Piemonte, Cirio: riparte la Serie A, ma i ragazzi sono ancora a casa. La scuola sia priorità

di redazione

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Torino e il Piemonte si avviano alla normalità, ma è ancora presto per gli assembramenti. Così i festeggiamenti per il 2 giugno si trasferiscono nel cortile d’onore del Comando della Scuola d’Applicazione dell’Esercito.

E in occasione della Festa della Repubblica, il governatore Cirio parla di scuola: “Vedere che in Italia fra pochi giorni si ricomincia a giocare a calcio ma i nostri bambini sono ancora a casa a non imparare non ha senso. La scuola sia una priorità non solo nelle dichiarazioni di intenti, ma lo sia negli stanziamenti e nelle regole operative“. Sulla ripresa delle attività scolastiche Cirio spera “che finalmente il governo italiano e il ministro della Pubblica istruzione abbiano la determinazione, così come il governo l’ha avuta per far ripartire la Serie A di calcio, anche nel far ripartire la scuola“.

Appello sull’importanza della scuola anche della sindaca Appendino: “Non so se in questi mesi se ne sia parlato a sufficienza. So però che la scuola e i nostri ragazzi e gli insegnanti hanno subito un colpo durissimo. Quando un alunno perde l’occasione di apprendere di migliorarsi, con lui la sta perdendo tutta la comunità. Il mio appello è che ci sia il massimo impegno di tutte le istituzioni per investire nella scuola”.

Massima attenzione per la ripresa della scuola e dell’attività didattica. Sarà un anno difficilissimo,ma anche affascinante per la sfida che ci aspetta. Noi ci crediamo e ci crederemo“, dice il prefetto Claudio Palomba.

Centri estivi

L’assessore alle Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale, Pari Opportunità, Chiara Caucino, ha spiegato le linee guida da seguire per la riapertura dei centri estivi. Le linee guida sono state approvate dalla Regione.  Caucino spiega che “la capacità ricettiva, in linea generale, non potrà superare i 100 posti. Ove la struttura consenta la gestione di numeri maggiori, sarà possibile realizzare più moduli da 100. Cosa molto importante è che deve essere sempre possibile identificare una zona filtro per operatori e utenti, per il triage e le operazioni di vestizione e svestizione”. “Gli operatori professionali o volontari dovranno essere formati – aggiunge l’assessore – sulla prevenzione del Covid-19, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sulle misure di igiene e sanificazione. Stiamo valutando con la Sanità la possibilità di uniformare la formazione degli operatori”.

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