PNRR, Economia e Ragioneria dello Stato bocciano il piano di riforma del Ministero dell’Istruzione: no a struttura extra large

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Grana per il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Così come segnala Italia Oggi, il Ministero dell’Economia ha bocciato sotto il profilo normativo, ma anche finanziario, il piano di riforma della struttura ministeriale proposto dal Ministero dell’Istruzione.

Un ministero dell’istruzione extra large, quello tratteggiato con il pacchetto normativo messo a punto dagli uffici ministeriali in vista del varo del decreto legge Semplificazioni collegato al Piano nazionale di ripresa e di resilienza.

Il Ministero dell’Istruzione propone di mettere a bilancio 5 posti in più da direttore generale, non solo per l’amministrazione centrale ma anche regionale, 29 dirigenti di seconda fascia, 65 posti da funzionari di area III, tutti stabili in organico, e altri 250 funzionari invece da assumere a tempo determinato, dal 2021 al 2026. Le procedure saranno svolte, in modo semplificato, attraverso un esame orale. Il dicastero dell’istruzione ha spiegato, nella relazione tecnica, che le nuove immissioni in ruolo sono indispensabili per assicurare al ministero le professionalità necessarie ad attuare il Pnrr.

Argomentazioni in larga misura confutate dalla Ragioneria generale dello stato. In corso di valutazione presso palazzo Chigi le altre norme proposte, Nuove norme anche per la verifica della regolarità amministrativa, con la creazione di una piattaforma digitale ad hoc.

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