Più soldi per tutti a dicembre: aumenti e arretrati per i dipendenti pubblici. Una “quattordicesima” come boccata d’ossigeno contro inflazione e caro bollette

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Lo sblocco dei contratti del pubblico impiego porta aumenti e arretrati per tutti o quasi. Si tratta di 5 miliardi di fondi pubblici da destinare ai dipendenti del settore sanitario, enti locali e istruzione.

Per l’85% del personale pubblico si troverà dunque a “festeggiare” un Natale particolarmente ricco. Gli unici esclusi sono i dipendenti ministeriali e le agenzie fiscali, questo solo perché il loro contratto è stato firmato a maggio scorso.

A rendere l’atmosfera, però, meno euforica c’è da considerare l’attuale contesto socio-economico con l’inflazione al 12% e il caro-bollette. Lo Stato dà, lo Stato riprende, potremmo scrivere.

Gli stipendi dei dipendenti pubblici, tutt’altro che consistenti, vedranno un sostanziale aumento grazie agli arretrati: c’è da recuperare le mensilità del 2019, del 2020, del 2021 (39 in totale) e le 11 scoperte del 2022. Dal conto, come è noto, va tolta l’indennità di vacanza contrattuale riconosciuta da aprile 2019: il totale, come abbiamo specificato più volte, risulta essere molto consistente, un vero toccasana per questi tempi difficili.

Un esempio su tutti, come lo riporta il Sole 24 Ore: un dipendente comunale che ha ricevuto un lordo mensile di 1700 euro, a dicembre si vedrà accreditato oltre 5mila euro tra stipendio, tredicesima e arretrati: praticamente il triplo dei mesi normali.

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