Polemiche nel PD su merito, Matteo Renzi attacca linea del partito

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red – Una polemica tutta interna al Partito Democratico che ha visto Matteo Rensi, il sindaco "rottamatore" di Firenze, attaccare il proprio segretario sulla questione del merito. "Non riesco a capire – ha scritto nella sua newsletter – alcune polemiche che il mio partito ha fatto contro la riforma di Francesco Profumo.

red – Una polemica tutta interna al Partito Democratico che ha visto Matteo Rensi, il sindaco "rottamatore" di Firenze, attaccare il proprio segretario sulla questione del merito. "Non riesco a capire – ha scritto nella sua newsletter – alcune polemiche che il mio partito ha fatto contro la riforma di Francesco Profumo.

Ho trovato incredibile – ha continuato Renzi – che il Partito Democratico, autorizzato non si sa bene da chi, abbia preso posizione contro l’idea di destinare almeno una quota delle risorse a meccanismi di incentivazione del merito’

Non discuto – ha continuato – le proposte di Profumo in quanto tali. Ci saranno altre sedi per farlo. Contesto il principio, per cui scuola pubblica e merito sarebbero inconciliabili, come sostengono autorevoli professori universitari intervenuti sulla materia e meno autorevoli ex ministri della pubblica istruzione”.

Io – afferma il sindaco – a una scuola che non riconosce il merito non credo. Come faccio a dire ai ragazzi: ‘impegnatevi, studiate, giocatevela. E però non è importante migliorarsi’?" "Non ho voglia di vedere i miei figli educati nella logica del sei meno o del diciassette e due figure. La scuola – ha concluso il sindaco di Firenze – deve rimuovere gli ostacoli che stanno davanti ai più deboli. Ma non deve tarpare le ali di chi può, e per me deve, fare di più”.

Alle affermazioni di Renzi sono seguite le dichiarazioni di Fioroni e La Puglisi.

"Mi sgomenta – ha dichiarato Fioroni – che un politico che aspira a ruoli importanti parli con spensieratezza e totale non conoscenza di un tema che riguarda tutte le famiglie italiane e i nostri figli”.

‘Il primo merito per un politico è studiare ed approfondire i temi prima di parlare per evitare di dire gravi sciocchezze. Renzi ignora che i provvedimenti sul merito nella scuola sono stati avviati dal governo Prodi evitando così che proseguissero iter scolastico milioni di ragazzi con gravi lacune, che si premiassero i più meritevoli con la lode al diploma e i vincitori delle olimpiadi come di tutte le altre competizioni scolastiche, che le ammissioni alle facoltà a numero chiuso non potessero escludere con furbizie i migliori tra gli studenti delle superiori. Tutto questo Renzi non sa che è già norma che basta attuare”.

Gli interventi del ministro Profumo, se troverà tempo di approfondire, sono altra cosa. Oggi è urgente ridurre drasticamente la dispersione scolastica, aumentare le competenze fondamentali dei nostri studenti, aggiornare i nostri docenti. Insomma, in un periodo di crisi, la scuola italiana ha bisogno di non perdere nessuno e non abbandonare chi resta indietro, mentre contemporaneamente, come già le nostre norme consentono, incentivare le eccellenze. Per questo a Renzi dico che governare il Paese è una cosa seria, che la scuola eè una cosa seria e non può essere trattata con molte battute e poca conoscenza dei problemi e delle risposte da dare. Non si può. La scuola e l’educazione dei nostri figli non sono un terreno di battaglia, ma qualcosa da amare e da trattare con grande rispetto”. Fin qui le dichiarazioni dell’ex Ministro Fioroni.

Non meno tenere le parole del resposabile scuola del Partito Democratico, Francesca Puglisi: ‘‘Capisco che Renzi, non frequentando il suo partito, non sappia come maturano le decisioni che il PD prende sui singoli provvedimenti del governo. Esse maturano dopo un attento ascolto delle associazioni di maestri, insegnanti, studenti, famiglie e dopo un confronto nel merito dell’articolato con i parlamentari e il forum Scuola. Come abbiamo già detto più volte, il Pd non è contro il ‘merito’ ma, in tempi di risorse scarse, contro lo spreco di 30 milioni di euro per masterclass estive per i bravi e per premiare le scuole, sin dal primo ciclo, in base al numero di eccellenze prodotte”.

"Temiamo che il risultato sia ciò che è accaduto nella sua Toscana. Cinque bambini bocciati in prima elementare, di cui tre stranieri e un disabile. Stai sereno, Renzi: noi non parliamo per slogan. Non abbiamo fatto mancare – conclude – al ministro le nostre contro proposte”.

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