Pittoni (Lega): albi regionali docenti non inficiano libera circolazione cittadini

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«L’assessore Panariti dovrebbe sapere che la regionalizzazione delle graduatorie degli insegnanti non c’entra nulla con la libera circolazione dei cittadini italiani sul territorio nazionale (esistono già liste provinciali). Come dovrebbe sapere che a Roma è stato principalmente il suo partito (Pd) a dire no alla mia proposta per fare in modo che la continuità nel servizio diventi uno degli elementi più importanti nel calcolo dei punteggi, come adesso propone lei.

«L’assessore Panariti dovrebbe sapere che la regionalizzazione delle graduatorie degli insegnanti non c’entra nulla con la libera circolazione dei cittadini italiani sul territorio nazionale (esistono già liste provinciali). Come dovrebbe sapere che a Roma è stato principalmente il suo partito (Pd) a dire no alla mia proposta per fare in modo che la continuità nel servizio diventi uno degli elementi più importanti nel calcolo dei punteggi, come adesso propone lei.

Per non parlare dell’accordo dell’ex ministro Carrozza (sempre Pd) con i sindacati per stravolgere un altro provvedimento da noi fortemente voluto a garanzia della continuità didattica: il vincolo di permanenza di 5 anni nella provincia di prima nomina in ruolo, ora ridotto a 3».

Secca replica dell’ex senatore Mario Pittoni, nella scorsa legislatura capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione di Palazzo Madama, all’assessore regionale all’Istruzione del Friuli-Venezia Giulia Loredana Panariti che ha respinto le sue proposte per contrastare lo “scavalcamento” dei docenti del Sud su quelli locali nell’accesso ai posti.

«Per quanto riguarda gli albi regionali – spiega Pittoni – nel mio disegno di legge i candidati scelgono liberamente in quale regione eleggere il proprio “domicilio professionale” (previsto dall’Ue), senza vincolo di residenza. I concorsi restano nazionali, ma gestiti a livello regionale. Il meccanismo punta a risolvere il problema della disomogeneità di valutazione sul territorio comprimendo il peso del punteggio accumulato, a vantaggio di una prova di preparazione effettuata nella regione scelta dal candidato.

Questo toglie appetibilità ai corsi on line più o meno fasulli (spesso ridottisi a puro “mercato” dei punti) e allo scambio di favori tra strutture private e docenti (in particolare ore di insegnamento gratuite in cambio di punti). Mette inoltre in “competizione” gli aspiranti all’insegnamento iscritti ai vari albi regionali spingendoli a migliorarsi».

Panariti, assessore istruzione FVG, per libera circolazione dei docenti

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