Pittoni all’attacco: “La ministra Azzolina deve rimandare i concorsi a data da destinarsi”

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“Il ministro Azzolina dovrebbe rimandare i concorsi per gli insegnanti, non solo perché non producono figure  utilizzabili nell’attuale anno scolastico, ma pure perché lanciare concorsi in piena emergenza Covid invece di stabilizzare docenti da tempo in attesa nelle graduatorie (come chiedono due nostri  emendamenti riproposti per il decreto Agosto in discussione al Senato), sottrae all’assegnazione decine di migliaia di cattedre, in quanto destinate al concorso ordinario tutt’altro che prioritario in  questa fase e che non si sa quando potrebbe concludersi.

Così il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola  della Lega e vice presidente della commissione Cultura a palazzo Madama.

A uscire mortificate, oltre a quelle dei precari, sarebbero ancora una volta le aspettative di centinaia di migliaia di studenti, che da anni chiedono di poter contare su insegnanti che li accompagnino per l’intero ciclo di studi”, aggiunge.

AS 1925
Emendamento

PITTONI, FERRERO, RIVOLTA, TOSATO, FAGGI, ZULIANI
Dopo l’articolo, 32, inserire il seguente:
«Art. 32-bis.

(Piano Straordinario di assunzione del personale precario della scuola)
1. In considerazione della particolare situazione emergenziale determinatasi a causa della pandemia COVID-19 e nella conseguente ineluttabile necessità si assegnare a tutte le scuole della Repubblica docenti con rapporto di lavoro stabile fin dal primo giorno di scuola, allo scopo di permettere l’attivazione di tutte le metodologie alternative atte ad assicurare la piena fruizione del diritto all’istruzione, una volta terminate le operazioni di nomina in ruolo del personale avente titolo in forza dell’inserimento nelle graduatorie definitive dei concorsi ordinari e straordinari banditi negli anni precedenti a quello di pubblicazione della presente legge o dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e una volta esaurite le operazioni previste dall’articolo 1, commi da 17-bis a 17-septies, che, limitatamente alle nomine previste per l’anno scolastico 2020/2021, dovranno terminare entro il 31 di agosto del 2020 o avranno effetto giuridico a decorrere dal 1º settembre 2020 e raggiungimento della sede a decorrere dal 1º settembre 2021, gli uffici territoriali periferici del Ministero dell’istruzione procedono, stante la situazione di necessità e urgenza, al conferimento della nomina in ruolo, sul residuo dei posti di organico rimasti disponibili ai soggetti di seguito indicati:
1) docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione, che siano stati utilizzati o che abbiano stipulato un contratto a tempo determinato ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29 novembre 2017 per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
2) docenti di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di valido titolo di studio per l’accesso alla specifica classe di concorso, che siano stati utilizzati o che abbiano stipulato un contratto a tempo determinato ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29 novembre 2017 per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
3) docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento in sede di aggiornamento delle predette graduatorie, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
4) docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento in sede di aggiornamento delle predette graduatorie, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009.
2. I docenti di cui al punto 2) e al punto 4) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di abilitazione. Il mancato conseguimento dell’abilitazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato e la riassegnazione al ruolo o alle graduatorie di provenienza. Ai suddetti corsi sono altresì ammessi, con oneri a proprio carico, senza l’espletamento di alcuna procedura selettiva ed al solo fine di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di I e di II grado, tutti coloro che abbiano prestato almeno 3 anni di servizio anche non continuativi nelle scuole del sistema pubblico italiano di istruzione e formazione, ivi compresi i docenti del sistema di IeFP, purché gli insegnamenti svolti siano ricompresi nelle classi di concorso previste dalle disposizioni vigenti, e che siano in possesso di idoneo titolo di studio, nonché tutti coloro che siano risultati idonei in precedenti procedure selettive per l’accesso a corsi di specializzazione all’insegnamento nella scuola secondaria; ai percorsi di specializzazione sono altresì ammessi tutti i docenti in servizio nelle scuole statali con contratto a tempo indeterminato e in possesso dei requisiti di accesso previsti per la classe di concorso prescelta e ai dottori e dottorandi di ricerca che siano inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto e siano in possesso, oltre che dell’idoneo titolo di studio, anche dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59.
3. I docenti di cui al punto 3) e al punto 4) sono, inoltre tenuti a conseguire, laddove già non posseduti, i CFU/CFA previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, fatta eccezione per quanto previsto dall’articolo 22, comma 2, dello stesso decreto per quanto attiene agli insegnanti tecnico-pratici.
4. Relativamente ai posti di sostegno, una volta terminate le operazioni di nomina in ruolo del personale avente titolo in forza dell’inserimento nelle graduatorie definitive dei concorsi ordinari e straordinari banditi negli anni precedenti a quello di pubblicazione della presente legge o dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ed una volta esaurite le operazioni previste dall’articolo 1, commi da 17-bis a 17-septies, che, limitatamente alle nomine previste per l’anno scolastico 2020/2021, dovranno terminare entro il 31 di agosto del 2020 o avranno effetto giuridico a decorrere dal 1º settembre 2020 e raggiungimento della sede a decorrere dal 1º settembre 2021, gli uffici territoriali periferici del Ministero dell’istruzione procedono, stante la particolare situazione di necessità ed urgenza volta ad assicurare il più qualificato supporto sociale e didattico alle alunne ed agli alunni diversamente abili, al conferimento della nomina in ruolo, sul residuo dei posti di organico rimasti disponibili ai soggetti di seguito indicati:
1) docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a tempo determinato ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL di comparto, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
2) docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
3) docenti di ruolo, forniti della specifica abilitazione ma sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a tempo determinato ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29 novembre 2017, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
4) docenti di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di valido titolo di studio per l’accesso alla specifica classe di concorso, sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, che siano stati utilizzati, o che abbiano stipulato un contratto a tempo determinato ai sensi di quanto previsto dall’articolo 36 del CCNL 29 novembre 2017, su posto di sostegno per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
5) docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione ma non del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
6) docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, forniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
7) docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione ma in possesso di titolo di studio idoneo per l’accesso alla specifica classe di concorso, sforniti del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento, che abbiano prestato servizio su posto di sostegno nelle istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno un triennio, anche non continuativo, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009;
8) docenti non di ruolo, forniti della specifica abilitazione e del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno (o che siano in via di conseguimento del medesimo) inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento ed in possesso dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59;
9) docenti non di ruolo, sforniti della specifica abilitazione, in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno, (o che siano in via di conseguimento del medesimo) inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto o aventi titolo all’inserimento ed in possesso dei 24 CFU previsti dal decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59.
5. I docenti di cui ai punti 4), 6), 7) e 9) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di abilitazione. Il mancato conseguimento dell’abilitazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato e la riassegnazione al ruolo o alle graduatorie di provenienza.
6. I docenti di cui ai punti 3) e 5) sono tenuti a frequentare, durante l’anno di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di specializzazione per l’insegnamento su posto di sostegno. Il mancato conseguimento della specializzazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato e la riassegnazione al ruolo o alle graduatorie di provenienza.
7. I docenti di cui ai punti 4) e 7) sono tenuti a frequentare, durante l’anno successivo a quello di prova, uno specifico percorso accademico al termine del quale, dopo il superamento delle prove previste, conseguiranno il titolo di specializzazione per l’insegnamento su posto di sostegno. Il mancato conseguimento della specializzazione comporta la rescissione unilaterale del contratto a tempo indeterminato e la riassegnazione al ruolo o alle graduatorie di provenienza.
8. I docenti di cui ai punti 6) e 7) sono, inoltre, tenuti a conseguire, laddove già non posseduti, i CFU/CFA previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, fatta eccezione per quanto previsto dall’articolo 22 comma 2 dello stesso decreto.
9. I docenti sono graduati in appositi elenchi provinciali costituiti secondo il punteggio rispettivamente attribuito nelle graduatorie interne di istituto, a riguardo dei docenti di ruolo utilizzati, e nelle graduatorie di II e III fascia, a riguardo dei docenti che risultano inclusi nelle stesse.
10. Quota pari al numero di posti conferiti ai destinatari delle disposizioni del presente articolo per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 sarà accantonata negli organici degli anni scolastici a partire dal 2022/2023 e destinata alle procedure concorsuali il 31 dicembre 2021”».

AS 1925
Emendamento
PITTONI, FERRERO, RIVOLTA, TOSATO, FAGGI, ZULIANI

Dopo l’articolo, 32, inserire il seguente:
«Art. 32-bis.
(Incremento posti in organico di diritto)

1. A decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, la dotazione organica complessiva di personale docente delle istituzioni scolastiche statali è incrementata, rispetto a quanto previsto dall’articolo 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015 n. 107 nonché dalle norme ivi richiamate, nel limite di euro 785 milioni nell’anno 2020, 2.355 milioni nell’anno 2021, 2.400 milioni nell’anno 2022, 2.450 milioni nell’anno 2023, 2.500 milioni nell’anno 2024, 2.550 milioni nell’anno 2025, 2.600 milioni nell’anno 2026, 2.650 milioni nell’anno 2027, 2.700 milioni nell’anno 2028, 2.750 milioni nell’anno 2029 e 2.800 milioni annui a decorrere dall’anno 2030. Il suddetto incremento di organico comporta la trasformazione in organico di diritto di 50.000 posti di sostegno attualmente funzionanti in deroga in via di mero fatto e la costituzione in organico di 10.000 posti di potenziamento di cui almeno 4.000 dedicati alla scuola per l’infanzia, almeno 2.000 destinati all’incremento del tempo pieno nella scuola primaria e almeno 3.000 destinati alla scuola secondaria di II° grado per incrementare la funzionalità della didattica a distanza e per attivare l’insegnamento nelle scuole di ogni grado della scuola secondaria l’insegnamento dell’educazione civica.
2. Agli oneri derivanti dalla presente disposizione si provvede:
a) quanto a 654 milioni di euro per l’anno 2020 e 1.962,50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021, mediante riduzione del fondo a disposizione del ministero dell’istruzione per il pagamento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche;
b) quanto a 135,00 milioni di euro per l’anno 2020, 392,50 milioni di euro per l’anno 2021, 437,50 milioni di euro per l’anno 2022, 487,50 milioni di euro per l’anno 2023, 537,50 milioni di euro per l’anno 2024, 587,50 milioni di euro per l’anno 2025, 637,50 milioni di euro per l’anno 2026, 687,50 milioni di euro per l’anno 2027, 737,50 milioni di euro per l’anno 2028, 787,50 milioni di euro per l’anno 2029 e 837,50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2030 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.».

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