Il Piemonte ha le percentuali più basse d’Italia in tema di istruzione

di Giulia Boffa
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Red – L’ISTAT ha pubblicato il primo rapporto sul “benessere equo e sostenibile in Italia”, in collaborazione con CNEL per rilevare dati in grado di delineare lo stato di salute del Paese “al di là del Pil”, dal quale emerge il Piemonte è la regione settentrionale con i tassi più bassi.

Red – L’ISTAT ha pubblicato il primo rapporto sul “benessere equo e sostenibile in Italia”, in collaborazione con CNEL per rilevare dati in grado di delineare lo stato di salute del Paese “al di là del Pil”, dal quale emerge il Piemonte è la regione settentrionale con i tassi più bassi.

La percentuale di cittadini con almeno il diploma superiore (57,7%) è il peggior dato del nord Italia, insieme al Veneto, a fronte di una media del territorio del 59%. Se possibile, la situazione è ancor più negativa nell’istruzione universitaria, dove si colloca tra le aree depresse: solo il 24% di piemontesi è in possesso di una laurea, dietro a  regioni come Abruzzo e Molise.

Igor Boni, presidente dell’associazione radicale Aglietta di Torino, afferma: "C’è in discussione il funzionamento della scuola dal punto di vista democratico poiché i dati mettono in luce come l’istruzione italiana non riesca a compensare le diseguaglianze di opportunità dovute alla nascita. E gli indici indicano un peggioramento della situazione nel senso di un aumento di divario".

 Persino in un’area, per quanto colpita dalla crisi, non certo depressa come il Piemonte. "Io credo che occorra abbandonare vecchi cliché e guardare in faccia al problema che ci dice che a parole parliamo di integrazione e riduzione delle differenze alla partenza e in realtà produciamo un ampliamento delle differenze mentre in altre società (più libere e più liberali) la percentuale di chi riesce a laurearsi anche se proviene da una famiglia di operai o di immigrati è molto più elevata. Anche in questo occorre innovare, soprattutto a sinistra".

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