Pnrr, Più Europa: “Governo rischia di perdere 4,6miliardi per gli asili. Ecco come intervenire”

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“Il Governo di Giorgia Meloni parla tanto di natalità e famiglie ma rischia di perdere i 4,6 miliardi di euro messi a disposizione dal Pnrr per la realizzazione di 2.190 nuove strutture tra asili nido e scuole materne su tutto il territorio nazionale”.

A dirlo è Andrea Massaroni, coordinatore di Più Europa Roma.

Ha lanciato troppo tardi la piattaforma su cui i comuni dovevano caricare i progetti – prosegue – e non ha saputo affiancare e sostenere gli enti locali nella redazione dei progetti, lasciando sindaci e amministrazioni alle prese con le note fragilità dei loro uffici tecnici. Avere un asilo nido o una scuola materna vicina è un diritto fondamentale per le famiglie italiane e libera la scelta delle donne di diventare madri conciliando la vita professionale“.

Per tutti i progetti non messi a gara entro la scadenza di giugno 2023 – spiega – noi proponiamo: la centralizzazione della progettazione e della realizzazione di asili e scuole da parte del Governo, anche servendosi dei locali messi a disposizione dai comuni o di altri immobili di proprietà pubblica. Un bando per la costruzione di asili rivolto ad aziende e organizzazioni del terzo settore per la realizzazione nel territorio dei comuni originariamente destinatari dei fondi (o nella provincia di appartenenza) di asili aziendali o privati, che destinino però almeno il 30% dei propri posti a servizio pubblico. E’ un tema che tocca anche comuni della Città Metropolitana di Roma“.

Nei giorni scorsi il Ministro Valditara era intervenuto sul tema: “stiamo lavorando per trovare soluzioni compatibili, sia con la Commissione europea sia con i Comuni, per mettere in sicurezza questo obiettivo che vale 4,6 miliardi di finanziamenti”.

“L’Investimento del PNRR 1.1 “Piano asili nido e scuole dell’infanzia”, destinato a garantire alle famiglie italiane 264mila nuovi posti negli asili nido e 1.880 interventi di edilizia, è un obiettivo che il nostro Paese e questo Governo non possono e non vogliono mancare”, rimarca Valditara.

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