Polemica priva di fondamento. Resistenza era implicita anche con Moratti e Fioroni

di
ipsef

MIUR – Le Indicazioni sullo studio della Storia sono nate da un confronto su una bozza iniziale che ha coinvolto moltissimi docenti (e alcuni noti storici) di tutte le provenienze culturali e politiche.
Le Indicazioni sono state in seguito sottoposte al confronto con le associazioni del mondo della scuola e sono state commentate da numerosi esperti. Durante questo iter, nessuno ha sollevato un problema relativo allo studio della Resistenza, considerata ovviamente un tema assolutamente imprescindibile nello studio della storia italiana, implicito tanto nella trattazione della Seconda Guerra Mondiale, quanto in quella della costruzione dell’Italia repubblicana.

MIUR – Le Indicazioni sullo studio della Storia sono nate da un confronto su una bozza iniziale che ha coinvolto moltissimi docenti (e alcuni noti storici) di tutte le provenienze culturali e politiche.
Le Indicazioni sono state in seguito sottoposte al confronto con le associazioni del mondo della scuola e sono state commentate da numerosi esperti. Durante questo iter, nessuno ha sollevato un problema relativo allo studio della Resistenza, considerata ovviamente un tema assolutamente imprescindibile nello studio della storia italiana, implicito tanto nella trattazione della Seconda Guerra Mondiale, quanto in quella della costruzione dell’Italia repubblicana.

Del resto, neppure le Indicazioni dei ministri precedenti contenevano un riferimento esplicito alla Resistenza. Le Indicazioni nazionali del ministro Moratti per le scuole secondarie di I grado indicavano come obiettivi di apprendimento: la Seconda Guerra Mondiale, la nascita della Repubblica italiana, la “società del benessere” e la crisi degli anni Settanta, il crollo del comunismo nei Paesi dell’Est europeo, l’integrazione europea.

Le indicazioni per il curricolo per il primo ciclo promulgate dal Ministro Fioroni non facevano alcuna menzione specifica della Resistenza, neppure nella premessa (“l’analisi del mondo contemporaneo reclama uno spazio educativo preciso: le guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la liberaldemocrazia…”), ritenendola compresa nella seguente indicazione: “L’alunno […] conosce i momenti fondamentali della Storia italiana, dalle forme di insediamento e di potere medioevali alla formazione dello stato unitario, alla formazione della Repubblica”.
Nessun tentativo censorio dunque, che sarebbe quantomeno stolto e appartenente a una cultura lontanissima da tutti coloro che si sono occupati, a vario titolo, delle Indicazioni.

Il forum, dove le indicazioni sono presentate, non a caso, in bozza, serve comunque anche a evidenziare eventuali criticità. Proprio per questo motivo, e per evitare che il dibattito si areni in una polemica non voluta, negli Obiettivi specifici di apprendimento del quinto anno è stato reso esplicito il riferimento alla Lotta di liberazione, con la formula: “L’Italia dal Fascismo alla Resistenza e le tappe di costruzione della democrazia repubblicana”.

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