Pittoni (Lega): stabilizzare i precari con servizio e titoli, è il momento storico per farlo

di redazione

item-thumbnail

Intervento Senatore Pittoni, presidente Commissione cultura, per informativa ministro istruzione del 26 marzo 2020.

Nella drammatica situazione in cui versa il Paese e in previsione di una fase post-emergenziale altrettanto drammatica, è necessario affrontare con la massima urgenza il problema della valutazione degli esiti finali dell’anno scolastico, per offrire un minimo di certezze a studenti e famiglie.

Non conosciamo ancora quale sarà la durata dell’emergenza, ma qualche idea sul tavolo possiamo metterla.

Per gli scrutini, ad esempio, la valutazione individuale degli apprendimenti può essere effettuata con gli strumenti della didattica a distanza (ovviamente dopo aver garantito a tutti il supporto necessario), così come la valutazione collegiale finale con collegamento in rete protetta.

Più complessa la soluzione per gli esami di Stato: la prova orale è ipotizzabile in video-conferenza, con il candidato che si collega a un indirizzo madre sul quale convergono anche i membri della commissione.

La prova scritta potrebbe svolgersi con modalità simili alle ordinarie, ma – naturalmente – in remoto con spedizione a ora prefissata agli studenti del plico telematico contenente le prove d’esame e collegamento video fisso con la postazione di ciascun studente. Le commissioni provvedono successivamente alla valutazione in seduta collegiale virtuale.

In alternativa si potrebbe seguire l’esempio dell’Olanda, che ha già disposto la sostituzione dell’esame finale con la valutazione dei crediti conseguiti nel corso della carriera scolastica.

Per quanto riguarda l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sarà fondamentale poter contare da subito su un corpo docente stabile e motivato.

E’ venuto quindi il momento di superare ogni remora ideologica, stabilizzando coloro che possiedono il requisito di servizio precario in scuole statali previsto dalla normativa comunitaria, facendo riferimento al periodo di servizio già prestato e ai titoli culturali e professionali posseduti.

Suddetto personale – una volta immesso in ruolo – nell’anno di prova dovrà frequentare, con oneri a carico dello Stato, un corso accademico abbreviato finalizzato al conseguimento dell’abilitazione.

In questa prima fase non tutti potranno conseguire la nomina in ruolo per insufficiente disponibilità di posti, ma si può – in applicazione di quanto previsto dalla legge 159/2019 – offrire ai non nominati l’inserimento in coda, a domanda, nelle stesse graduatorie di altra regione.

Ovviamente, sia nella regione di prima scelta che in altra opzione, con nomina in ruolo sui posti rimasti vacanti e disponibili solo dopo l’esaurimento delle graduatorie dei vigenti sistemi ordinari di reclutamento (Concorso ordinario 2016, Concorsi straordinari 2018 e Gae).

Relativamente ai posti di sostegno vacanti e disponibili di sostegno, sarebbe opportuno procedere parallelamente, immettendo in ruolo prioritariamente – una volta esaurite le graduatorie ordinarie – chi è in possesso di abilitazione, titolo di specializzazione e ha svolto complessivamente almeno tre anni di servizio nelle scuole statali.

A seguire chi non è abilitato ma è in possesso del titolo di specializzazione e ha svolto complessivamente almeno tre anni di servizio nelle scuole statali (potrà conseguire l’abilitazione durante l’anno di prova, frequentando appositi corsi abbreviati) e coloro che sono abilitati, ma non in possesso del titolo di specializzazione, e hanno svolto almeno un anno di servizio sul sostegno e complessivamente tre anni nelle scuole statali (pure loro potranno conseguire il titolo di specializzazione durante l’anno di prova previa frequenza di un percorso formativo abbreviato).

Sarebbe inoltre opportuno consentire a chi ha prestato servizio lo stesso numero di anni nelle istituzioni scolastiche paritarie o viene assunto dal 1° settembre 2020 e ha la stessa anzianità, di partecipare – con oneri a proprio carico – a un percorso accademico abbreviato finalizzato al conseguimento dell’abilitazione.

Verrebbe così assicurato il rispetto della legge sulla parità, oltre a fornire un contributo importante all’innalzamento della qualità complessiva del corpo docente.

Allo stesso percorso sarebbe il caso di ammettere – sempre con oneri a proprio carico – sia coloro che pur inseriti nella graduatoria finalizzata all’immissione in ruolo siano ancora precari per carenza di posti disponibili, sia dottori e dottorandi di ricerca inseriti nelle graduatorie di terza fascia e in possesso dei 24 CFU previsti dalla legge.

E perché non ammettere a tali corsi anche i docenti di ruolo in possesso di idoneo titolo di studio per aspirare al passaggio di ruolo, ma ancora sprovvisti di abilitazione?

Indispensabile, infine, attivare un percorso universitario di specializzazione per il sostegno senza selezione in ingresso – con oneri a carico degli interessati – riservato a docenti di ruolo e non di ruolo che abbiano prestato servizio, senza titolo di specializzazione, per almeno un anno su posti di sostegno.

Caro ministro, ho elencato alcune proposte per risolvere problemi che toccano la vita di centinaia di migliaia di operatori, i quali – ne sono testimone – nella stragrande maggioranza dei casi vivono la scuola come una missione. Se offriamo loro serenità, non potranno che trasmettere a loro volta serenità ai ragazzi della cui formazione sono responsabili.

Concludo con un appello: ritiri l’Ordinanza ministeriale sulla mobilità di docenti, personale ATA ed educatori, che va ripensata dopo un confronto con le forze sindacali, l’altro soggetto firmatario del contratto sulla mobilità.

Il provvedimento è contrario allo spirito e alla lettera delle norme straordinarie per il contenimento dell’epidemia di coronavirus.

È vero che, essendo la procedura informatizzata, gli interessati possono trasmettere la domanda da casa.

Il problema è la compilazione: il contatto con gli uffici di consulenza è indispensabile per decine di migliaia di lavoratori della scuola, onde districarsi in un quadro normativo complesso e variegato; né gli interessati possono essere in possesso di dati fondamentali per la scelta come gli aggiornamenti su pensionamenti e posti rimasti vacanti dopo le operazioni di nomina in ruolo relative all’anno scolastico in corso, consultabili solo negli uffici territoriali del ministero dell’Istruzione o nelle sedi delle organizzazioni sindacali. Cioè con spostamenti dalla propria abitazione degli interessati che non è proprio il momento di incentivare.

Ascolti per una volta!

Versione stampabile
Argomenti:

soloformazione