Polemica in Sardegna: nuove uniformi scolastiche dividono genitori e istituto

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Una decisione del Consiglio di istituto di una scuola di Elmas, in provincia di Cagliari, ha scatenato un acceso dibattito nella comunità locale. L’introduzione di uniformi scolastiche in stile anglosassone, in sostituzione dei tradizionali grembiuli, ha provocato una forte reazione tra i genitori degli alunni.

La nuova divisa, composta da una maglietta gialla e pantaloni blu, è stata accolta con scetticismo non solo per il radicale cambiamento rispetto alla tradizione, ma soprattutto per i costi considerati eccessivi. Molti genitori hanno espresso preoccupazione per l’onere economico che questa decisione comporta, ritenendo che i nuovi capi d’abbigliamento siano significativamente più costosi rispetto ai grembiuli finora utilizzati.

“Non siamo contrari alle divise di per sé, ma i costi devono essere sostenibili per tutte le famiglie,” ha dichiarato una madre, riassumendo il sentimento diffuso tra i genitori. La comunità dei genitori lamenta inoltre di non essere stata adeguatamente coinvolta nel processo decisionale, chiedendo di riconsiderare la scelta o, in alternativa, di ricevere un contributo economico per far fronte alle nuove spese.

Il Comune di Elmas, pur riconoscendo l’autonomia decisionale della scuola, si è detto disponibile a mediare tra le parti. Un portavoce dell’amministrazione comunale ha affermato: “Comprendiamo le preoccupazioni dei genitori e siamo pronti a favorire un confronto costruttivo per raggiungere un compromesso.”

La precisazione del Consiglio d’Istituto

Il Consiglio d’Istituto ha approvato, con delibera numero 155 del 17 maggio 2024, l’adozione di una nuova divisa scolastica, sostituendo il tradizionale grembiule. La decisione giunge al termine di un lungo processo di consultazione e valutazione iniziato nel 2021.

La richiesta di introdurre una maglietta con il logo della scuola era stata avanzata dai genitori già nel 2021, seguendo l’esempio delle scuole primarie di via Buscaglia e via Sestu, dove tale pratica era già in vigore da anni. Nel corso del tempo, sono stati condotti numerosi sondaggi tra le classi della scuola dell’infanzia per raccogliere le preferenze dei genitori, con la maggioranza che si è costantemente espressa a favore della sostituzione del grembiule con una divisa più moderna.

La nuova divisa si compone di magliette a manica corta per i mesi più caldi (settembre, ottobre, maggio, giugno) e a manica lunga per il resto dell’anno, oltre a una felpa con logo per le uscite all’aperto e le attività didattiche esterne. A differenza del passato, quando i colori variavano per classe e anno scolastico, si è optato per un unico colore per tutte le classi, dai tre ai cinque anni, favorendo così il riutilizzo e lo scambio dei capi tra fratelli, sorelle o amici.

La scelta risponde a diverse esigenze:

  1. Praticità: le magliette sono più comode e facili da gestire rispetto ai grembiuli tradizionali.
  2. Economicità: i costi stimati sono di circa 5 euro per una maglietta a manica lunga e 15 euro per la felpa, risultando più convenienti rispetto ai grembiuli in commercio.
  3. Inclusività: l’adozione di un colore unico per tutti gli alunni mira a ridurre le differenze di genere, superando la tradizionale distinzione tra grembiuli azzurri per i maschi e rosa per le femmine.

Il Consiglio d’Istituto sottolinea l’importanza di questa decisione non solo in termini pratici ed economici, ma anche come passo avanti verso una maggiore inclusività e accessibilità per tutti gli studenti. La scelta di abbandonare i grembiuli differenziati per genere riflette una sensibilità crescente verso temi di uguaglianza e non discriminazione.

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