In Piemonte abbandoni al 10%, sotto media Italia, obiettivo UE 4 anni prima

di redazione
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In Piemonte la percentuale di giovani che abbandonano precocemente gli studi è pari al 10,2%, al di sotto della media italiana (13,8%) e, per la prima volta, anche di quella europea (10,7%).

Emerge dall’indagine Ires, presentata a IoLavoro. Il Piemonte ha quindi sostanzialmente raggiunto con quattro anni di anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione europea del 10% di abbandoni entro il 2020. Ancora più positiva la performance delle ragazze piemontesi, il cui tasso di dispersione è sceso nel 2016 al 6,4%.

La migliore partecipazione agli studi delle giovani si riflette anche nel livello di scolarità. Gli esiti della rilevazione nazionale Invalsi 2016 mostrano un progressivo miglioramento delle competenze degli alunni al passaggio da un livello scolare a quello successivo. Per quanto riguarda, in particolare, la matematica, per la prima volta gli studenti piemontesi conseguono risultati statisticamente superiori alla media nazionale in quinta elementare, terza media e seconda superiore.

Anche i livelli di apprendimento dei giovani che frequentano le agenzie formative regionali risultano più elevati rispetto a quelli dei loro omologhi di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Sul fronte della formazione universitaria, invece, nonostante i progressi compiuti, l’Italia, e così il Piemonte, sono ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo europeo del 40% della popolazione in possesso di un titolo di terzo livello nella fascia d’età 30-34 anni.

Lo sviluppo degli Its (Istituti tecnici superiori), avviato dalla Regione Piemonte, ammette l’indagine, potrebbe però contribuire a colmare la distanza con gli altri Paesi europei, con la costruzione di una filiera terziaria professionalizzante.

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