Pittoni (Lega): “Tempi dei concorsi incompatibili con l’urgenza delle assunzioni dei docenti”

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“Ieri a Tagadà (La7) Luca Telese si chiedeva perché, con tante cattedre vuote, gli insegnanti precari non vogliano il concorso. Va allora spiegato che da tempo è in atto una progressiva precarizzazione dei lavoratori della scuola”.

“I concorsi coprono solo parte dei pensionamenti e chi attende l’occasione anche da più di un decennio, chiede di essere stabilizzato direttamente per titoli e servizio, come previsto nel 1989 dall’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella in una situazione molto meno grave dell’attuale, per contare su tutti i docenti titolari dal primo giorno di scuola. Azzolina non vuol saperne (col risultato che mancano tantissimi insegnanti a tempo indeterminato, fondamentali per la qualità del servizio) e spinge invece su concorsi che hanno tempi incompatibili con l’urgenza di coprire le cattedre, senza contare il rischio che rappresentano in piena pandemia”.

“Il ministro assicura che nelle aule non c’è problema, ma nessuno ha parlato delle aule. Da mesi avvertiamo che il pericolo di contagio è legato principalmente allo spostamento obbligato, anche di centinaia di chilometri, degli oltre 60mila candidati. Azzolina si esprime solo sulle presenze nelle aule. E pure su queste non dice la verità: i calendari delle prove concorsuali documentano numeri anche doppi rispetto a quanto affermato dal ministro, dando l’impressione si stia scherzando col fuoco”.

Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama.

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