Poeti del sud assenti da Indicazioni nazionali, lettera al Ministro

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Gentile Ministro, Le scriviamo per segnalare alla Sua attenzione una delle tante “questioni”, forse ritenuta da molti meno rilevante, ma a nostro avviso urgente, che riguarda la nostra Scuola.

Da anni il Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud ha sottolineato come all’interno delle “Indicazioni nazionali” per i Licei (DM 211/10), che hanno accompagnato il riordino delle scuole superiori, non compaia, relativamente al Novecento pieno, nessun poeta o scrittore nato a sud di Roma e soltanto una donna, Elsa Morante.

Al proposito, dal 2012 si sono susseguite numerose iniziative, Interrogazioni parlamentari, una Risoluzione del 24 febbraio 2015, Delibere di Consigli regionali, interventi di intellettuali e scrittori (tra i tanti Dacia Maraini, Maurizio De Giovanni, Alberto Angela, Antonio La Penna, Gerardo Bianco, Alessandro Quasimodo, Aldo Masullo, Emerico Giachery), che hanno chiesto la modifica di questo documento, che propone un’immagine incompleta e (ci sembra) mortificante per la cultura meridionale e non solo.

Di recente, abbiamo pubblicato un volume che racconta tutto questo (“Faremo un giorno una Carta poetica del Sud (2). Restituiamo la letteratura meridionale ai Licei”, prefazione di Paolo Di Stefano, a cura di Alessandro Di Napoli, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, Paolo Saggese, Raffaele Stella, Quaderni del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud -1).

Noi vorremmo consegnarLe questo libro, che racconta l’iter parlamentare della querelle, per discutere con Lei di una questione a nostro avviso urgente della Scuola italiana.

Inoltre, pochi giorni fa, in occasione della Prima prova degli Esami di Stato, il MIUR ha scelto per la Traccia della Tipologia B 1 (Ambito artistico – letterario) anche i versi di una celebre poesia di Salvatore Quasimodo (Ed è subito sera), poeta insignito con il Nobel ma assente nelle “Indicazioni nazionali”, e che anche nel 2014 era stata proposto all’attenzione degli studenti italiani in occasione dell’Esame finale del ciclo di studi superiori.

In tal modo, lo stesso MIUR, pur non considerando “decisiva” l’esperienza letteraria del “siculo greco”, lo propone due volte in cinque anni alla ribalta nazionale, cadendo in qualche modo in contraddizione. Insomma, se Quasimodo è così tanto importante, perché non includerlo nelle “Indicazioni nazionali”?
In attesa di una Sua risposta, La salutiamo cordialmente

Paolo Saggese
Direttore scientifico del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

Giuseppe Iuliano
Presidente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione