Pittoni (Lega): Odg a decreto legge Rilancio per assumere 100 mila docenti per titoli e servizio. Isolare Azzolina

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“È in atto la progressiva precarizzazione dei docenti a danno della qualità dell’insegnamento”

“Contro il ministro Lucia Azzolina, che ne è responsabile, siamo riusciti a imporre lo stanziamento necessario alla sopravvivenza delle scuole paritarie. È il momento di provare a isolare Azzolina anche sull’abuso
di precariato, chiedendo appoggio trasversale a due nostri ordini del
giorno collegati al decreto Rilancio all’esame della Camera, che
impegnano il Governo ad assumere subito a tempo indeterminato da
graduatoria per titoli e servizio fino a 100 mila docenti”.

Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione
Cultura a Palazzo Madama e responsabile del dipartimento Scuola della
Lega.

I due ordini del giorno della Lega

Maxi graduatoria per immissioni in ruolo

La Camera, premesso che:
il permanere di una situazione di allerta sanitaria per il Covid-19 imporrà, alla riapertura delle scuole a settembre, l’esigenza di tenere distanziati gli studenti e ciò comporterà un inevitabile necessità di reperire maggiori spazi, ma soprattutto un maggior numero di insegnanti;
una situazione particolare e inedita come l’attuale legittima perciò l’istituzione di uno strumento aggiuntivo per il reclutamento dei docenti, subordinato a quelli preesistenti, unico a poter garantire in tempo utile l’assegnazione dei docenti alle classi: la creazione di una maxi-graduatoria finalizzata alle immissioni in ruolo, che utilizzi solo ed esclusivamente i punteggi con cui gli aspiranti sono inclusi nelle rispettive liste;
il concorso per soli titoli, nato nel 1989, conosciuto come “doppio canale”, nel 1999 è stato convertito, dalla legge 3 maggio 1999, n.124, in graduatoria permanente, ora ad esaurimento. Questa trasformazione è stata accettata dalla giurisprudenza della Cassazione (sentenza 3 ottobre 2006 n. 21298). Le graduatorie, quindi, possono essere permanenti, tuttora attive per il reclutamento del personale ATA e un tempo attive anche per il reclutamento dei docenti, oppure ad esaurimento come strumento alternativo al concorso ordinario, previsto specificamente dalla legge e ribadito anche dalla Corte Costituzionale………(meglio indicare quale);
il meccanismo della “graduatoria” è dunque pienamente legittimo, ha pari dignità rispetto al concorso ordinario ed è anche “tutelato”, dal momento che la Suprema Corte ha sancito che alla stessa va assegnato il 50% dei posti annualmente disponibili, percentuale aumentabile nel caso di esaurimento di parallele graduatorie concorsuali; fatto che si verificherà dato che il numero di posti del concorso straordinario è talmente esiguo, 32.000 in tre anni e, solo quest’anno, andranno in pensione più di 30.000 docenti Inoltre non è definito quando verranno banditi i concorsi ordinari, e ormai sono circa 220 mila i precari in lista d’attesa.

Considerato che:
nell’attuale situazione, l’ interesse pubblico primario è quello di coprire tutti i posti vacanti e disponibili, di conseguenza, detratti quelli assegnati con le procedure ordinarie preesistenti (GM e GAE), la quota assegnata con procedura straordinaria per le esigenze eccezionali del momento va recuperata negli anni successivi per garantire parità di accesso a chi parteciperà al futuro concorso ordinario, che nell’attuale stato d’emergenza appare indispensabile procrastinare almeno di un anno;
nelle graduatorie del piano di stabilizzazione i docenti presenti hanno tutti conseguito la laurea quadriennale (o un titolo di studio equivalente) oppure una laurea quinquennale a ciclo unico o, ancora, la nuova triennale seguita dalla magistrale, raccogliendo complessivamente 300 crediti formativi universitari oltre a presentare e discutere (nel caso del cosiddetto 3+2) due tesi di laurea. Inoltre tutti possono vantare tre anni di servizio nella scuola statale;
molti dei presenti in graduatoria sono per di più abilitati, il che significa che dopo il percorso formativo accademico, è stata valutata anche la loro formazione professionale teorica. Molti non sono riusciti ad abilitarsi solo perchè vittime di un sistema che, nei dodici anni dalla chiusura delle SSIS (Scuole specializzazione insegnamento superiore), ha attivato solo due percorsi ordinari finalizzati al conseguimento dell’abilitazione;
le proposte emendative della Lega in tal senso, presentate al decreto Rilancio che ripropongono due emendamenti già presentati al decreto Scuola, sono state bocciate dalla maggioranza, se fossero state approvate avrebbero consentito, a settembre, di stabilizzare fino a 100.000 insegnanti per titoli e servizio, come peraltro auspicato dai sindacati e da esponenti di numerose forze politiche, anche interne all’attuale maggioranza,
impegna il Governo:ad abbandonare l’atteggiamento di aprioristica chiusura, tenuto fino ad ora, e di procedere alla immediata stabilizzazione di tutti i docenti che possiedono il requisito minimo di servizio precario in scuole statali, previsto dalla normativa comunitaria, senza alcun passaggio concorsuale, ma avendo a solo riferimento il periodo di servizio già prestato e i titoli culturali e professionali posseduti dal docente.

Ampliamento organico di diritto

La Camera, premesso che:
l’insegnamento di sostegno vede impiegato personale precario ben oltre il 35% dei posti legittimamente costituiti per attuare l’integrazione e l’inclusione degli alunni diversamente abili.;
proprio la categoria scolastica che avrebbe bisogno di essere maggiormente tutelata viene invece affidata a supplenti sempre diversi o a personale variamente utilizzato che a ogni inizio di anno scolastico è costretto ad un accelerato rodaggio per entrare nella dinamica cognitiva e comportamentale che caratterizza ciascun alunno disabile, il quale non ha nessuna garanzia di continuità scolastica, caratteristica fondamentale ed ineludibile per progredire nell’apprendimento;
una eventuale stabilizzazione dei posti permetterebbe una seria programmazione didattica, fin dall’inizio dell’anno scolastico e potrebbe realizzare economie di scala, nella misura in cui ciascun dirigente scolastico, conoscendo già all’epoca della formulazione dell’organico la reale consistenza delle forze disponibili, potrà attuare le migliori soluzioni per un proficuo utilizzo del personale assegnato.

Considerato che:
al fine di fornire un’adeguata risposta all’esigenza di mantenimento del reddito nella disastrosa situazione economica che purtroppo sta accompagnando sempre di più la tragica epidemia del COVID-19, sarebbe importante assicurare la stabilità lavorativa a migliaia di precari che da anni lavorano a pieno titolo nella scuola,
gli interventi riguardanti il sostegno hanno un costo relativamente contenuto, poiché alla previsione di uno stanziamento atto a garantire la costituzione di 50.000 posti in organico di diritto (12 mensilità di stipendio base, suscettibili di incremento solo a seguito della ricostruzione di carriera), si accompagna la sensibile diminuzione del capitolo di spesa destinato al pagamento delle supplenze annuali e di quelle fino al termine delle lezioni (mediamente 10 mensilità di stipendio base non incrementabili o 12 mensilità nel caso delle supplenze annuali);
inoltre, se il bilancio dello Stato per quanto attiene ai capitoli di spesa del Ministero dell’istruzione risulterà incrementato, è altrettanto vero che verrà proporzionalmente ridotto il bilancio dell’INPS, che non dovrà più pagare la NASPI a decine di migliaia di docenti.
Atteso inoltre che:
la scuola dell’infanzia è spesso assente in molti territori e in altri di frequente ridotta alla sola sezione antimeridiana ed inoltre è necessario l’incremento del tempo pieno nella scuola primaria,
impegna il Governo:
ad incrementare la dotazione organica complessiva di personale docente delle istituzioni scolastiche statali, rispetto a quanto previsto dall’art. 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015 n. 107 e dalle norme ivi richiamate, attraverso la trasformazione in organico di diritto di 50.000 posti di sostegno attualmente funzionanti in deroga, in via di mero fatto, e la costituzione in organico di 10.000 posti di potenziamento, di cui almeno 4.000 dedicati alla scuola per l’infanzia, almeno 2.000 destinati all’incremento del tempo pieno nella scuola primaria e almeno 3.000 destinati alla scuola secondaria di II° grado, anche per incrementare la funzionalità della didattica a distanza qualora risulti necessario e per attivare l’insegnamento dell’educazione civica nella scuola secondaria, fondamentale per il consapevole rispetto delle regole democratiche.

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