Pittoni (Lega): Montagna muore anche per decadimento scuola

di redazione
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“Se calano i nati in montagna, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa degli istituti scolastici presenti, è anche per il progressivo decadimento qualitativo dei servizi nelle aree disagiate, a partire dalla scuola. Chi – dai dirigenti agli insegnanti passando per gli Ata – riceve l’incarico in quei territori, scappa appena possibile. Mentre servirebbe la continuità che garantisce solo chi in quelle realtà è radicato o, quantomeno, ha scelto tale collocazione”.

Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord. “Il nostro progetto per la scuola – spiega Pittoni -, dopo una fase transitoria per risolvere (nel rispetto delle singole categorie) le criticità sedimentatesi gli ultimi anni, punta al superamento dei trasferimenti più o meno forzosi di docenti da una parte all’altra della Penisola, cui puntualmente segue una battaglia senza esclusione di colpi per riavvicinarsi al territorio dove si hanno affetti e interessi.

Con la “Buona scuola” il valzer delle cattedre è triplicato. Nel 2016 250 mila insegnanti – quasi un terzo dell’intero corpo docente – hanno cambiato istituto, mettendo in difficoltà 2 milioni e mezzo di studenti, (meno continuità didattica si traduce in più fallimenti scolastici). Vi sono realtà dove le famiglie arrivano a minacciare lo spostamento dei figli in altro istituto per i troppi avvicendamenti di docenti. Il “domicilio professionale” consentirà di scegliere in assoluta libertà la regione dove proporsi per l’insegnamento.

Il confronto poi sarà a pari condizioni, per cui il candidato orienterà la valutazione di dove concorrere, anche sulla base del proprio grado di preparazione in rapporto alla qualità media degli altri iscritti e dei posti disponibili in quella regione, innescando – conclude Pittoni – un meccanismo virtuoso ispirato ai principi del federalismo”.

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