Piano straordinario per il personale ATA – Lo Stato deve stabilizzare, non deve assumere!

di Lalla
ipsef

Mario Di Nuzzo – Gent.le Prof.ssa Lalla, le soluzioni ci sono, manca la volontà politica e sindacale di restituire decoro e credibilità al presente ed al futuro del personale amministrativo e tecnico della scuola…“usa e getta”.

Mario Di Nuzzo – Gent.le Prof.ssa Lalla, le soluzioni ci sono, manca la volontà politica e sindacale di restituire decoro e credibilità al presente ed al futuro del personale amministrativo e tecnico della scuola…“usa e getta”.

Di fronte alla volontà di non sbloccare gli organici, agli slogan di svecchiamento della pubblica amministrazione puntualmente smentiti dai fatti, alla scarsa ed inefficace rappresentanza politica sommata a misure insufficienti di azione sindacale, risolutive dei problemi del precariato scolastico e in particolare dei diritti violati del personale in servizio da più di 36 mesi nello Stato, è necessario trovare una convergenza d’intenti, per attivare e accelerare le più efficaci misure di stabilizzazione dei precari ATA della scuola.

Lo Stato deve e può stabilizzare, non deve assumere e questo non solo farà risparmiare l’Amministrazione, ma darà respirò all’economia e a migliaia di famiglie, consentendo una migliore performance delle Autonomie e delle future reti di scuole.

Se fra l’altro gli attori coinvolti si compattano per rimandare sine die i problemi del precariato scolastico, con l’eccezione di qualche partito politico o sindacato, diventa insostenibile e motivo di forte delusione, la problematica indicata, costituendo anche un potenziale pericolo di ordine pubblico, sul quale non si può soprassedere, in quanto non saranno certe veementi proteste a far cambiare lo stato delle cose.

Noi precari amministrativi e tecnici, in servizio da diversi anni, sosteniamo la tesi che non si tratta di fare nuove assunzioni, ma semplicemente di iniziare quel percorso di stabilizzazione per chi ha maturato i diritti anche in base alla normativa comunitaria, di cui alla Direttiva 1999/70/CE recepita dal DL 368/01, e per la quale abbiamo già chiesto misure urgenti alla politica e alle organizzazioni sindacali, per accelerare quell’iter politico – finanziario prima dell’inizio dell’a.s. 2012/13, necessario alla trasformazione dei circa 50.000 contratti a termine o già scaduti in contratti a durata indeterminata le cui ricadute negative potrebbero determinarsi proprio su quelle regioni già con alti tassi di disoccupazione.

Le misure di contrasto al debito pubblico, gli ingenti risparmio dello Stato di cui all’art. 64 della legge 133/08, il dimensionamento scolastico, non giustificano l’accantonamento dei posti per i docenti dichiarati permanentemente “inidonei” di cui al D.I. di agosto e la discutibile e imminente nomina dei vincitori di concorso della mobilità professionale previa utilizzazione delle Graduatorie ex art. 9 CCNI 3 dicembre 2009, rappresentando l’ulteriore conferma che lo Stato sta risparmiando oltremodo, senza che ci sia una forte azione di contrasto sindacale.

La maturità e l’equilibrio dimostrati in questi anni dal personale amministrativo e tecnico, senza nulla togliere agli altri profili ATA, rappresentano un esempio di grande professionalità e dedizione ai numerosi compiti sin ora svolti da suddetto personale, e fra l’altro già precedentemente segnati da un elogio dello stesso MIUR, nel precedente Governo Berlusconi.

Ciò dovrebbe consentire agli Attori coinvolti, ben altre valutazioni e soluzioni, circa l’effettiva tutela e salvaguardia dei diritti maturati da questi precari cosiddetti “storici”.

Pertanto, nel significarle giustificati e comprensibili sentimenti di delusione, uniti a rabbia e forte preoccupazione, la invito in qualità di Presidente del CNAT (Comitato Nazionale assistenti amministrativi e tecnici) a fare una riflessione su temi così delicati riguardanti non solo i precari, ma anche le Autonomie e le future reti di scuole, le famiglie e la società intera.

Le Organizzazioni Sindacali, sappiano coalizzarsi nell’interesse di questi precari storici, con la stessa veemenza, con la quale stanno contribuendo ad accelerare le procedure di mobilità professionale, che seppur legittime, risultano ingiustificate in un momento di vacche magre, rischiando di creare una guerra tra poveri più volte denunciata.

Noi come Comitato nazionale, siamo pronti a dialogare con qualunque interlocutore, sia esso sindacale o politico, per cercare e trovare un’intesa sulle soluzioni di breve e lungo periodo a tutti quei problemi riguardanti i precari ATA, inclusi nelle Graduatorie Permanenti di cui all’Art. 554 del D. Legislativo 297/94 e di cui abbiamo già chiesto la trasformazione in Graduatorie ad Esaurimento, al pari dei docenti, ritenendo le suddette graduatorie una delle cause che hanno contribuito a far aumentare il fenomeno precariato, veicolando anche casi di falso ideologico al vaglio della Procura competente per territorio.

Su questo punto il Ministro Profumo si attivi, e prenda atto che tali graduatorie vanno chiuse ed esaurite in tempi rapidi.

In sintesi riteniamo le misure sotto indicate, una soluzione concreta ai problemi dei precari ATA e ci riferiamo in particolar modo: alla trasformazione delle graduatorie ATA di cui sopra in graduatorie ad esaurimento, con possibilità di inserimento a pettine ogni 3 anni, ad una diversa misura dell’organico funzionale ATA, al recepimento della normativa comunitaria ai contratti a termine, alla possibilità di scelta delle istituzioni scolastiche per i candidati inclusi nelle graduatorie permanenti su base distrettuale e non più su sole 30 scuole, superando nuove misure salva – precari, per L’A.S. 2012/13, al rinvio degli effetti che dovrebbero derivare dall’applicazione dei commi 97 e 98 del DDL che andrebbero a sacrificare ulteriori posti di assistente amministrativo (1000 posti) e tecnico (3500 esuberi ITP) da far transitare nei profili di assistente tecnico, a vantaggio di ulteriori risparmi per lo Stato, diventati insopportabili per la categoria suddetta.

Non sono meno gravi gli effetti del dimensionamento scolastico per i quali, saranno coinvolti anche DSGA e DS.

Per concludere, la formula “usa e getta” non può essere applicata alla scuola, sarebbe una sconfitta pesantissima per la società, ancor prima che per la scuola.

Saluti
F.to ll Presidente del CNAT

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