Più di tre ore sui social, per i bimbi rischio di ansia e depressione. Pellai: “Molta attenzione alle vite online dei nostri figli”

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I social media stanno mettendo in pericolo la salute mentale dei nostri adolescenti. Questo non è un argomento da prendere alla leggera.

Alberto Pellai, noto psicoterapeuta infantile, su Famiglia Cristiana, insiste sul fatto che la situazione sta sfuggendo di mano. Una preoccupazione che è eco di un avvertimento recentemente rilasciato negli Stati Uniti dal General Surgeon, una delle figure più autorevoli nel panorama sanitario. In un documento che ha risonato in tutto il mondo, si sottolinea che i social media non sono ambienti sicuri per la salute dei minorenni.

Le statistiche sono preoccupanti. I giovani che passano più di tre ore al giorno sui social media sono due volte più inclini a sviluppare problemi di salute mentale, tra cui ansia e depressione. Una tale esposizione prolungata ai social media significa anche un’incessante esposizione a immagini e ideali irrealistici di bellezza e perfezione.

Nel libro “Social Fame. Adolescenza, social media e disturbi alimentari”, gli studiosi Dalla Ragione e Vanzetta approfondiscono come i social media inondino i giovani con milioni di immagini che ritraggono corpi “perfetti” e pratiche alimentari. Questi ideali irraggiungibili possono facilmente manipolare una mente giovane, spingendo molti verso comportamenti malsani e patologici. Alcuni adolescenti addirittura intraprendono sfide estreme e pericolose online, spinti dal desiderio di popolarità sui social media, ignorando spesso i gravi rischi per la loro salute.

Pellai enfatizza la necessità di una maggiore vigilanza e consapevolezza da parte di genitori, educatori e professionisti sanitari. La nostra responsabilità è quella di proteggere e guidare i giovani attraverso questo paesaggio digitale complicato e talvolta dannoso.

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