Pittoni (Lega): Miur dice no a clausola salvaguardia da gender, ma potranno richiederla i genitori

WhatsApp
Telegram

comunicato – "Il ministero dell'Istruzione ha detto no alla circolare che avevamo proposto per imporre una clausola di salvaguardia nei documenti che i genitori devono sottoscrivere con l'iscrizione del figlio a scuola, a garanzia che le loro firme non vengano utilizzate per autorizzare corsi non voluti. I rappresentanti dei genitori potranno comunque chiederne l'inserimento in fase di elaborazione del Patto di corresponsabilità e del Piano dell'offerta formativa di ogni singolo istituto".

comunicato – "Il ministero dell'Istruzione ha detto no alla circolare che avevamo proposto per imporre una clausola di salvaguardia nei documenti che i genitori devono sottoscrivere con l'iscrizione del figlio a scuola, a garanzia che le loro firme non vengano utilizzate per autorizzare corsi non voluti. I rappresentanti dei genitori potranno comunque chiederne l'inserimento in fase di elaborazione del Patto di corresponsabilità e del Piano dell'offerta formativa di ogni singolo istituto".

Lo segnala Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord. 

L'iniziativa – spiega Pittoni – risponde alle preoccupazioni di tanti genitori che temono l'inserimento a loro insaputa di insegnamenti ispirati alla cosiddetta teoria del gender.

Dubbi legati al possibile utilizzo improprio della terminologia non chiara presente al comma 16 della legge 107 (Buona scuola), in relazione alle attività formative sull'”educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.

Con il pretesto del contrasto al bullismo, la paura è che si apra spazi a progetti con finalità diverse.

Da qui l'idea di una clausola di salvaguardia, il cui testo base recita: Per qualsiasi proposta educativa inserita nel Patto Educativo di Corresponsabilità, nel Piano dell'Offerta Formativa e nelle varie Attività Laboratoriali e/o Progettuali, in particolare per quanto riguarda progetti relativi a bullismo, educazione all'affettività, superamento di discriminazioni relative al genere e all'orientamento sessuale, pari opportunità, dispersione scolastica, educazione alla cittadinanza e alla legalità e ogni altra iniziativa che coinvolga l'ambito valoriale e dell'educazione sessuale, è necessario l'esplicito e libero assenso dei genitori o di chi ne fa le veci”».

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur