Pittoni (Lega) a Russo (Pd): Non solo bonus… e la vera tortura è la riapertura delle graduatorie

Di Lalla
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inviato dal Sen. Pittoni – «L’onorevole Tonino Russo esulta perché il bonus permanenza per gli insegnanti non è entrato nel decreto sullo sviluppo? L’operazione era molto più articolata: con l’attenzione concentrata sul bonus, gli altri provvedimenti per scoraggiare spostamenti sono passati quasi indenni. E i dati che filtrano su un numero di cambi di provincia inferiore al previsto, fa ben sperare nella battaglia per salvare almeno una parte dei posti di lavoro dei nostri insegnanti. C’è inoltre ancora da valutare la possibilità di inserire il bonus nella manovra economica. Russo ha poco da cantar vittoria».

inviato dal Sen. Pittoni – «L’onorevole Tonino Russo esulta perché il bonus permanenza per gli insegnanti non è entrato nel decreto sullo sviluppo? L’operazione era molto più articolata: con l’attenzione concentrata sul bonus, gli altri provvedimenti per scoraggiare spostamenti sono passati quasi indenni. E i dati che filtrano su un numero di cambi di provincia inferiore al previsto, fa ben sperare nella battaglia per salvare almeno una parte dei posti di lavoro dei nostri insegnanti. C’è inoltre ancora da valutare la possibilità di inserire il bonus nella manovra economica. Russo ha poco da cantar vittoria».

Il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, replica al deputato Russo del Pd, che ha definito le sue proposte anti-trasferimenti "una malvagia tortura".

«La vera tortura – ribatte Pittoni – sta nell’avere rimesso tutti gli insegnanti precari in concorrenza tra loro, dopo che nel 2007 le graduatorie sono state chiuse. Così non si creano nuovi posti: si toglie semplicemente il lavoro a qualcuno per assegnarlo ad altri. Per la Lega Nord è inaccettabile: si batte quindi compatta contro questa mostruosità.

I problemi in Aula vengono da alcuni parlamentari di maggioranza del Sud. Qualcuno, in quanto non addetto ai lavori, approfitta della loro limitata conoscenza dei problemi della scuola per indirizzarli su posizioni spesso contrarie agli interessi concreti degli insegnanti del loro territorio.

Le code, ad esempio, erano un’opportunità in più grazie alla quale fino a quest’anno insegnavano diverse migliaia di docenti, in particolare del Sud. Grazie ai ricorsi Anief e allo stop del Capo dello Stato al congelamento delle graduatorie, sollecitato da personaggi come Russo, ora non ci sono più.

Inoltre tanti insegnanti meridionali che nel 2007 hanno fatto la scelta di vita di trasferirsi nel Centro-Nord, ora perderanno il posto per fare spazio a chi questa scelta non l’ha fatta, ma può contare sui famosi superpunteggi. Una questione tutta da chiarire – conclude Pittoni -, visto che in certe aree pare ne siano in possesso anche docenti relativamente giovani».

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