillità, perché l’esperienza del conoscere il luogo nel quale ci troviamo ci darebbe la possibilità di “abitarlo con sicurezza”, pur non avendo la possibilità di vederlo. Questa è l’esatta situazione nella quale si trovano i bambini quando vengono al mondo che, pur non possedendo ancora “la vista” dell’esperienza, cominciano ad esplorare il mondo che li circonda per capirne le forme, le possibilità e i limiti.

Vi invito adesso ad immaginare un’altra situazione. Siete sempre nella solita camera al buio e cominciate a fare gli stessi gesti per capire dove vi trovate. Immaginate adesso che, in qualsiasi direzione vi muoviate, non riuscite mai a toccare pareti o oggetti. Insomma uno spazio completamente vuoto e senza limiti. Immaginate inoltre che, ad un certo punto, anche il vostro piede percepisca un vuoto sotto di voi. Quale sarebbe il vostro stato d’animo? Come vi sentireste?

Paura, angoscia, domande senza risposte, disperazione, invocazioni di aiuto.

Questa è l’esatta situazione nella quale si trovano spesso i bambini e gli adolescenti quando nella loro vita non trovano mai dei limiti e non si sentono mai dire dei no.

Non aggiungo altro. Riflettiamo tutti per favore sui modelli educativi adottati da alcuni decenni nelle “moderne” famiglie e a cui la scuola si è dovuta per forza adeguare.

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