Piano triennale di innovazione digitale: cos’è, cosa deve contenere. Alcuni suggerimenti

La Legge 107/2015 di riforma del sistema dell’Istruzione all’art. 1 comma 56, il MIUR, con D.M. n. 851 del 27.10.2015 ha adottato il Piano Nazionale Scuola Digitale. Si tratta, per la verità, non di una semplice e talvolta ripetitiva, dichiarazione di intenti ma, come sottolinea il professore Giovanni Paolo Guaiana nel Piano Triennale di Intervento dell’Animatore Digitale dell’istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” Scuola Materna Elementare e Media di Manciano in provincia di Grosseto una “vera e propria strategia complessiva di innovazione della scuola, come pilastro fondamentale del disegno riformatore delineato dalla legge.

Si tratta prima di tutto di un’azione culturale, che parte da un’idea rinnovata di scuola, intesa come spazio aperto per l’apprendimento e non unicamente luogo fisico. In questo paradigma, le tecnologie diventano abilitanti, quotidiane, ordinarie, al servizio dell’attività scolastica, “contaminando” tutti gli ambienti della scuola: classi, ambienti comuni, spazi laboratoriali, spazi individuali e spazi informali”.

L’innovazione basata sulle tecnologie didattiche

È un’utilità di innovazione basata sulle metodologie didattiche e sulle strategie utilizzate con gli allievi in aula, adattando ad esse le strutture e le attrezzature tecnologiche a disposizione dei docenti e dell’organizzazione scolastica stessa. Fare giungere la scuola nell’era digitale non è soltanto una sfida tecnologica. Si tratta di una provocazione logistica, culturale, pedagogica, sociale e generazionale. Il Piano Nazionale tratteggia una politica d’insieme (non una sommatoria di azioni) e perciò il lavoro che è necessario, utile e indifferibile è innanzitutto di tipo culturale: necessita sollevare la tendenza di tutti gli attori implicati verso la crescita professionale, il mutamento organizzativo e quello, naturalmente, di tipo culturale.

Il Piano Triennale di Intervento dell’animatore digitale

Il Piano Triennale dell’offerta formativa raffigura il miglior dispositivo per collocare a sistema le finalità, i principi e gli strumenti previsti nel PNSD. L’introduzione nel PTOF di azioni compatibili con il PNSD servirà a perfezionare la progettazione di piani di innovazione digitale adeguati alle istituzioni scolastiche. Come si legge nel documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” Scuola Materna Elementare e Media di Manciano in provincia di Grosseto diretto con magistrale competenza dalla Dott.sa Anna Maria Carbone, “L’evoluzione della società contemporanea nell’ambito della tecnologia ha naturalmente trasferito l’uso di strumenti multimediali all’interno delle aule scolastiche. Una scuola che abbia fra i suoi obiettivi principali, la formazione di cittadini del mondo, come richiesto dalle Indicazioni Nazionali del 2012, non può prescindere dall’uso di strumenti digitali all’interno della didattica. Compito delle istituzioni scolastiche infatti è quello di fornire, da un lato ambienti d’apprendimento multimediali interattivi che incentivino la motivazione e che tengano conto dei diversi stili cognitivi, dall’altro educare all’uso consapevole di determinati strumenti tecnologici. Insegnare con il supporto di lavagne multimediali, di software specifici che aiutino gli alunni ad essere costruttori delle loro conoscenze è un modo per promuovere apprendimenti permanenti e rivolti a tutti gli alunni, favorendo atteggiamenti collaborativi e propositivi. Le menti degli alunni sono maggiormente stimolate attivando canali comunicativi differenti e sviluppando competenze digitali spendibili in contesti differenti. Il nostro Istituto pone attenzione all’incremento di strumenti che favoriscano ambienti di apprendimento digitali promuovendo una didattica innovativa e al passo con i tempi. Per facilitare tale processo di programmazione e di coordinamento delle azioni strategiche in ogni scuola è stato individuato un Animatore Digitale, una figura che coordina la diffusione dell’innovazione digitale a scuola e le attività del PNSD. Saranno gli “animatori digitali” di ogni scuola, insieme ai dirigenti scolastici e ai direttori amministrativi, nonché al Team Digitale adeguatamente formati su tutti i suoi contenuti, ad animare ed attivare le politiche innovative contenute nel Piano e a coinvolgere tutto il personale, oltre che gli studenti e le loro famiglie. In realtà il piano in questione, come tanti altri documenti elaborati da questo istituto, vero esempio di campo di sperimentazione didattica, pedagogica e organizzativa, è da considerare, tra quelli che amiamo definire “buone pratiche”. Strumenti originali che altri istituti potrebbero leggere per prendere come modello di impegno e scelte strategiche.

Il profilo dell’animatore digitale

L’Animatore Digitale sarà, per il MIUR, una figura fondamentale per l’accompagnamento del Piano Nazionale Scuola Digitale. Nell’ambito della realizzazione delle azioni previste nel POF triennale, potrà sviluppare progettualità su tre ambiti:

FORMAZIONE INTERNA: Stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi, favorendo l’animazione e la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative.

COINVOLGIMENTO DELLA COMUNITÀ SCOLASTICA: Favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop e altre attività, anche strutturate, sui temi del PNSD, anche attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e ad altri attori del territorio, per la realizzazione di una cultura digitale condivisa.

CREAZIONE DI SOLUZIONI INNOVATIVE: Individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (es. uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata; la pratica di una metodologia comune; informazione su innovazioni esistenti in altre scuole), coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.

Piano di intervento

Coerentemente con quanto previsto dal PNSD, il Piano di Intervento (nello specifico quello che stiamo prendendo come modello di buona pratica, ovvero quello dell’Istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” Scuola Materna Elementare e Media di Manciano in provincia di Grosseto diretto con magistrale competenza dalla Dott.sa Anna Maria Carbone), redatto dall’Animatore Digitale dell’Istituto, in collaborazione con il Team dell’innovazione, intende configurare lo scenario di strategie, funzionali e coerenti con la realtà della nostra scuola, per la realizzazione di quel cambiamento culturale, metodologico, organizzativo richiesto dalla realtà digitale. Le linee programmatiche tracciate nel piano sono un proseguimento delle azioni previste nel precedente triennio, nella direzione di una sua definizione sempre più dettagliata e aderente al contesto. Alcune delle innovazioni richieste dal PNSD sono già attive nella nostra scuola e molte sono in fase di sviluppo, di conseguenza gli interventi previsti concorrono alla crescita graduale degli obiettivi realmente perseguibili, nella logica della pratica riflessiva e del monitoraggio continuo e trasparente delle azioni.

Contesto

L’attenzione ai bisogni ed alle esigenze di ciascuno, la valorizzazione dei talenti e del merito, la centralità della persona e la formazione integrale rappresentano i cardini imprescindibili dell’azione educativa di ciascun istituto ed è su questo che il Piano deve puntare. Quello che servirebbe a ciascuna scuola, come ha fatto l’ICS “Pietro Aldi”, è un serio “Progetto di Scuola Digitale” che, attraverso le sue azioni, possa intervenire fattivamente a dare qualità alla preparazione degli alunni e crescita culturale al territorio. Il piano nazionale richiede maggiore sistematicità e coerenza nell’adozione delle buone pratiche diffuse e presenti nelle scuole, frutto di iniziative autonome di singoli docenti e non sempre adeguatamente supportate da visioni d’insieme e di lungo termine e/o da contesti facilitanti, e suggerisce di iniziare il percorso verso l’adozione di approcci didattici innovativi proprio a partire da riflessioni comuni sui punti di forza delle esperienze fatte. “L’obiettivo è migliorare la scuola, e il compito principale della scuola è fare buona didattica con l’aiuto di buoni contenuti, rafforzare le competenze e gli apprendimenti degli studenti”.

Le attività didattiche e il metodo

Questo significa che le attività didattiche dovranno subire un cambiamento, certamente non sui contenuti, bensì nel metodo. Ciò perché – sostiene l’animatore digitale l’ICS “Pietro Aldi” – il dato digitale, per sua natura più facilmente accessibile e più agevolmente “manipolabile”, permette e costringe la programmazione didattica a diventare più flessibile. La lezione formale e frontale deve allora, in qualche modo, essere sostituita, per i modi propri in cui si rendono disponibili e fruibili i contenuti digitali, da una lezione dove maggiore deve essere il contributo del discente. L’alunno, nel contesto digitale, si vede coinvolto attivamente nella scelta dei contenuti, dei tempi, dei formati e delle risorse. Ciò induce anche a dover ripensare e riprogrammare le aule e gli ambienti di apprendimento, per permettere l’accesso quotidiano ai contenuti digitali adottati ma anche la creazione e l’integrazione di altri contenuti in funzione di un reale miglioramento dei processi didattici. L’implementazione, l’organizzazione, la presenza e l’uso consapevole e sistematico delle risorse e delle tecnologie digitali, deve facilitare e coadiuvare i docenti e soprattutto gli allievi e la nostra scuola nel suo complesso nell’adozione di tutte quelle innovazioni ritenute utili e necessarie al raggiungimento dei risultati fissati per il triennio all’interno della cornice complessiva del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Ambiti e azioni

Il piano presenta le azioni ritenute prioritarie e percorribili nel triennio considerato. Esse sono aggregate con riferimento ai tre ambiti progettuali assegnati dal PNSD all’Animatore Digitale, ma è naturale che tali ambiti non devono essere intesi come settori diversi e indipendenti dell’azione di innovazione che si vuole promuovere, essi piuttosto vanno letti in un’ottica sistemica come necessari e complementari aspetti di un progetto, per il quale il successo può dipendere solo da un organico sviluppo delle sue parti. Per una più agevole e logica lettura l’intero piano viene presentato nei suoi tre momenti temporali, corrispondenti alle tre annualità cui si riferisce.

Creazione di Soluzioni Innovative

‣ Individuazione e richiesta di possibili finanziamenti per incrementare le attrezzature in dotazione alla scuola;

‣ Creazione e mantenimento di un repository d’Istituto per aree tematiche, in modo da favorire la condivisione di materiale prodotto;

‣ Utilizzo di nuove soluzioni digitali, hardware e software, piattaforme virtuali per la didattica, archivi cloud; ‣ Attivazione di un Canale Vimeo e Youtube per la raccolta di video delle attività svolte nella scuola;

‣ Mantenimento e sviluppo del Canale Vimeo e Youtube per la raccolta di video delle attività svolte nella scuola;

‣ Potenziamento e utilizzo della piattaforma Gsuite (strumenti di condivisione, di repository, di documenti, blog e classi virtuali);

• Potenziamento dell’utilizzo del coding nella didattica e del pensiero computazionale con software dedicati;

‣ Mantenimento del repository d’istituto per la condivisione della documentazione e del materiale prodotto a cura della comunità docenti;

‣ Partecipazione ai bandi sulla base delle azioni del PNSD.

Un plauso dunque per il documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Pietro Aldi” Scuola Materna Elementare e Media di Manciano in provincia di Grosseto, diretto con magistrale competenza dalla Dott.sa Anna Maria Carbone, con l’auspicio che altri seguano questo esempio.

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