PISA 2015: la scuola finlandese è davvero peggiorata? Ne parliamo con Alessandra Cenerini (ADI)

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Continua a calare il rendimento degli studenti finlandesi in matematica, scienze e lettura: rispetto al 2012, 11 punti in meno in scienze, 5 in lettura e 10 in matematica. A dirlo è l’edizione 2015 del Program for International Student Assessment (meglio conosciuto con l’acronimo PISA) dell’OCSE, che ogni tre anni esamina le competenze in termini di lettura, matematica e scienze degli studenti di 15 anni nelle nazioni sviluppate. Sia chiaro, gli studenti scandinavi continuano a conseguire risultati nettamente migliori rispetto ai coetanei italiani, ma l’essere stati citati per anni sempre come ‘i primi della classe’ ha reso fin troppo vivace il dibattito intorno a questo argomento.

C’è chi addossa parte della responsabilità alle nuove tecnologie, che assorbirebbero i ragazzi un numero di ore troppo elevato togliendo loro lucidità e capacità di concentrazione, chi ha rilevato un preoccupante calo delle prestazioni dei ragazzi rispetto alle ragazze. Alessandra Cenerini, Presidente Adi e appassionata studiosa di sistemi scolastici, ridimensiona però tanto sensazionalismo, invitandoci a una maggiore cautela.

Cenerini, la scuola finlandese è davvero peggiorata?

“Nelle classifiche di PISA 2015 la Finlandia risulta quarta in lettura, quinta in scienze e dodicesima in matematica. Nel confronto con i soli Paesi OCSE, gli studenti finlandesi si collocano secondi in  lettura, terzi in scienze e settimi in matematica. Risultati di tutto rispetto, ma nonostante ciò  si è avviata una vivace discussione, dentro e fuori la Finlandia. Il dato che forse va preso più seriamente è quello dell’equità, anche se i segnali di peggioramento sono ancora molto limitati. La Finlandia è sempre stata orgogliosissima del fatto che tutti i propri alunni, indipendentemente dal loro background socio-economico, fossero in grado di ottenere buoni risultati. Ora questo dato mostra qualche cedimento, influenzato anche da un aumento dell’immigrazione e da una diminuzione degli investimenti sulla scuola negli anni della grave crisi economica.”

Anche lei condivide la preoccupazione sul ‘sorpasso’ delle ragazze?

“Si può in parte capire l’apprensione circa le performance dei ragazzi finlandesi (che si dice siano negativamente influenzati dalle troppe ore trascorse sugli schermi del computer o dello smartphone, a danno del piacere della lettura), ma perché non gioire piuttosto del fatto che la Finlandia è l’unico Paese in cui le ragazze per la prima volta superano a livello mondiale  i maschi nella materie scientifiche . Godiamoci questo primato e speriamo che il sorpasso avvenga anche altrove e anche al di fuori della scuola!”.

Crede che in Finlandia si stiano interrogando sulla fotografia dell’indagine PISA e che prenderanno risoluzioni per correre ai ripari?

“La politica scolastica finlandese non si è lasciata influenzare dalle classifiche internazionali. La riforma del curricolo, entrata in vigore nell’autunno 2016, e di cui si devono ancora vedere i risultati, è avvenuta in modo del tutto indipendente dai dati PISA. Le finalità che l’hanno  guidata non sono state  l’innalzamento degli standard,  ma il miglioramento della motivazione  ad apprendere e il benessere degli studenti”.

Secondo lei, il sistema scolastico finlandese, che pur rimane in cima alle classifiche, ha tratti comuni con i Paesi asiatici sempre ai vertici in questo tipo di comparazioni?

“La Finlandia raggiunge  risultati estremamente elevati con una politica scolastica molto diversa  rispetto a quella dei migliori Paesi asiatici.  Gli alunni non sono soggetti ad incalzanti pressioni e a forme esasperate di competitività, si permette ai bambini di essere bambini, si stimola la loro autonomia e responsabilizzazione , si punta sulla loro motivazione e sul loro benessere.

Vige nel sistema finlandese un  principio sano ed efficace : “lessi is more”! Rispetto ai coetanei cinesi che studiano complessivamente, fra scuola e casa, 57 ore alla settimana, gli studenti finlandesi se la cavano con 36 ore tutto compreso. Rispetto al clima assillante dei migliori sistemi asiatici, nelle scuole finlandesi si respira rilassatezza e gioia di apprendere. Armonia è forse la parola più giusta per descriverne il clima”.

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