Più soldi per corsi di recupero e supplenze interne, ecco quanti. Ma i fondi restano invariati. “Così si taglieranno i docenti coinvolti e chi accetta lavorerà di più”

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Forte intervento proveniente dall’Associazione dei collaboratori dei Dirigenti (ANCODIS) che, sulla scorta delle riflessioni avanzate dalla UIL scuola sul rinnovo del contratto, muove una pesante critica al contenuto dell’ipotesi del CCNL del 14 luglio 2023. Infatti, alla tabella E 1.6, sono presenti gli importi degli aumenti rivolti ai docenti che si impegnano in attività extracurriculari, ma la misura non convince tutti.

Di quali aumenti parliamo?

La tabella in questione riporta aumenti per alcune voci legate alle attività degli insegnanti, oltre il proprio orario di lavoro:

  • Corsi di recupero: da 50 euro lordi a 55
  • Ore aggiuntive di insegnamento: da 35 euro lordi a 38,50
  • Ore aggiuntive non di insegnamento: da 17,50 euro lordi a 19,25

Le critiche

Un aumento che, però,  non corrisponde ad un incremento dei fondi stanziati. In soldoni, la stessa quantità di danaro che va in contrattazione di istituto dovrà essere divisa (poiché le ore saranno pagate di più) tra meno docenti. Questa la critica che è stata mossa dalla UIL scuola che non ha firmato il contratto, alla quale si aggiunge anche quella dell’associazione dei collaboratori scolastici.

In definitiva, – ha fatto notare la UIL – rimanendo invariato l’importo totale delle risorse destinate a tutto il personale, si determina una riduzione di ore per l’effettuazione delle prestazioni aggiuntive“.

Se da un lato – fa eco Rosolino Cicero, presidente ANCODIS – è stata aumentata la retribuzione oraria, dall’altro è possibile che possano essere retribuiti meno docenti”. Insomma, “una beffa” aggiunge.

La critica è chiara: più soldi, ma fondo invariato = meno docenti coinvolti e più lavoro per chi accetta. “È evidente – conclude Cicero – che a fronte della riconosciuta complessità di una scuola, la retribuzione per chi accetta l’incarico aggiuntivo rischia di subire ulteriori inaccettabili tagli in sede di contrattazione di istituto“.

Ipotesi CCNI

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