Pisa, “alunno positivo a bassa carica, può rientrare a scuola”. I genitori: “Così abbiamo paura”

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Caos in una scuola elementare di Pisa. Così come segnala La Nazione, un alunno, dopo 21 giorni di quarantena, è risultato ancora positivo al tampone, ma la sua positività era a bassa carica ed ha avuto il via libera dell’Asl territoriale per tornare in classe.

Il piccolo è stato definito “positivo a lungo termine” e alla mamma è stato spiegato che “potrebbe rimanere positivo anche un anno, “ma non sarebbe contagioso”. Nonostante l’autorizzazione dell’Asl, tuttavia, alcune mamme dei compagni di classe hanno preferito tenere a casa i loro figli: “Chi ci assicura che non sia contagioso? Nessuno vuole discriminare questo bambino, la verità – denuncia –  è che non si capisce più nulla e fino a pochi giorni fa chi era positivo, anche a bassa carica, doveva ripetere il tampone e restare isolato fino a quando non sarebbe diventato negativo. Ora cosa è cambiato e perché?”.

Intanto la madre del piccolo si sfoga: “Purtroppo c’è chi ci tratta come appestati. Anche io sono stata positiva e il mio datore di lavoro, un privato, non accetta che rientri finché mio figlio non sarà negativo e io stessa non avrò un nuovo tampone negativo. Ho provato a prenotarlo tramite Asl e privati ma ci sono liste d’attesa infinite. L’Asl dice che mio figlio ed io possiamo tornare alla vita normale, più di questo cosa occorre? Capisco anche la preoccupazione delle altre mamme, ma cosa ci posso fare? Mi dispiace che questa situazione ci metta gli uni contro gli altri. Mio figlio lo terrei anche a casa se ci fosse la didattica a distanza, ma non c’è e non può perdere altri giorni di scuola”. 

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