PON per scuole paritarie: è aiuto di Stato? Gli alunni non sono di serie B. Interrogazione alla Commissione europea

di redazione
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Luigi Morgano, eurodeputato PD/S&D, presenta un’interrogazione alla Commissione sui fondi UE alle scuole paritarie, al momento bloccati per una verifica della DG Concorrenza sul fatto che i finanziamenti PON alle paritarie vadano trattati o meno come aiuti di Stato.

Scuole paritarie non accedono ai fondi PON

Le scuole paritarie non possono ad oggi partecipare ai bandi del Programma Operativo Nazionale della Scuola (PON Scuola) – finanziato con fondi UE -, essendo state inspiegabilmente escluse dall’ambito dell’Accordo di Partenariato tra la Commissione europea e l’Italia del 2014, che regola l’utilizzo dei fondi UE della politica di coesione e dei fondi strutturali (in particolare Fondo Sociale Europeo e Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Legge di Stabilità 2017 sana la situazione

È con la Legge di Stabilità 2017 che l’Italia dà avvio all’iter per porre fine a questa discriminazione. L’8 febbraio 2018 la Commissione europea adottava la modifica dell’Accordo di Partenariato che avrebbe dovuto procedere a sanare questa situazione. Adottata la modifica dell’Accordo di Partenariato, è stato richiesto il nulla osta della Commissione europea alla modifica del PON e del sistema di controllo e gestione (SIGECO).

“Da allora è però iniziato un balletto incomprensibile. Né da parte del Ministero, né della Commissione europea, si hanno indicazioni precise, né di calendario, né procedurali, su passi che avrebbero dovuto essere burocratici e consequenziali. Sembrerebbe, infatti, che il PON e il SIGECO siano al vaglio della Commissione europea, per verificare se la destinazione di una parte dei fondi UE alle scuole paritarie si configuri o meno come aiuto di Stato. Un’ipotesi, questa, che mi pare completamente surreale”, commenta Luigi Morgano, europarlamentare del Partito Democratico (Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo).

“Dopo alcuni contatti informali con gli uffici competenti per verificare la fondatezza di queste informazioni, che purtroppo hanno avuto esito negativo, ho presentato formale interrogazione alla Commissione europea, con richiesta di risposta scritta, per andare finalmente a fondo della questione. A fronte di una situazione di oggettiva e grave discriminazione nei confronti di alunni e studenti degli istituti paritari, che unitariamente alle scuole statali costituiscono il sistema nazionale d’istruzione, mi sembra incredibile che non si sappia quando attendere una decisione che dovrebbe essere naturale conseguenza di un accordo già concluso tra Italia ed Esecutivo UE. L’ordinamento italiano prevede da quasi vent’anni (legge 62/2000) che scuole statali e paritarie siano parti di un unico sistema d’istruzione nazionale, ma nei fatti sembra ci siano ancora alunni e studenti di serie A e alunni e studenti di serie B”, ha concluso Morgano.

Interrogazione con richiesta di risposta scritta (Priorità) alla Commissione*

Articolo 130 del regolamento
Luigi Morgano (S&D)

Oggetto: Fondi UE per studenti e alunni di tutte le scuole italiane

Con decisione dell’8 febbraio 2018 (C(2018)598) è stato modificato l’Accordo di partenariato tra Commissione europea e Italia per la politica di coesione.

In particolare, l’Accordo ora recita: “il FSE e il FESR interverranno nel sistema nazionale di istruzione”, ponendo fine ad una illegittima discriminazione nell’accesso ai fondi UE di parte rilevante del sistema d’istruzione nazionale italiano: le scuole paritarie, che unitamente alle statali lo costituiscono (legge 62/2000).

Anche in concomitanza con tale modifica, la legge di Bilancio 2017 (legge 332/2016) ha previsto che a tali finanziamenti le scuole paritarie potessero accedere.

Risulterebbe che al momento sarebbe all’esame della DG Concorrenza il quesito se i finanziamenti PON alle paritarie vadano trattati o meno come aiuti di Stato, da cui derivano, o meno, modifiche del PON Scuola e del SIGECO.

– Può la Commissione confermare quanto sopra, e fornire un’indicazione delle tempistiche per la risposta?

– Può chiarire la Commissione come possa essere configurata una violazione della normativa sugli aiuti di Stato se si destinano i fondi UE a tutto il sistema di istruzione nazionale italiano?

– Non ritiene la Commissione che l’eventuale negazione dell’accesso ai fondi per le scuole paritarie si configurerebbe come grave discriminazione nei confronti di alunni e studenti che le frequentano?

*inviata da FISM

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