PNRR, Franco: “Non siamo in ritardo. Il centrodestra vuole riscriverlo? No, non ci sarà bisogno”

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“Lo conosco da parecchi anni e credo sarebbe adattissimo. È stato presidente della commissione Bilancio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico. Con lui abbiamo lavorato fianco a fianco in questi venti mesi”.

Così il ministro dell’Economia Daniele Franco commenta l’ipotesi che il suo successore a via XX Settembre sia Giancarlo Giorgetti in una intervista al Corriere della sera.

Poi aggiunge: “Abbiamo in comune l’idea che lo sviluppo economico italiano dipenda da quanto accade nel sistema produttivo, in primo luogo nella manifattura e nei servizi, che questi settori siano il cuore della nostra capacità di creare reddito e che quindi debbano essere al centro della politica economica. Farà certamente bene”.

Quanto a possibili scostamenti di bilancio “una lezione che possiamo trarre da quanto sta succedendo nel Regno Unito – spiega Franco – è che bisogna essere sempre prudenti, anche riguardo alle aspettative che si creano. Un’altra è che sono importanti i motivi che inducono a modificare gli obiettivi di disavanzo. Se lo si fa per accrescere gli investimenti e la ricerca è più probabile che la reazione dei mercati non sia negativa. Quindi occorrono molta cautela e un approccio pragmatico. È chiaro che tassi più alti di per sé orientano verso soluzioni prudenti, ma l’elemento cruciale è come si usano le risorse”.

È vero che l’esecuzione del Pnrr è in ritardo? “No. Tutti gli obiettivi e i traguardi sono stati rispettati, il processo sta andando avanti nei tempi previsti. Per il semestre in corso – spiega – sono stati già raggiunti 25 obiettivi dei 55 previsti e altri ne arriveranno a breve”.

Nel centrodestra si parla di una revisione per l’aumento dei costi. “Al problema dell’inflazione dei costi dei materiali abbiamo già risposto con stanziamenti aggiuntivi per circa 7 miliardi. È una misura che potrebbe essere ripetuta reperendo ulteriori fondi nazionali. In alternativa, ma non è la strada che abbiamo scelto, si potrebbe anche rispondere con una riduzione dei progetti”. Dunque il Piano si può rivedere, come dice Giorgia Meloni? “Non è scritto sulla pietra. È un soggetto vivente che va adattato: ogni linea di intervento esige manutenzione. Qualche adattamento è già stato fatto e credo che questo processo continuerà. Ma ciò non vuol dire riscrivere tutto dalle fondamenta; vuol dire affrontare caso per caso le criticità: per esempio le complessità amministrative e gli effetti dell’inflazione” sottolinea.

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