Più certificati sicurezza edifici scolastici. Inquinamento elettromagnetico a scuola: aumento reti cablate, diminuiscono WiFi

di Natalia Carpanzano
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L’annuale indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica di quest’anno è dedicata specificatamente alla sicurezza degli edifici e si basa sui dati presenti nel database dell’Anagrafe Scolastica che, benchè deficitari, danno una idea chiara della problematica, e su un questionario inviato ai Comuni capoluoghi di Provincia.

La maggior parte degli edifici scolastici risulta costruita prima del 1976 e benchè si trovino in zone ad elevato rischio sismico, ben pochi rispettano la normative antisismica in vigore.

I risultati del questionario inviato da Legambiente ai Comuni capoluoghi di Provincia evidenziano come le certificazioni degli edifici siano in crescita, come ad esempio il certificato di prevenzione incendi che complessivamente negli ultimi due anni lievita di quasi dodici punti percentuali, anche se, con il 47,4%, rimane ancora la certificazione più carente. Gli edifici con certificato di agibilità sono il 61,2%, quelli con collaudo statico il 54,4%.

La manutenzione riveste un’ importanza fondamentale nel mantenimento dei requisiti di sicurezza di ogni edificio, ma soltanto il 48,9% degli edifici scolastici ha goduto di interventi di manutenzione straordinaria nell’ultimo anno, ed il bisogno è sempre in crescita. Bassissimo è il dato che riguarda la classificazione energetica degli edifici, con solo lo 0,3% in classe A (alta efficenza) mentre il 49,3% si trova in classe G (bassa efficenza).

L’accesso ai fondi dell’edilizia scolastica rapppresenta una fonte di finanziamento importante per le amministrazioni per intervenire sugli edifici. Fra i fondi nazionali maggiormente utilizzati vi sono quelli relativi alle indagini diagnostiche, i Mutui BEI, Scuolesicure.

Un nuovo dato viene inserito  quest’anno nella valutazione, il rischio ambientale indoor e outdoor. Oltre ad amianto e radon è stata aggiunta la verifica della presenza di muffa, umidità, concentrazione di CO2, formaldeide , VOC, ecc. Tuttavia tale monitoraggio è risultato compiuto solo sullo 0,2% degli edifici scolastici. Una mancanza di sensibilità verso queste forme di inquinamento indoor che talvolta possono favorire lo sviluppo di allergie.

Rispetto all’inquinamento elettromagnetico i monitoraggi da Basse Frequenze e da Alte Frequenze, risultano entrambi quasi pari allo zero, ma diminuiscono sia gli edifici in prossimità di elettrodotti (3,1%) che di antenne cellulari (14,9%), mentre aumentano quelli nelle vicinanze di emittenti radio televisive (1,5%). In crescita le scuole con reti cablate (11,9%), in calo quelle connesse con wi-fi (37,9%).

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