Pochi semplici interventi potrebbero veramente aiutare la scuola

di Lalla
ipsef

CIPNA  – Il CIPNA, Comitato che rappresenta la voce di numerosi docenti precari e che segue da anni l’operato del Governo in relazione ai provvedimenti normativi che intervengono sul sistema scolastico, rileva con amarezza, ancora una volta, l’assenza di una direttrice chiara e decisa capace di risollevare la condizione insostenibile in cui versa la scuola italiana.

CIPNA  – Il CIPNA, Comitato che rappresenta la voce di numerosi docenti precari e che segue da anni l’operato del Governo in relazione ai provvedimenti normativi che intervengono sul sistema scolastico, rileva con amarezza, ancora una volta, l’assenza di una direttrice chiara e decisa capace di risollevare la condizione insostenibile in cui versa la scuola italiana.

Dopo aver riposto grandi aspettative in questo Governo, siamo alla prova dei fatti delusi da uno stile basato ancora su ambigui proclami la cui interpretazione resta difficile persino per le stesse OO.SS. che siedono ai tavoli di concertazione. Non è certo quello che si attendeva da questo Governo composto da donne e uomini finalmente qualificati e tanto culturalmente distanti dai precedenti. Con un mandato a così breve scadenza linguaggio cristallino, chiarezza di intenti e specificità dei provvedimenti avrebbero dovuto rappresentare, a nostro avviso, la via naturale ed obbligata per conseguire un qualche risultato tangibile e per risollevare morale e aspettative di docenti e studenti.

Nel metodo riteniamo deleterio, come già in passato, intervenire sul comparto scuola attraverso strumenti impropri e generici quali "mille-proroghe" e "liberalizzazioni". Ciò di cui avremmo disperatamente bisogno è, invece e
finalmente, un corpus di provvedimenti ad hoc, anche di corto respiro, concepiti e indirizzati esclusivamente al mondo della scuola, così carente e bisognoso di cure ed attenzioni specifiche.

Di seguito ci permettiamo di indicare al Ministro Profumo pochi, semplici interventi ispirati al buon senso e all’esperienza, applicabili in tempi certi e stretti e non implicanti oneri aggiuntivi per lo Stato:

1. Istituire immediatamente l’organico funzionale: ciò consentirebbe a scuole ed alunni di contare su un organico collaudato e stabile per più anni e ai docenti precari di ottenere incarichi fino al 31/08 uniti a maggiori disponibilità per le assunzioni in ruolo su cattedre ormai radicate nelle scuole;

2. restituire gli spezzoni inferiori alle 7 ore ai precari: si incrementerebbero i posti disponibili per i precari e si ridurrebbe la spesa a carico dell’Amministrazione (le ore dei docenti di ruolo, cui oggi sono destinati quegli
spezzoni, costano di più);

3. cessare la reiterazione del cd Salvaprecari: questo detestato doppione di strumenti quali le regolari graduatorie e le indennità di disoccupazione si è come previsto rivelato del tutto incapace di aumentare le cattedre disponibili e l’entità dei sussidi per chi perde il posto (a fronte però di un appesantimento della burocrazia in capo a docenti, scuole e AT);

4. intervenire sulle assegnazioni provvisorie selvagge: l’attuale mancanza di regolamentazione produce effetti nefasti sulla continuità didattica; suggeriamo perciò una loro limitazione al tetto massimo del 50% sul totale dei posti
disponibili al trasferimento.

Tanti altri microprovvedimenti, oltre ai quattro indicati, sono ovviamente possibili e auspicabili. Di certo quello che non avvertiamo è l’esigenza di altre "riforme epocali" o pseudo tali. Men che meno gli annunci delle stesse.

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