Pittoni: “Il bonus per chi resta è più che legittimo”

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inviato da Vincenzo Brancatisano – “Prima viene l’utenza poi vengono i diritti dei lavoratori”. Così il sen. Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato spiega la sua proposta di un bonus per la permanenza degli insegnanti, che dovrebbe entrare nel decreto sullo sviluppo all’esame delle Camere.

inviato da Vincenzo Brancatisano – “Prima viene l’utenza poi vengono i diritti dei lavoratori”. Così il sen. Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato spiega la sua proposta di un bonus per la permanenza degli insegnanti, che dovrebbe entrare nel decreto sullo sviluppo all’esame delle Camere.

Pittoni risponde in questo modo a quanti nelle ultime ore avevano attaccato la sua proposta di concedere alcune decine di punti (lui pensa che saranno 40 ma a quanto risulta alla testata www. vincenzobrancatisano.it i punti che la Lega riuscirà a strappare alla coalizione saranno di meno) a tutti coloro che decideranno di non spostarsi in altre province. “Prevedere un punteggio aggiuntivo per la permanenza nella stessa graduatoria già in occasione del prossimo aggiornamento – precisa Pittoni – mira fondamentalmente a garantire la continuità del servizio scolastico, fortemente minata dai continui spostamenti dei docenti e dallo stravolgimento delle graduatorie che così si determinano. Accanto, e forse prima, dei diritti dei lavoratori ci sono infatti i diritti dell’utenza cui, nel rispetto degli art. 33, 34 e 97 della Costituzione, va garantita la miglior qualità possibile del servizio che, come è pacificamente riconosciuto, presuppone stabilità nel rapporto fra studenti e docenti».

Pittoni, che però non ricorda come la continuità didattica sia fortemente minata soprattutto dalla mobilità dei docenti di ruolo che si spostano da una scuola all’altra del Nord Italia per trasferimenti, assegnazioni provvisorie e vari movimenti (come emerge anche da una ricerca della Fondazione Agnelli), chiariche che il “provvedimento consente di assicurare una, seppur limitata, tutela delle legittime aspettative alla nomina per il prossimo anno scolastico di coloro che, collocati in posizione utile di graduatoria, verrebbero a trovarsi in posizione subordinata per effetto del trasferimento di aspiranti i cui punteggi, in alcune province, risultano decisamente più elevati. Chi trasferisce la graduatoria ad esaurimento da una provincia ad un’altra, è mosso quasi esclusivamente dal proposito di ottenere la supplenza annuale se non addirittura l’immissione in ruolo, ritenendo di potersi collocare, col punteggio posseduto, in posizione utile per la nomina. Questo scatena una vera e propria caccia al posto, che si traduce in un danno sostanziale per coloro che vengono scavalcati dai nuovi arrivati”.

A sostegno della tesi contraria a chi contesta la legittimità del bonus – il riferimento è a un’ordinanza del Tar del 2010 che ha ritenuto non manifestamente infondata l’illegittimità costituzionale del bonus previsto dalla Provincia di Trento in favore degli insegnanti “indigeni” – Pittoni ricorda che un meccanismo premiale simile esiste già: “Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo – precisa il senatore, che fa capire come stia cominciando a ottenere importanti aperture sia nella compagine di governo in vista delle  nuove modalità di reclutamento ma anche nel centrosinistra – prevede per i trasferimenti a domanda dei docenti un punteggio aggiuntivo come segue: 6 punti per il servizio prestato continuativamente nella stessa scuola negli ultimi tre anni; 2 punti per ogni ulteriore anno di servizio entro il quinquennio; 3 punti per ogni ulteriore anno di servizio oltre il quinquennio; 10 punti una tantum per coloro che per un triennio (dal 2000/2001 al 2007/2008) non si siano trasferiti in altra scuola”.

Aggiungiamo noi che nel recente passato varie scuole paritarie pubbliche prevedevano dei privilegi a favore dei docenti che avessero già insegnato in quelle scuole. Ma come la mettiamo con chi ha già inviato la domanda di aggiornamento della propria posizione in graduatoria e che potrebbe subire una beffa dopo essersi spostato?  “Nessun problema – conclude Pittoni – abbiamo già previsto la possibilità di revoca”. Riveliamo noi che è previsto un articolo con la possibilità di slittamento del termine del 1 giugno come scadenza della presentazione delle domande.

Da www.vincenzobrancatisano.it

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