PNRR Istruzione, Bianchi: “La riforma dell’orientamento riveste ruolo strategico. Sarà attuata entro dicembre 2022” [TESTO INTEGRALE]

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Il Ministero dell’Istruzione, tramite il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha risposto all’interrogazione presentata dal Partito Democratico, tramite la deputata Rosa Maria Di Giorgi, in materia di orientamento.

Ecco la risposta integrale del Ministero dell’Istruzione:

L’interrogazione presentata consente di tornare su un tema molto rilevante.

Progettare e realizzare percorsi di orientamento efficaci, sul piano sia formativo che professionale, costituisce oggi, ancora più che in passato, una azione necessaria a consentire alle nuove generazioni valutazioni consapevoli nelle scelte per il loro futuro. Per questa ragione l’orientamento rappresenta un processo formativo continuo, una “educazione alla scelta”, che accompagna la persona lungo tutto il corso della sua vita.

Alla luce di queste considerazioni, la riforma dell’orientamento riveste un ruolo strategico nelle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Quest’ultimo mira, infatti, a potenziare la qualità del sistema educativo attraverso l’innalzamento degli indicatori di successo e la riduzione dei divari territoriali e di genere, anche nella prospettiva di innalzare il tasso di occupazione giovanile. Un obiettivo prioritario e imprescindibile del Piano è quello di contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico che, secondo una recente indagine, raggiunge il 3,8 per cento nelle scuole secondarie di primo grado. Il contrasto alla dispersione scolastica pone rimedio, conseguentemente, al fenomeno dei cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training) ovvero dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in un percorso di formazione.

La riforma del PNRR prevede l’introduzione di moduli di orientamento (almeno 30 ore annue) rivolti alle classi quarte e quinte della scuola secondaria di secondo grado. Nondimeno, l’aspetto maggiormente qualificante dell’intervento riformatore, che il Ministero dell’Istruzione sta elaborando nell’attuazione del PNRR, è una rilevante estensione di questi moduli di orientamento anche alla scuola secondaria di primo grado.

È alla conclusione del primo ciclo di istruzione che le ragazze e i ragazzi sono chiamati a una scelta complessa che avrà ricadute sul tutto il corso della loro vita. L’idea di fondo è di spiegare le “filiere della formazione” che attraversano e connettono le scuole secondarie di secondo grado e l’istruzione terziaria. A titolo esemplificativo, la riforma e il potenziamento degli ITS richiede che i nostri ragazzi conoscano questo sbocco formativo terziario e, se interessati ad esso, scelgano un percorso secondario di secondo grado il più attinente e appropriato.

Questo salto di paradigma potrà anche beneficiare degli ingenti investimenti che l’Unione europea ha approvato per la Missione 4 del PNRR.

Nell’ambito di tale linea di investimento anche le scuole del primo ciclo potranno realizzare azioni di orientamento al fine di consentire, l’introduzione di moduli di orientamento curricolari ed extracurricolari, relative, in particolare, alle discipline e alle carriere scientifiche, tecnologiche e multilinguistiche. Tali moduli dovranno essere gestiti con l’utilizzo di metodologie didattiche e orientative innovative, in grado di far emergere e valorizzare i talenti personali delle studentesse e degli studenti, grazie a laboratori esperienziali di co-progettazione, di educazione all’imprenditorialità, di produzione scientifica e creativa, di esperienze di lavoro simulato e immersivo, con l’utilizzo delle tecnologie digitali, di mobilità e scambio a livello nazionale ed europeo.

Si ricorda tuttavia che l’86 per cento delle scuole già realizza attività di orientamento finalizzate principalmente all’attivazione di percorsi per la comprensione di sé e delle proprie inclinazioni, nonché alla presentazione agli alunni dei diversi indirizzi di scuola secondaria di secondo grado.

La riforma sarà attuata entro dicembre 2022 mediante specifiche linee guida e l’attuazione di tali misure sarà sostenuta dalla realizzazione di una piattaforma digitale dedicata alla formazione specifica dei docenti sulle metodologie innovative per l’orientamento.

Il Partito Democratico: “Investire nell’orientamento è fondamentale”

“Chiediamo al governo quali siano i principi guida che intende seguire nell’attuazione della riforma PNRR relativa al sistema scolastico e, in particolare, quali metodologie e obiettivi, nonché risorse aggiuntive, intenda attivare al fine di introdurre il sistema di orientamento a partire dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado. L’obiettivo degli interventi previsti dal PNRR, infatti, è quello di dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese, consentendo ai capaci e ai meritevoli di raggiungere i gradi più alti degli studi e facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata del Partito democratico e componente della commissione Cultura.

Nella replica, Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura, dopo aver ringraziato il governo per l’attenzione dimostrata al tema ha ribadito che “investire nell’orientamento scolastico è fondamentale, perché ancora troppe ragazze e ragazzi abbandonano le nostre scuole. Abbiamo una quota di abbandono intorno al 13 per cento, sicuramente migliorata negli ultimi anni, ma ancora troppo alta. Siamo i quarti peggiori in Europa. Il nostro obiettivo è ridurre questa percentuale al 9 per cento entro i prossimi otto anni. Dobbiamo, visti i differenti dati riscontrati tra Nord e Sud d’Italia, dare molta attenzione al Sud. In Sicilia, ad esempio, l’abbandono scolastico è al 19 per cento. Chiediamo dunque – conclude Di Giorgi – che l’orientamento parta il prima possibile, perché la scuola è il luogo dove si capisce cosa vogliamo fare della nostra vita e ai ragazzi va offerta questa importante opportunità. Ci sono tutti i presupposti per fare bene”.

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