PNRR, ecco le proposte di modifica del governo per la scuola: riforma degli istituti tecnici e professionali nel 2024

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Il governo ha reso pubblico il progetto di modifica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e l’integrazione del programma REPowerEU. Le modifiche proposte riguardano 144 investimenti e riformi e si suddividono in tre categorie principali.

In primo luogo, troviamo modifiche formali, che riguardano la descrizione delle misure e i meccanismi di verifica. Queste modifiche intendono migliorare l’efficacia e l’efficienza dei controlli e garantire un’implementazione più accurata e tempestiva delle misure.

Il secondo gruppo di modifiche riguarda la riprogrammazione delle misure. Questo è stato proposto a fronte dell’impossibilità o di forti criticità nel raggiungere alcuni obiettivi, in particolare i target fisici. Queste modifiche interessano anche le misure relative alla transizione digitale. In risposta a alcune difficoltà, l’amministrazione propone di rafforzare gli interventi attraverso l’impiego delle economie maturate durante i processi di gara.

L’ultimo gruppo include misure che si prevede di deflazionare dal PNRR e di salvaguardare con altre fonti di finanziamento, come il Piano Nazionale Complementare al PNRR e i fondi delle politiche di coesione. Sono coinvolte 9 misure per un totale di 15,9 miliardi di euro

L’elenco delle misure a titolarità del Ministero dell’Istruzione di cui si chiede la modifica con le relative motivazioni

Il Ministero dell’Istruzione ha proposto una serie di modifiche per le sue principali misure e investimenti, indirizzando temi come la riforma degli Istituti Tecnici e Professionali, il reclutamento dei docenti e l’ampliamento dei servizi educativi.

La Riforma degli Istituti Tecnici e Professionali prevede lo spostamento della legislazione secondaria entro il 30 giugno 2024, per allineare i cambiamenti con la riforma del sistema degli Istituti Tecnologici Superiori per la formazione terziaria. Questa mossa dovrebbe sincronizzare le innovazioni in tutto il settore dell’istruzione tecnica.

Allo stesso modo, è stata richiesta una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, con un obiettivo rivisto per la formazione degli insegnanti attraverso percorsi universitari abilitanti di 60 CFU a partire dall’anno accademico 2023-2024.

Tra gli investimenti chiave, il Piano per asili nido e scuole dell’infanzia necessita di una rivisitazione a seguito di una serie di interventi non riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati. L’aumento dei costi delle materie prime, tra il 2022 e il 2023, ha inciso sugli obiettivi finali della misura, rendendo necessario un nuovo bando di selezione degli interventi.

Il Piano per l’estensione del tempo pieno e mense si è scontrato con l’aumento dei prezzi nel settore edilizio, una conseguenza della guerra in Ucraina. Questa situazione ha richiesto la modifica di un target, per adeguarsi all’incremento dei costi.

L’investimento per ridurre i divari territoriali nei cicli della scuola secondaria di secondo grado necessita di una ricalibratura dei suoi obiettivi, eliminando il riferimento ai corsi post-diploma e spostando di 6 mesi l’obiettivo finale.

La richiesta di modifica più significativa riguarda lo sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria, dove un errore nella descrizione del target necessita di correzioni per evitare la triplicazione delle istituzioni ITS.

E ancora il piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole richiede una modifica del target, per salvaguardare i finanziamenti già assegnati e raggiungere gli obiettivi previsti, dovendo affrontare l’incremento dei prezzi delle materie prime.

Infine il governo propone alcune modifiche relative alla quarta rata di finanziamento del PNRR. Per il Ministero dell’Istruzione riguarda M4C1- Investimento 1.1 Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia

La proposta mira a rivedere l’obiettivo intermedio dell’aggiudicazione di tutti gli interventi previsto dalla quarta rata con l’aggiudicazione di un primo insieme di interventi e l’impegno a lanciare un nuovo bando per raggiugere l’obiettivo finale della misura alla luce delle circostanze oggettive intervenute.

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