Pittoni (Lega): “Ecco cosa prevede la nostra proposta di riforma del reclutamento docenti” [INTERVISTA e TESTO DDL]

Guarda già al dopo Azzolina il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega nonché vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama, tanto che ha depositato un disegno di legge il cui titolo “Semplificazione della formazione e del reclutamento dei docenti” ha subito destato curiosità e interesse tra gli addetti ai lavori.

“In questi anni – spiega l’uomo di Salvini per la scuola – abbiamo assistito alla progressiva precarizzazione dei docenti, a scapito della qualità dell’insegnamento. Operazione che nell’ultimo periodo porta una firma precisa: Movimento 5 Stelle. E mi chiedo: può il futuro dei precari della scuola essere legato all’umore di una singola forza politica? Siamo tutti d’accordo che stabilizzare il personale precario del Servizio Sanitario Nazionale è un “giusto riconoscimento per il grande sforzo sostenuto. Ed è stato fatto. Perché non deve valere anche per i lavoratori della scuola, obbligati da scelte dei 5 Stelle (supportate, non dimentichiamolo, dagli alleati Pd, Iv e Leu) a sottoporsi a procedure concorsuali selettive anche dopo anni e anni d’impegno professionale?”.

Salvini annuncia mozione di sfiducia nei confronti della ministra Azzolina: “La scuola merita di meglio”

Su questo fronte vi dà una mano anche l’Europa…

“La normativa e la giurisprudenza dell’Unione Europea prevedono inequivocabilmente che il datore di lavoro (pubblico o privato che sia) ha l’obbligo di non reiterare all’infinito contratti a tempo determinato e, conseguentemente, di stabilizzare il personale che per un triennio sia stato destinatario di contratti a termine su posti vacanti e quindi attribuibili, invece, a tempo indeterminato”.

 Il ministro Azzolina non si fida delle graduatorie?

“Nelle graduatorie del nostro maxi piano di stabilizzazione (respinto dal ministro) per avere a settembre tutti gli insegnanti al loro posto (diritto degli studenti questo sì legato alla qualità), si sarebbe entrati per merito. Tutti hanno conseguito la vecchia e validissima laurea quadriennale (o un titolo di studio equivalente) oppure una laurea quinquennale a ciclo unico o, ancora, la nuova triennale seguita dalla magistrale, raccogliendo complessivamente 300 crediti formativi universitari oltre a presentare e discutere (nel caso del cosiddetto 3+2) due tesi di laurea. Occorrono inoltre tre anni di servizio nella scuola statale e quindi il merito, che giustamente si richiede per l’accesso al pubblico impiego, è stato già dimostrato e riconosciuto sul campo: tali docenti sono stati infatti per almeno tre anni educatori e formatori dei nostri ragazzi, li hanno valutati determinandone spesso l’avvenire scolastico, li hanno vagliati agli esami di Stato e, se talvolta magari non sono stati all’altezza del compito, sono stati sanzionati al pari dei colleghi di ruolo. Molti di loro sono abilitati, il che significa che dopo il percorso formativo accademico, è stata valutata anche la loro formazione professionale teorica. E chi non è abilitato, sovente è vittima di un sistema che, nei dodici anni dalla chiusura delle SSIS, ha attivato solo due percorsi ordinari finalizzati al conseguimento dell’abilitazione: ogni corso ha accolto circa 13.000 partecipanti. Per quanto riguarda la scuola secondaria, se si considera che vanno in pensione non meno di 12.000 docenti l’anno, ci sono dunque 10 annualità di turnover dimenticate dai corsi ordinari”.

Pittoni, dunque, per lei Azzolina avrebbe “dimenticato” i precari?

“Di tutto questo anche nell’ultimo decreto Scuola non si è tenuto conto. Non c’era traccia di alcuno degli interventi da tempo attesi dalle centinaia di migliaia di precari e “ingabbiati” della scuola. Non c’era alcun percorso specifico per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento dedicato a docenti in possesso di adeguata esperienza professionale. Non c’era traccia del corso di specializzazione per l’insegnamento di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado dedicato specificamente a coloro che sono in servizio, a qualunque titolo e legittimamente, su posti di sostegno della scuola primaria, secondaria e dell’infanzia senza essere in possesso del titolo di specializzazione. Non c’era traccia, a parte il solito tavolo, della programmazione del percorso accademico ordinario per conseguire l’abilitazione, strumento indispensabile per l’insegnamento previsto dalla normativa comunitaria oltre che da quella nazionale. Non c’era traccia di un vero concorso riservato per gli insegnanti di religione, in attesa di entrare in ruolo anche da più di vent’anni. Non c’era traccia di iniziative per superare il contenzioso dei concorsi a dirigente scolastico. Non c’era traccia delle nostre proposte per limitare i danni dei ritardi nel concorso transitorio della secondaria. Non è stata affrontata in modo adeguato l’emergenza delle scuole prive di DSGA e non si è corrisposto agli impegni presi in merito ai cosiddetti “DSGA facenti funzione”. Non c’era alcuna disposizione per risolvere il problema dei docenti di scuola primaria diplomati magistrale ante 2001/2002 licenziati a seguito di giudizi definitivi, ma non ricompresi nel novero dei partecipanti al concorso straordinario indetto nel 2018 in forza delle disposizioni contenute nel decreto Dignità. E ancora: la rinnovata intesa tra le forze di Governo non ha lasciato scampo neanche alle proposte che riguardavano crediti d’imposta, esoneri, detraibilità e rimborsi, oltre al 10 per mille chiesto dalla Lega, per salvare le scuole paritarie a rischio chiusura. Cosa che potrebbe tradursi in un carico finanziario ben superiore per la scuola statale”.

Quali sono i motivi per cui avete pensato a un disegno di legge che riformi il sistema?

“Con un Governo che i problemi li crea invece di risolverli, è il momento di affrontare in modo organico i problemi della scuola. Il ddl S. 1920 “Semplificazione della formazione e del reclutamento dei docenti” considera, in parallelo al sistema ordinario concorsuale per l’accesso ai pubblici impieghi sancito dal dispositivo costituzionale, la formulazione di due graduatorie: la graduatoria dei docenti in formazione e la graduatoria di accesso al ruolo. Il titolo di accesso all’insegnamento è costituito dal titolo di studio previsto dalla normativa vigente nonché dai 24 CFU di cui al D.Leg.vo n. 59/2017 ed è il requisito per accedere alla graduatoria dei docenti in formazione e servizio; la formazione comincia con la stipula del primo contratto a tempo determinato e si conclude entro i 36 mesi di servizio. L’esito positivo dell’attività di formazione comporta il diritto all’acquisizione dell’abilitazione all’insegnamento, previa frequenza e superamento di un corso accademico annuale e il diritto di partecipare a una procedura concorsuale abbreviata consistente nell’espletamento di una prova orale e nella valutazione dei titoli”.

Quante e quali sono le categorie a cui si rivolge il ddl?

Una quindicina, eccole:

1) Docenti di II^ fascia (I^ fascia GPS) con tre anni di servizio nella scuola statale, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
2) Docenti di III^ fascia (II^ fascia GPS) con 3 anni di servizio nella scuola statale, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
3) Docenti abilitati e specializzati sul sostegno, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
4) Docenti non abilitati e specializzati sul sostegno, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
5) Docenti abilitati e non specializzati sul sostegno con servizio sul sostegno nella scuola statale, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al cd PAS per il sostegno da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita la specializzazione sul sostegno, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
6) Docenti non abilitati e non specializzati sul sostegno con servizio sul sostegno nella scuola statale, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Ammissione al PAS e, nell’anno successivo, al cd PAS per il sostegno da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione e la specializzazione sul sostegno, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
7) Docenti non abilitati con tre anni di servizio nelle scuole paritarie e negli IeFP, per i quali sono previste:
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
8) Docenti di III^ fascia (II^ fascia GPS) con tre anni di servizio nello Stato che non rientrano, per carenza di posti disponibili, nel novero dei nominati in ruolo con la procedura speciale o che hanno completato il triennio di servizio successivamente all’attuazione del piano straordinario di assunzione, per i quali sono previste:
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
9) Partecipanti ai concorsi ordinari, per i quali sono previste:
– Partecipazione senza vincoli a tutte le procedure concorsuali per le quali si possiede il titolo di studio;
– Sicurezza di non essere sottoposti all’aleatorietà della prova preselettiva e di svolgere una prova scritta e un orale in cui si valorizzi effettivamente la propria cultura e professionalità;
10) Dottori e dottorandi di ricerca inclusi in III^ fascia e in possesso dei 24 CFU, per i quali sono previste:
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale;
11) Docenti di ruolo, cd. “ingabbiati”, forniti di idoneo titolo di studio per il passaggio di ruolo ma non dell’abilitazione, per i quali è prevista:
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
12) Docenti di ruolo utilizzati o assegnati provvisoriamente sul sostegno ma sprovvisti del titolo di specializzazione, per i quali è prevista:
– Ammissione al corso riservato di specializzazione per il sostegno da svolgersi con cadenza regolare;
13) Docenti non di ruolo senza il requisito di tre anni di servizio e senza titolo di specializzazione ma nominati per scorrimento delle graduatorie di istituto su posti di sostegno, per i quali è prevista:
– Ammissione al corso riservato di specializzazione per il sostegno da svolgersi con cadenza regolare;
14) Insegnanti forniti del diploma magistrale già inclusi in GAE e da queste depennati in forza di provvedimenti giurisdizionali, per i quali sono previste:
– Assunzione immediata, nel limite dei posti vacanti e disponibili, nel piano assunzionale straordinario;
– Partecipazione al concorso straordinario bis;15) Docenti non abilitati che insegnano nelle scuole statali e che conseguiranno negli anni a venire il requisito dei tre anni di servizio, per i quali sono previste:
– Ammissione al PAS da svolgersi con cadenza regolare;
– Una volta conseguita l’abilitazione, ammissione al concorso straordinario (FIT transitorio) da svolgersi con cadenza biennale».


Ddl AS 1920
“Semplificazione della formazione e del reclutamento dei docenti”

Titolo I
(Abrogazioni)
Art. 1 – (ABROGAZIONE DEL DECRETO LEGGE 29 ottobre 2019, n. 126 convertito in legge 20 dicembre 2019, n. 159; ABROGAZIONE DEL DECRETO LEGGE 8 aprile 2020, n. 22 convertito in legge 6 giugno 2020, n. 41; ABROGAZIONE DEGLI ARTICOLI 792 e 795 della LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145)
1. Il decreto legge 29 ottobre 2019, n. 126 convertito in legge 20 dicembre 2019, n. 159 è abrogato.
2. Il decreto legge 8 aprile 2020, n. 22 convertito in legge 6 giugno 2020, n. 41 è abrogato.
3. Gli articoli 792 e 795 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 sono abrogati.
4. Sono fatti salvi tutti gli effetti giuridici ed economici prodotti in applicazione delle sopra citate disposizioni di legge.
5. Conseguentemente a quanto previsto dai commi 1, 2 e 3 tornano in vigore le disposizioni abrogate del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59, nella misura non risultino a loro volta abrogate o modificate dalla presente legge.

Titolo II
(MODIFICHE E INTEGRAZIONI AL DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 59)
Art. 2 – Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 è integrato e modificato secondo quanto previsto dagli articoli seguenti allo scopo di rendere le procedure previste per la formazione ed il reclutamento del personale docente più rispondenti ai bisogni effettivi delle istituzioni scolastiche e di assicurare percorsi formativi omogenei e tali da consentire il più proficuo avviamento alla professione docente.

Art. 3 – (Modifiche del percorso di specializzazione e tirocinio)
1. All’art.1, comma 2 è soppressa l’espressione “triennale”.
2. All’art. 2, comma 1, lettera b) è soppressa l’espressione “triennale”.
3. All’art. 2, comma 1, lettera c) l’espressione “delle valutazioni intermedie e finali” è sostituita con “della valutazione finale”.
4. L’art. 2, comma 2 è così modificato: “Il percorso FIT si articola in un anno finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione di cui all’articolo 9 per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica nonché di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente”.
5. All’ art. 3, comma 2 l’espressione “terzo e quarto anno scolastico successivi a quello in cui è previsto l’espletamento delle prove concorsuali” è costituita con l’espressione “biennio successivo a quello in cui si svolge il corso di specializzazione e tirocinio”.
6. L’art. 3, comma 3 è così modificato: “Sulla base della graduatoria di merito i vincitori del concorso sono ammessi al percorso di specializzazione e tirocinio. Coloro che pur avendo superato tutte le fasi della procedura concorsuale non rientrano nella graduatoria di merito, sono ammessi, senza oneri, al corso di specializzazione di cui agli articoli 15 e 16”
7. All’art. 3, comma 6 l’espressione “commissione di valutazione del secondo anno e finale” è sostituita con l’espressione “commissione di valutazione dell’anno di specializzazione e tirocinio”

Art. 4 – Modifiche della procedura concorsuale
1. L’art. 5, comma 2, lettera a) è così modificato: “laurea, oppure diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo equipollente o equiparato, oppure diploma di scuola secondaria di II grado o diploma di istruzione tecnica superiore coerenti con gli obiettivi specifici di apprendimento delle discipline comprese nelle classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso;”
2. L’art. 6 è così modificato: “1. Il concorso per l’accesso ai ruoli del personale docente di ogni grado di istruzione e di ogni tipologia di posto prevede due prove di esame, delle quali la prima, scritta, è a carattere nazionale e la seconda è orale. Per i candidati che concorrono su contingenti di posti di sostegno è prevista una prova scritta aggiuntiva a carattere nazionale.
2. In nessun caso può essere prevista l’ammissione alle prove concorsuali previo il superamento di una procedura preselettiva.
3. La prova scritta ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle specifiche discipline afferenti alla classe di concorso e sulle metodologie didattiche disciplinari ed interdisciplinari. Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla prova successiva.
4. La prova orale consiste nella esposizione di una lezione su una delle discipline comprese nella classe di concorso e in un colloquio che ha l’obiettivo di approfondire il grado delle conoscenze e delle competenze del candidato, di verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2 del quadro comune europeo, nonché il possesso di abilità informatiche di base. La prova orale comprende anche quella pratica, ove gli insegnamenti lo richiedano.
4. La prova aggiuntiva per i candidati a posti di sostegno è scritta, è sostenuta dopo il superamento della prova scritta disciplinare e ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze di base del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie. Il superamento della prova aggiuntiva è condizione necessaria per accedere alla prova orale, relativamente ai posti di sostegno.”
3. All’art. 7, comma 4 le espressioni “FIT” sono sostituite con “di specializzazione e tirocinio”, le espressioni “del primo scaglione” e “nel secondo scaglione” sono soppresse.
4. Al medesimo art. 7, comma 4 dopo le parole “sono recuperati” sono soppressi i due periodi seguenti, fino alla fine del comma, e sostituiti dall’ espressione “entro il termine perentorio del 30 settembre
5. All’art. 7, comma 5 l’espressione “l’ambito provinciale” è sostituita dall’espressione “la provincia” e l’espressione “scolastiche relative al percorso FIT” è sostituita dall’espressione “formative scolastiche relative al percorso di specializzazione e tirocinio”.

Art. 5 – Corso di specializzazione e tirocinio
1. L’art. 8 è soppresso
2. L’art. 9 assume il nuovo titolo “Corso di specializzazione e tirocinio formativo”.
3. All’ art. 9, comma 1 l’espressione “titolari di contratto FIT” è sostituita con “vincitori del concorso” e dopo le parole “sono tenuti a frequentare” è aggiunta l’espressione “esclusivamente nella regione in cui hanno sostenuto le prove concorsuali o, nel caso di concorsi banditi su base interregionale, nella regione scelta come sede di destinazione in caso di inclusione nella graduatoria di merito” ed è cancellata l’espressione “nel primo anno di contratto”

4. All’ art. 9, comma 3 l’espressione “titolari di contratto FIT” è sostituita con “vincitori del concorso” e dopo le parole “sono tenuti a frequentare” è aggiunta l’espressione “esclusivamente nella regione in cui hanno sostenuto le prove concorsuali o, nel caso di concorsi banditi su base interregionale, nella regione scelta come sede di destinazione in caso di inclusione nella graduatoria di merito” ed è cancellata l’espressione “nel primo anno di contratto”
5. L’art. 9, comma 5 è così modificato: “I corsi di specializzazione, di cui ai commi 1 e 3, si concludono con un esame finale che tiene conto dei risultati conseguiti in tutte le attività’ formative e di tirocinio e che comporta il conseguimento del diploma di specializzazione e la immissione dei ruoli del personale docente della scuola secondaria con decorrenza dall’anno scolastico successivo nella medesima regione in cui il vincitore del concorso ha completato il percorso di specializzazione o per la quale ha, comunque, partecipato nella fase selettiva. Il periodo di prova sarà svolto e valutato secondo le disposizioni vigenti.
6. Gli articoli 10 e 11 sono soppressi.
7. All’art. 12 comma 7 l’espressione “titolare di contratto FIT” è sostituita con “vincitore di concorso”
8. L’art, 13 è soppresso.
9. Dopo l’art. 12 è inserito l’art. 13 bis – (Titolo) Accesso al ruolo dei docenti avviati al percorso transitorio di cui all’art. 17
L’ anno del percorso di formazione e tirocinio è finalizzato specificamente a verificare la padronanza degli standard professionali da parte dei docenti e si conclude con una valutazione finale. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università’ e della ricerca, da adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono disciplinati le procedure e i criteri di verifica degli standard professionali, le modalità di verifica in itinere e finale incluse l’osservazione sul campo, la struttura del bilancio delle competenze e del portfolio professionale. L’anno di formazione e tirocinio è ripetibile e, qualora valutato positivamente, assolve agli obblighi di cui all’articolo 438 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nel rispetto del vincolo di cui all’articolo 1, comma 116, della legge 13 luglio 2015, n. 107. La commissione di valutazione finale per l’accesso ai ruoli di cui all’articolo 3, comma 7, è presieduta dal dirigente scolastico della scuola ove il docente ha prestato servizio. La commissione comprende altresì sia docenti delle università’ o istituzioni AFAM impegnati nei corsi di specializzazione di cui all’articolo 9, sia i tutor universitario o accademico e coordinatore dell’interessato, nonché il tutor scolastico. In caso di valutazione finale positiva, il docente è assegnato alla scuola presso la quale ha prestato servizio o, qualora per qualsivoglia motivo il posto venga a mancare, in altra scuola della medesima provincia con priorità assoluta rispetto ad altre procedure.

Art. 6 – Modifiche ed integrazioni al Capo IV che assume il nuovo titolo “Corsi di specializzazione per docenti e insegnanti tecnico-pratici della scuola secondaria – Corsi di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado”
1. All’art. 15, comma 1 dopo le parole “relativa all’insegnamento” è cancellato “è” ed è sostituito dall’espressione “costituisce requisito prioritario per l’insegnamento in tutte le scuole ed istituzioni del sistema pubblico di istruzione e formazione, conseguentemente risulta titolo”
2. All’art. 15, comma 3 dopo le parole “all’articolo 9, comma 1” è aggiunto “tenuti in anni alterni rispetto ai medesimi corsi riservati ai vincitori dei concorsi ordinari” e dopo le parole “presso una scuola” è aggiunto “statale e”
3. All’art. 15, comma 4 l’espressione “in sovrannumero rispetto ai vincitori del concorso di cui all’articolo 3” e soppressa e dopo le parole “fabbisogno delle scuole” è aggiunto “statale e”
4. All’art. 15, comma 5 l’espressione “e ai medesimi non sono dovuti i compensi di cui al Capo III” è soppressa
5. Il comma 6 dell’art. 15 è soppresso
All’art. 15 è inserito il nuovo comma 7: «In sede di prima applicazione del presente decreto legislativo e nelle more dell’espletamento dei concorsi ordinari di cui all’ art. 2 sono istituiti presso le Università e presso gli Istituti del sistema AFAM percorsi annuali di specializzazione finalizzati al rilascio dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. I suddetti corsi sono riservati, senza l’espletamento di alcuna procedura selettiva, a tutti coloro che abbiano prestato almeno 3 anni di servizio anche non continuativi nelle scuole del sistema pubblico italiano di istruzione e formazione, ivi compresi i docenti del sistema di IeFP purché gli insegnamenti svolti siano ricompresi nelle classi di concorso previste dalle disposizioni vigenti, e che siano in possesso di idoneo titolo di studio, nonché a tutti coloro che siano risultati idonei in precedenti procedure selettive per l’accesso a corsi di specializzazione all’insegnamento nella scuola secondaria; i percorsi di specializzazione sono altresì riservati a tutto il personale docente in servizio nelle scuole statali con contratto a tempo indeterminato e in possesso dei requisiti di accesso previsti per la classe di concorso prescelta e ai dottori e dottorandi di ricerca che siano inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto o nella II delle nuove GPS e siano in possesso, oltre che dell’idoneo titolo di studio, anche dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59. Qualora il numero dei candidati sia eccedente rispetto alla programmazione delle attività didattiche delle Università o delle Istituzioni AFAM, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca determina con proprio atto la ripartizione, a domanda, dei candidati tra le varie sedi accademiche di tutto il territorio nazionale o, in via alternativa, lo svolgimento dei corsi in annualità diverse, ripartendo i contingenti dei candidati secondo criteri che rispettino l’esperienza lavorativa specifica ed il merito.»
6. All’art. 16, comma 1 dopo le parole “relativa all’insegnamento” è cancellato “è” ed è sostituito dall’espressione “costituisce requisito prioritario per l’insegnamento in tutte le scuole ed istituzioni del sistema pubblico di istruzione e formazione, conseguentemente risulta titolo”
7. All’art. 16, comma 3 dopo le parole “all’articolo 9, comma 1” è aggiunto “tenuti in anni alterni rispetto ai medesimi corsi riservati ai vincitori dei concorsi ordinari” e dopo le parole “presso una scuola” è aggiunto “statale e”
8. All’art. 16, comma 4 l’espressione “in sovrannumero rispetto ai vincitori del concorso di cui all’articolo 3” è soppressa e dopo le parole “fabbisogno delle scuole” è aggiunto “statale e”
9. All’art. 16, comma 5 l’espressione “e ai medesimi non sono dovuti i compensi di cui al Capo III” è soppressa
10. Il comma 6 dell’art. 16 è soppresso
11. All’art. 16 è inserito il nuovo comma 7: «In sede di prima applicazione della presente legge il corso di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno nelle scuole del sistema pubblico di istruzione di ogni ordine e grado è riservato, senza l’espletamento di alcuna procedura selettiva (in ingresso), a tutti coloro, ivi compresi i docenti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali, che abbiano prestato almeno due anni di servizio anche non continuativi su posto di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado del sistema pubblico italiano di istruzione e formazione e che siano in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, nonché a tutti coloro che siano risultati idonei in precedenti procedure selettive per l’accesso ai corsi di specializzazione per l’insegnamento di sostegno. Qualora il numero dei candidati sia eccedente rispetto alla programmazione delle attività didattiche delle Università o delle Istituzioni AFAM, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca determina con proprio atto la ripartizione, a domanda, dei candidati tra le varie sedi accademiche di tutto il territorio nazionale o, in via alternativa, lo svolgimento dei corsi in annualità diverse, ripartendo i contingenti dei candidati secondo criteri che rispettino l’esperienza lavorativa specifica e il merito.»

Art. 7 – Modifiche al Titolo V – Fase transitoria
1. All’art. 17, comma 3 il primo periodo è così sostituito: “La procedura di cui al comma 2, lettera b), bandita con cadenza biennale in ciascuna regione e per ciascuna classe di concorso e tipologia di posto a decorrere da febbraio 2018, è riservata ai docenti in possesso, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di titolo abilitante all’insegnamento nella scuola secondaria o di specializzazione di sostegno per i medesimi gradi di istruzione, in deroga al requisito di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b) e articolo 5, comma 2, lettera b).
2. All’art. 17, comma 5 l’espressione, nel primo periodo, “al pari del terzo anno del percorso FIT, ai sensi degli articoli 10, 11 e 13” è sostituita da “dall’art. 13 bis”; il secondo periodo è soppresso; l’espressione “L’ammissione al citato percorso comporta la cancellazione” è soppressa e sostituita da: ”Il superamento del citato percorso e la conseguente nomina in ruolo comporta la cancellazione” da tutte le graduatorie di merito regionali, nonché da tutte le graduatorie ad esaurimento e di istituto. Ciascuna graduatoria di merito regionale è soppressa al suo esaurimento.
3. All’art. 17, comma 8 il secondo periodo è così sostituito: “La tabella di valutazione dei titoli, cui è assegnato il quaranta per cento del punteggio totale attribuibile, tiene in debito conto il servizio prestato e, tra i titoli valutabili, è altresì valorizzato il superamento di tutte le prove di precedenti concorsi a cattedra dello stesso o di altro grado di istruzione”.
4. L’art. 18 è soppresso.
5. E’ inserito il seguente art. 18bis: “Tutti i diplomi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di I e di II grado del vecchio ordinamento conseguiti a seguito di partecipazione con esito positivo ai concorsi ordinari e straordinari a cattedra aventi valore abilitante, oppure a seguito del superamento di corsi abilitanti ordinari o straordinari indetti dal Ministero della pubblica istruzione, oppure a seguito di superamento dei Corsi di TFA e dei Corsi PAS tenuti dalle università statali e non statali, oppure conseguiti all’estero e riconosciuti secondo le norme di legge dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca sono equivalenti a tutti gli effetti ai diplomi di specializzazione all’insegnamento nella scuola secondaria di I e di II grado di cui alla presente legge. La corrispondenza con le nuove classi di concorso di cui al DPR 14 febbraio 2016, n. 19 è regolamentata ope legis ai sensi della tabella A del predetto decreto del presidente della repubblica.”

Titolo III
(Piano assunzionale per il funzionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per l’assorbimento del precariato)

Art. 8
(Piano straordinario di assunzione del personale precario della scuola)
1. Una volta terminate le operazioni di nomina in ruolo del personale avente titolo in forza dell’inserimento nelle graduatorie definitive dei concorsi ordinari e straordinari banditi negli anni precedenti a quello di pubblicazione della presente legge o dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, e una volta esaurite le operazioni previste dall’articolo 1, commi da 17-bis a 17-septies, che, limitatamente alle nomine previste per l’anno scolastico 2021/2022, dovranno terminare entro il 31 di agosto del 2020 o avranno effetto giuridico a decorrere dal 1° settembre 2021 e raggiungimento della sede a decorrere dal 1° settembre 2022, gli uffici territoriali periferici del Ministero dell’istruzione procedono, stante la situazione di necessità e urgenza; al conferimento della nomina in ruolo, sul residuo dei posti di organico rimasti disponibili ai soggetti di seguito indicati:
Docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione, che siano stati utilizzati o che abbiano stipulato un contratto a t.d. ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29/11/2017 per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di valido titolo di studio per l’accesso alla specifica classe di concorso, che siano stati utilizzati o che abbiano stipulato un contratto a t.d. ai sensi di quanto previsto dall’art. 36 del CCNL 29/11/2017 per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009.
2. I docenti di cui al punto 2) e al punto 4) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di abilitazione. Il mancato conseguimento dell’abilitazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato.
3. I docenti di cui al punto 3) e al punto 4) sono, inoltre tenuti a conseguire, laddove già non posseduti, i CFU/CFA previsti dall’art.5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, fatta eccezione per quanto previsto dall’articolo 22 comma 2 dello stesso decreto.
4. Relativamente ai posti di sostegno, una volta terminate le operazioni di nomina in ruolo del personale avente titolo in forza dell’ inserimento nelle graduatorie definitive dei concorsi ordinari e straordinari banditi negli anni precedenti a quello di pubblicazione della presente legge o dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, ed una volta esaurite le operazioni previste dall’articolo 1, commi da 17-bis a 17-septies, che, limitatamente alle nomine previste per l’anno scolastico 2021/2022, dovranno terminare entro il 31 di agosto del 2020 o avranno effetto giuridico a decorrere dal 1° settembre 2021 e raggiungimento della sede a decorrere dal 1° settembre 2022, gli uffici territoriali periferici del Ministero dell’istruzione procedono, stante la particolare situazione di necessità ed urgenza volta ad assicurare il più qualificato supporto sociale e didattico alle alunne ed agli alunni diversamente abili, al conferimento della nomina in ruolo, sul residuo dei posti di organico rimasti disponibili ai soggetti di seguito indicati:
Docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a t.d. ai sensi di quanto previsto dall’art. 36 del CCNL di comparto, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione ma sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a t.d. ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29/11/2017, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di valido titolo di studio per l’accesso alla specifica classe di concorso, sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a t.d. ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29/11/2017, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione ma non del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
Docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, forniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009.
Docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009.
Docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, (o che siano in via di conseguimento del medesimo) inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto ed in possesso dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59;
Docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione, in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, (o che siano in via di conseguimento del medesimo) inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto ed in possesso dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59.
5. I docenti di cui ai punti 4), 6), 7) e 9) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di abilitazione. Il mancato conseguimento dell’abilitazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato.
6. I docenti di cui ai punti 3) e 5) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di specializzazione per l’insegnamento su posto di sostegno. Il mancato conseguimento della specializzazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato.
7. I docenti di cui ai punti 4) e 7) sono tenuti a frequentare, durante l’anno successivo a quello di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di specializzazione per l’insegnamento su posto di sostegno. Il mancato conseguimento della specializzazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato.
8. II docenti di cui ai punti 6) e 7) sono, inoltre, tenuti a conseguire, laddove già non posseduti, i CFU/CFA previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, fatta eccezione per quanto previsto dall’articolo 22, comma 2, dello stesso decreto.
9. I docenti sono graduati in appositi elenchi provinciali costituiti secondo il punteggio rispettivamente attribuito nelle graduatorie interne di istituto, a riguardo dei docenti di ruolo utilizzati, e nelle graduatorie di II e III fascia, a riguardo dei docenti che risultano inclusi nelle stesse.
10. Quota pari dei posti conferiti ai destinatari delle disposizioni del presente articolo per l’anno scolastico 2020/2021 sarà accantonata negli organici degli anni scolastici a partire dal 2021/2022 e destinata procedure concorsuali ordinarie.

Art. 9
1. A decorrere dall’anno scolastico 2021/2022, la dotazione organica complessiva di personale docente delle istituzioni scolastiche statali è incrementata, rispetto a quanto previsto dall’art. 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015 n. 107 nonché dalle norme ivi richiamate, nel limite di euro 785 milioni nell’anno 2021, 2.355 milioni nell’anno 2022, 2.400 milioni nell’anno 2023, 2.450 milioni nell’anno 2024, 2.500 milioni nell’anno 2025, 2.550 milioni nell’anno 2026, 2.600 milioni nell’anno 2027, 2.650 milioni nell’anno 2028, 2.700 milioni nell’anno 2029, 2.750 milioni nell’anno 2030 e 2.800 milioni annui a decorrere dall’anno 2031. Il suddetto incremento di organico comporta la trasformazione in organico di diritto di 50.000 posti di sostegno attualmente funzionanti in deroga in via di mero fatto e la costituzione in organico di 10.000 posti di potenziamento di cui almeno 4.000 dedicati alla scuola per l’infanzia, almeno 2.000 destinati all’incremento del tempo pieno nella scuola primaria e almeno 3.000 destinati alla scuola secondaria di II° grado per incrementare la funzionalità della didattica a distanza e per attivare l’insegnamento nelle scuole di ogni grado della scuola secondaria l’insegnamento dell’educazione civica.
2. Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione si provvede:
a) quanto a 654 milioni di euro per l’anno 2021 e 1.962,50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022, mediante riduzione del fondo a disposizione del ministero dell’istruzione per il pagamento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche;
b) quanto a 135,00 milioni di euro per l’anno 2021, 392,50 milioni di euro per l’anno 2022, 437,50 milioni di euro per l’anno 2023, 487,50 milioni di euro per l’anno 2024, 537,50 milioni di euro per l’anno 2025, 587,50 milioni di euro per l’anno 2026, 637,50 milioni di euro per l’anno 2027, 687,50 milioni di euro per l’anno 2028, 737,50 milioni di euro per l’anno 2029, 787,50 milioni di euro per l’anno 2030 e 837,50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2031 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all’articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289»

Titolo IV
(Disposizioni transitorie)

Art. 10 – (Modifica all’art. 4, comma 1 del Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito in legge 9 agosto 2018, n. 96 recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese»)
1. All’ art. 4, comma 1-undecies sono aggiunti i seguenti commi:
“1-duodecies – Successivamente alla pubblicazione delle graduatorie di cui al comma 1-octies, è bandito un nuovo concorso straordinario riservato ai docenti che siano forniti del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, oppure diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, a decorrere dall’anno scolastico 2007/2008, almeno una annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali, valutabili come tali ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124 oppure abbiano prestato servizio per almeno un anno scolastico, a qualunque titolo, nelle sezioni sperimentali previste dall’art. 1, comma 630 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) attivate presso istituzioni scolastiche statali». I suddetti sono inclusi in una graduatoria di merito compilata con i medesimi criteri previsti dal successivo comma 1-octies. Alla suddetta graduatoria sono attribuiti i posti residui allo scorrimento delle graduatorie relative al concorso previsto alla lettera b) del comma 1-quater.
1-terdecies – Ai soggetti che hanno partecipato al concorso straordinario bandito ai sensi dell’art. 4 comma 1 del decreto-legge 12 luglio 2018 n. 87 convertito in legge 9 agosto 2018 n. 96 nonché a coloro che hanno titolo alla partecipazione al concorso di cui al precedente periodo spetta la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze dalle graduatorie di istituto di II^ fascia.
1-quaterdecies – Al fine di assicurare l’ordinato svolgimento dell’anno scolastico 2019/2020 e di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni, all’esecuzione delle decisioni giurisdizionali che comportano la decadenza dei contratti, a tempo determinato o indeterminato, stipulati, presso le istituzioni scolastiche statali, con i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, si applica, anche a fronte dell’elevato numero dei destinatari delle predette decisioni, il termine di cui all’art. 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30; conseguentemente, le predette decisioni sono eseguite entro centoventi giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
1-quindecim – Al fine di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni per tutta la durata dell’anno scolastico 2019/2020, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede, nell’ambito e nei limiti dei posti vacanti e disponibili, a dare esecuzione alle decisioni giurisdizionali di cui al comma 1:
a) trasformando i contratti di lavoro a tempo indeterminato stipulati con i docenti di cui al comma 1 in contratti di lavoro a tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno 2020;
b) stipulando con i docenti di cui al comma 1, in luogo della supplenza annuale in precedenza conferita, un contratto a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2020.”»

Art. 11 – In relazione ai concorsi per titoli ed esami finalizzati al reclutamento del personale docente per i posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado, indetti con decreti direttoriali del Ministero dell’istruzione n. 105, 106 e 107 del 23 febbraio 2016, i soggetti ammessi con riserva in virtù di un provvedimento cautelare reso in sede giurisdizionale o amministrativa che abbiano completato la procedura concorsuale, risultando vincitori o idonei a seguito del superamento della prova preselettiva, delle prove scritte, grafiche o pratiche e della prova orale, sono inseriti nelle graduatorie definitive in coda rispetto ai candidati ammessi pleno iure.»

Art. 12 – Le disposizioni di cui all’art. della presente legge si applicano anche alle procedure concorsuali ordinarie bandite ai sensi del decreto legge n.126, convertito nella legge n. 159.

Art. 13 – Allo scopo di rendere più agile la procedura concorsuale ed al tempo stesso di consentire la più ampia qualificazione professionale del personale docente sono ripristinati gli ambiti disciplinari previsti dal Decreto Ministeriale n. 93 del 23 febbraio 2016.

Art. 14 – I bandi dei concorsi ordinari e straordinari emanati successivamente all’entrata in vigore della presente legge assicureranno, senza alcuna preclusione, la più ampia partecipazione dei candidati a tutte le tipologie di insegnamento e classi di concorso per le quali i candidati stessi possiedono i relativi titoli di accesso.

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