Pnrr, alle scuole 1,7 miliardi per digitalizzare 100 mila classi. Per Anief la “penale” deve scattare per il Ministero, senza organici aggiuntivi perdiamo tutto

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Marcello Pacifico: “Prendiamo atto del fatto che ci sono dei soldi che saranno stanziati, informeremo le scuole che se non impiegheranno questi soldi ci sarà un commissariamento sia loro che del Ministero. Bisogna parlare dei problemi reali delle scuole: mancano 1.780 Dsga, abbiamo scuole normodimensionate che non avranno né un ds né un dsga.

Non si tratta qui di commissariamento: se l’Europa ci dice di spendere dei soldi le scuole devono essere messe nelle condizioni di poter spendere queste risorse. Noi proponiamo di fare un incontro tecnico sulle condizioni, in cui siamo pronti a dare un nostro contributo; cerchiamo di capire quali sono i parametri dell’Europa, quali sono i paletti di questa spesa. È un’ottima notizia quella di dare 1,7 miliardi di euro alle scuole, avranno a disposizione enormi risorse, ma bisogna capire bene, le cifre tra l’altro non sono uguali per tutte. È necessario comprendere, e bene, che per fare le cose bisogna valorizzare le persone, il personale scolastico in questo caso”

Gli istituti scolastici italiani avranno a breve 1,7 miliardi complessivi per digitalizzare circa 100 mila classi e dotare le secondarie dei laboratori per le esercitazioni pratiche: l’anticipazione è arrivata oggi, durante il tavolo tecnico dei referenti Pnrr delle confederazioni sindacali sull’informativa del decreto del Ministro dell’Istruzione di prossima emanazione relativo al riparto di risorse tra le istituzioni scolastiche attuativo dell’Investimento 3.2 “Scuola 4.0” della Missione 4 – Componente 1 del PNRR, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. I tecnici della parte pubblica hanno riferito che il provvedimento verrà inserito in un prossimo decreto a firma del ministro di competenza: ma se le scuole non investiranno i finanziamenti entro il prossimo mese dicembre saranno commissariate.

“Peccato – replica Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir – che a settembre l’anno riprenderà in condizioni a dir poco precarie: mancheranno all’appello 1.800 Dsga, in pratica uno ogni quattro, un migliaio di presidi, uno su sette, con l’aggravante dei 500 presidi mancanti nelle sedi normo-dimensionate. Inoltre, continuerà a non esserci chiarezza sul riconoscimento del lavoro, mentre ancora non è stato rinnovato l’organico Covid che rimane essenziale per riprendere le lezioni con la pandemia in corso, prima ancora di innovarle”.

“Come se non bastasse – ha continuato il leader sindacale – bisogna anche fare chiarezza sulle risorse destinate al personale docente e amministrativo delle scuole per la realizzazione del progetto. La verità è che il commissariamento dovrebbe scattare non per le scuole, ma verso il Ministero dell’Istruzione che in maniera incompetente continua a prendere impegni senza la revisione la dotazione degli organici. Perché – conclude il sindacalista autonomo – senza una integrazione sensibile degli organici, anche dei docenti, di cattedra comune e di sostegno, oltre che del personale Ata, i quasi due miliardi del Pnrr da assegnare alle scuole rischiano di andare persi”.

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