PNRR, Bianchi attacca: “Per una riforma efficace della scuola non serve che da Bruxelles ci mandino la lista della spesa, non siamo la Grecia”

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“Nel censimento del 1951 in questo paese l’aspettativa di vita era di 63 anni e il Paese era contadino. Dopo 70 anni abbiamo forse la percentuale più alta d’Europa, 85 anni”.

Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi al convegno ‘Next generation Eu e Pnrr. La sfida è iniziata’, in corso di svolgimento all’Università La Sapienza.

“Il Paese è cresciuto, non è più un Paese contadino, arretrato, il welfare è cresciuto anche se non nello stesso modo in tutto il Paese. Negli Usa se c’è un incidente si chiede la carta di credito. E poi c’è la scuola: quando c’è un problema si dice subito che è un problema della scuola, la scuola è lo specchio del Paese, il tornasole del Paese. I problemi della scuola ci sono ma non sono problemi solo della scuola quanto del Paese”.

E ancora: “Per portare a termine una riforma efficace della scuola italiana, non serve che qualcuno da Bruxelles mi mandi una lista della spesa delle cose da fare, trattandoci come la Grecia, ma dobbiamo fare i conti con noi stessi e il nostro passato”.

“In particolare dobbiamo ancora fare i conti con la stagione delle riforme della fine degli anni 90 – ha aggiunto – quando l’Italia si trasformò progressivamente in una Repubblica delle autonomie. Per armonizzarsi a questo nuovo paradigma, i singoli istituti devono rappresentare le province e i comuni del sistema dell’istruzione. Dobbiamo andare verso la realizzazione di una maggiore autonomia, per permettere alle scuole di esprimere le loro potenzialità d’innovazione migliori, e diventare a tutti gli effetti dei presidi civici nei territori”.

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