Poco chiari gli indicatori nella griglia prima prova esami di Stato. Lettera

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Antonio Caccavale – Con la modifica apportata all’esame di Stato, il Ministero ha voluto avocare a sé la scelta degli indicatori e i relativi pesi che essi devono avere nella  valutazione della prova scritta di italiano.

 Si tratta di una decisione pienamente condivisibile, dal momento che ogni anno, durante i lavori preparatori relativi alle modalità di valutazione delle prove scritte e del colloquio, le Commissioni dovevano predisporre apposite griglie e, quasi sempre, ogni commissione se ne inventava una per conto proprio. Ma nella fretta con cui il ministero ha voluto far partire, fin dalla prossima sessione (forse sarebbe stato opportuno rinviare alla sessione 2020 l’introduzione delle modifiche) il nuovo esame di Stato, a mio avviso c’è qualcosa che non va.

All’interno del quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova scritta dell’esame di Stato il Ministero ha inserito i seguenti indicatori (validi per tutte le tipologie della prima prova), da cui far derivare i descrittori per l’attribuzione dei punteggi:

INDICAZIONI GENERALI PER LA VALUTAZIONE DEGLI ELABORATI (max 60 punti)

Indicatore 1: Ideazione, pianificazione e organizzazione del testo

Indicatore 2: ricchezza e padronanza lessicale

Indicatore 3: ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali

 

TIPOLOGIA A ELEMENTI DA VALUTARE NELLO SPECIFICO (MAX 40 PT)

Rispetto dei vincoli posti nella consegna (ad esempio, indicazioni di massima circa la lunghezza del testo – se presenti – o indicazioni circa la forma parafrasata o sintetica della rielaborazione).

Capacità di comprendere il testo nel suo senso complessivo e nei suoi snodi tematici e stilistici.

Puntualità nell’analisi lessicale, sintattica, stilistica e retorica (se richiesta).

Interpretazione corretta e articolata del testo.

Che cosa c’entrino l’ideazione, la pianificazione e l’organizzazione del testo con quanto, più specificamente e correttamente viene indicato nel prospetto relativo agli elementi da valutare nella prova della tipologia A (analisi e interpretazione di un testo letterario italiano) non si capisce. Un candidato che scelga la tipologia A deve dimostrare di aver compreso e di essere capace di interpretare il testo letterario proposto (di far “parlare il testo”) anche oltre il suo significato letterale.  

È il caso di chiedersi che cosa possa mai ideare, che cosa debba pianificare e che cosa debba organizzare il candidato che scelga la tipologia A se, per ciò che riguarda la comprensione e l’analisi del testo, lo stesso è corredato di una serie di domande a cui bisogna rispondere.

Si dirà che l’ideazione, la pianificazione e l’organizzazione dell’elaborato riguardano il momento dell’interpretazione. Anche qui è doveroso fare qualche rilievo: nei modelli di simulazione della prova di italiano che il ministero ha messo in rete, per quanto riguarda la tipologia A, in riferimento alla tematica presente nel testo, ai candidati viene chiesto di approfondirla sulla base delle proprie letture e delle proprie esperienze. Ora non si capisce per quale motivo, il candidato, debba ideare (concepire nella mente o nella fantasia un’idea) e debba pianificare (programmare, predisporre secondo un piano) qualcosa da scrivere se, in realtà, non deve inventarsi un bel nulla, ma attingere alle sue conoscenze e alle sue esperienze per sviluppare nel modo migliore possibile l’interpretazione del testo.

Avranno una bella gatta da pelare i colleghi che si troveranno a dover correggere e valutare la tipologia A della prova di italiano se, come dispone il ministero, essi dovranno stabilire il punteggio da assegnare facendolo scaturire dalla somma della parte generale degli indicatori (e quindi da quella deve tenere conto, tra gli altri elementi, dell’ideazione e della pianificazione) e della parte specifica degli indicatori.

Nella valutazione degli elaborati il ministero indica anche quale peso devono avere gli indicatori della parte generale e quelli della parte specifica:

N.B. Il punteggio specifico in centesimi, derivante dalla somma della parte generale e della parte specifica, va riportato a 20 con opportuna proporzione (divisione per 5 + arrotondamento).

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