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Pignoramento, la carta prepagata può essere pignorata?

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Quando si hanno dei debito il rischio di pignoramento della busta paga, di immobili e di altri bene è decisamente elevato.

La situazione debitoria di ognuno di noi è facile da conoscere. Basta collegarsi al sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, andare nell’area riservata ai cittadini e accedere alla propria situazione debitoria per capire i debiti che si hanno. Soldi che prima o poi l’Agenzia delle entrate vuole che vengano versati. E lo fa inviando una serie di solleciti prima di procedere ad eventuali pignoramenti della busta paga o dei conti correnti intestati al debitore. Una lettrice ci richiede come funziona con le carte prepagate tipo la Postepay:

Con la busta paga già pignorata mi vengono bonificati dalla mia ditta 1300 euro sulla PostePay, quest’ultima è pignorabile dalla agenzia delle entrate? Grazie.

Le carte prepagate possono essere pignorate? 

La risposta a questa domanda è univoca ed è Si. Le carte prepagate con o senza IBAN, come la Postepay classica o la versione Postepay Evolution possono essere pignorate. Se sono intestate al debitore, poco si può fare per mettere in sicurezza il bonifico fatto dalla ditta. Purtroppo in generale non esistono carte di credito non pignorabili. 

E’ chiaro che non viene pignorata la carta fisica in se, ma la somma presente sul sistema virtuale. Ma con l’anagrafe tributaria è un gioco da ragazzi per l’Agenzia delle Entrate riscossione capire quali sono tutti i conti, le carte prepagate e non intestate ad un debitore e procedere con il pignoramento. 

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