Piattaforma del Comitato Precari Scuola Avellino

di Lalla
ipsef

Luigi D’Onofrio* – Il cps Avellino nella persona del coordinatore Luigi D’Onofrio, propone, nei punti che seguono la propria posizione rispetto alla drammatica situazione che sta coinvolgendo la suola pubblica statale e dei precari, auspicando un dibattito sereno che porti ad unâ ampia convergenza della realtà in lotta.

Luigi D’Onofrio* – Il cps Avellino nella persona del coordinatore Luigi D’Onofrio, propone, nei punti che seguono la propria posizione rispetto alla drammatica situazione che sta coinvolgendo la suola pubblica statale e dei precari, auspicando un dibattito sereno che porti ad unâ ampia convergenza della realtà in lotta.

La scuola pubblica statale negli ultimi anni ha subito un attacco durissimo: la legge 133/08 ha sottratto 8 miliardi di euro, la legge 169 ha cancellato la positiva esperienza della scuola primaria, la riforma della scuola secondaria cancella discipline e riduce arbitrariamente il tempo scuola. I bilanci delle scuole sono in rosso: 1,5 miliardi di euro già spesi non saranno più dati, mentre alle famiglie si toglie il tempo pieno e si chiede di supplire al mancato finanziamento da parte dello Stato con il versamento di un contributo "volontario", scaricando così sui genitori che già finanziano attraverso la fiscalità generale (tutto questo mentre si finanziano generosamente le scuole private), i costi della scuola pubblica.

Continuiamo a fare scuola in classi sovraffollate, strutture fatiscenti e con difficoltà a garantire le supplenze, in condizioni in cui non solo non è garantito il diritto ad una istruzione che sia realmente di qualità , ma anche la sicurezza di quanti agiscono all’interno di queste strutture, mentre gli studenti sono sempre più disorientati e faticano a riconoscere nella scuola il luogo di acquisizione di un sapere critico.

Le scuole riescono ancora a dare un servizio dignitoso grazie allo straordinario del personale ATA e docente, che con il riordino della secondaria e la riduzione del tempo pieno, diventerà la condizione "normale" di lavoro nella scuola, in barba a quanto previsto dal CCNL.

A settembre il piano triennale di tagli prevede oltre 41.000 posti in meno, tra docenti e ATA, mentre si annunciano il blocco dei rinnovi contrattuali e dei pensionamenti. Così il personale della scuola, insieme al resto dei cittadini, pagherà il costo di una crisi che non ha determinato.

Non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo insieme continuare a difendere la scuola pubblica statale come baluardo della democrazia e provare ad immaginarla e a costruirla come dovrebbe essere: con classi non affollate,
dove sia possibile svolgere un reale lavoro di formazione seguendo tempi e difficoltà di tutti gli alunni; con spazi, luoghi e tempi dove praticare una didattica diversa, aperta a tutte quelle forme laboratoriali ed alternative che sono necessario supporto e complemento di un percorso formativo, con momenti e strumenti di inclusione per tutti i soggetti che la scuola la vivono e la costruiscono e con la giusta attenzione alle situazioni di disagio. Una scuola capace di progettare e di costruire tutto questo, può esistere soltanto qualora per essa si investa in termini di mezzi e risorse: ogni riforma o pseudoriforma che in questi ultimi anni è stata realizzata nel campo dell’istruzione, invece, è stata sempre fatta rigorosamente a costo zero o addirittura sottraendo le risorse esistenti. Ciò ha gradualmente contribuito a svilire e ad umiliare la scuola che solo il generoso sforzo di insegnanti, studenti, genitori e personale ATA, riesce a mantenere in vita affinchè essa non smetta di svolgere quel ruolo di formazione e di emancipazione sociale che la nostra Costituzione le attribuisce e che costituisce il fondamento di
ogni società democratica e civile. E’ palese, infatti, che l’assenza di investimenti nel settore della conoscenza, con tutte le conseguenze che porta con sè, mette a serio rischio non solo i diritti al lavoro e all’istruzione, ma il futuro stesso del nostro Paese.

Per queste ragioni lottiamo portando avanti le nostre richieste che sintetizziamo nei seguenti punti:

A) Ritiro dell’articolo 64 133/08, della legge 169 (riforma Gelmini della scuola primaria), del riordino della scuola secondaria e della riforma Gelmini dell’università;
B) Istituzione di un piano triennale finalizzato alla progressiva immissione in ruolo di tutti i lavoratori presenti nelle graduatorie ad esaurimento(docenti) e permanenti (personale ata); o meglio
B1) Assunzioni a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari presenti nelle graduatorie attualmente dette ad esaurimento e istituzione di un piano finalizzato alla progressiva immissione in ruolo, in tempi brevi e certi, di tutti i lavoratori presenti nelle graduatorie CON PRECEDENZA ASSOLUTA DEI PRECARI STORICI E cioè di tutto il personale docente abilitato a condizione che negli ultimi 5 anni hanno maturato almeno 3 anni di servizio prestato nella scuola per orario non inferiore alla metà dell’obbligo.

Possibilità per il docente che ha maturato questo diritto e che è presente in una classe di concorso ove sussiste esubero di conseguire la specializzazione di sostegno nelle stesse forme e modalità previste nel passato dal personale di ruolo o in alternativa utilizzarli, a richiesta, in altri compiti

C) Salvaguardia e mantenimento delle graduatorie ad esaurimento (docenti) e permanenti (personale ata) come unico canale di reclutamento; qualunque tipo di reclutamento (compreso supplenze temporanee) del personale docente deve avvenire esclusivamente dalle Graduatorie ad Esaurimento, fermo restando il carattere ad esaurimento delle stesse, è preclusa ogni nuova inclusione ma il solo aggiornamento del punteggio degli iscritti. Eventuali attivazioni di nuove procedure avente sia carattere abilitanti che concorsuale devono avvenire esclusivamente per le classi di concorso e nelle province le cui corrispondenti graduatorie risultino esaurite. E’ preclusa qualsiasi attivazione di nuove procedure abilitanti di personale docente, se non dietro accertamento di effettive necessità (cattedre vacanti).

D) Rifiuto di ogni proposta di istituzione di albi regionali, di reclutamento attraverso concorsi di reti di scuole o per chiamata diretta dei dirigenti scolastici;

e) Organico del personale ata in base alle esigenze reali delle scuole (alunni e personale da amministrare, aule, palestre, spazi interni e esterni, laboratori, ecc,);

f) Ritiro del cosiddetto "salvaprecari" e degli accordi Stato-regioni che introducono nella scuola forme di lavoro parasubordinato

g) Rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ritirodella disposizione che, imponendo di fatto l’aumento del numero degli alunni per classe, non rispetta detta normativa sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 “ Norme tecniche per l’edilizia Scolastica che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado), sia per la prevenzione incendi (D.M. 26 agosto 1992 “ Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica). Il presente decreto al punto 5.0 (Affollamento) stabilisce il limite massimo di persone presenti in un’aula nel numero di 26.
Messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici (L.626/94 e D.lgs.81/08). L’immediata realizzazione di un piano organico di edilizia scolastica che affronti l’insostenibile situazione in cui si trovano a operare quotidianamente migliaia di alunni e lavoratori della scuola;

h) rifiuto di ogni progetto futuro di privatizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica statale, nonchè di ogni proposta di ingresso di enti privati e associazioni negli organi direttivi della scuola;

i) Rifiuto dei progetti di gerarchizzazione tra lavoratori della scuola che introducono logiche valutative;

l) Revisione della normativa sulla mobilità con blocco almeno fino al 2013 delle mobilità sia provinciali, passaggi e interprovinciali, per poter accorciare le file dei precari che si sono venuti a creare in questi ultimi anni, in particolare al sud, per l’uso selvaggio di tale norma. Contenere successivamente la mobilità, sia provinciale, interprovinciale e passaggi, nel massimo del 50% delle disponibilità , riservando l’altro 50% alle immissioni in ruolo.

m) Equiparazione contrattuale dei diritti del personale di ruolo e precario relativamente al trattamento economico, normativo e sindacale; equiparazione di trattamento stipendiale e della progressione di carriera (scatti di anzianità ) come già previsto per gli insegnanti di religione.

n) Obbligo per gli A.T. ex USP di nominare i docenti inclusi nelle GE anche per gli spezzoni fino a 6 ore, consentendo loro di combinare anche 3 sedi e su 3 comuni

o) Eliminazione della possibilità di prestare ore eccedenti per il personale di ruolo fino alle 6 ore settimanali che rappresentano un "furto" ai colleghi precari.

p) eliminare gli sprechi per fantomatici progetti, in primis pon sempre a favore dei docenti di ruolo e destinare queste risorse per i precari

q) blocco degli orari cattedra superiori alle 18 ore settimanali

r) Ritiro di tutti i finanziamenti alla scuola paritarie, oppure in compenso obbligo delle stesse di reclutare il personale dalle graduatorie ad esaurimento.

*coordinatore del CPS AVELLINO

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