“Più ragazze a scuola, ma il Covid-19 ha accentuato l’esclusione”. Il report dell’Unesco

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La scolarizzazione delle ragazze ha fatto grandi passi avanti negli ultimi 25 anni, un traguardo ora minacciato dalla pandemia di coronavirus, che sta accentuando la tendenza alla discriminazione.

Lo rivela un rapporto dell’Unesco pubblicato in occasione della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre.

Rispetto al 1995, sono 180 milioni in più le ragazze iscritte alle scuole primarie e secondarie. Tuttavia, tre quarti di tutti i bambini in età primaria che potrebbero non mettere mai piede a scuola, anche a causa della pandemia, sono ragazze, sottolinea il direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay.

“In questo momento critico, con il Covid-19 che aggrava le disuguaglianze di genere – afferma – dobbiamo rinnovare il nostro impegno nell’istruzione delle ragazze e delle donne. I progressi in questo campo echeggiano di generazione in generazione, così come i capovolgimenti di questo progresso”.

L’Unesco fornisce precisi obiettivi per evitare passi indietro, eliminando innanzitutto la disparità di genere nell’accesso, nella partecipazione e nel completamento dell’istruzione, visto che attualmente ci sono meno di 9 donne iscritte alla scuola primaria per ogni 10 maschi nel 4% dei Paesi, 9% nella secondaria inferiore, 15% nella secondaria superiore e 21% nell’istruzione terziaria.

Le gravidanze precoci, ancora troppo frequenti soprattutto in molti Paesi dell’Africa subsahariana, non devono impedire il proseguimento degli studi, espressamente vietato da alcuni ordinamenti, e le assunzioni degli insegnanti devono tenere conto degli stereotipi di genere, incoraggiando l’inserimento delle ragazze in professioni e carriere ritenute erroneamente dominio maschile.

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