Piano scuola, la Gimbe non è convinta. Di Meglio (Gilda): “Misure insufficienti per garantire una riapertura scuole in sicurezza”

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La Fondazione Gimbe critica il piano scuola. Secondo l’organizzazione presieduta da Nino Cartabellotta, il piano “non convince. Se il Governo si è impegnato a riaprire le scuole in presenza al 100%, le misure approvate con il Dl 111/2021 non contengono rilevanti cambiamenti, a fronte di una variante del virus molto più contagiosa”.

Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il monitoraggio indipendente realizzato dall’organizzazione: “Dalla Fondazione Gimbe arriva un’autorevole convalida scientifica delle criticità contenute nel Piano Scuola, le stesse rilevate dalla Gilda e che ci hanno portato a non siglare neanche quest’anno un protocollo le cui misure di prevenzione sono del tutto insufficienti a garantire una riapertura in presenza al 100% in sicurezza”.

La risalita della curva dei contagi dimostra la pervasività della variante Delta che, come fa notare Gimbe nel suo report, il piano scuola non è in grado di contrastare“, aggiunge Di Meglio.

Il sindacalista ha inoltre detto: “D’accordo anche in merito alla tempistica degli interventi da mettere in campo, considerato che i 350 milioni del Decreto Sostegni bis ad oggi risultano ripartiti tra le scuole solo sulla carta ma non ancora nelle loro disponibilità, così come sulla mancanza di trasparenza riguardo alle modalità di impiego dei 150 milioni del decreto Sostegni“.

Ampiamente condivisibili pure le perplessità sull’esclusione dall’obbligo di green pass per gli studenti tra i 12 e i 19 anni di cui, al momento, il 46,9% non ha ricevuto neanche una dose di vaccino e il 23,9 soltanto la prima. Si tratta di osservazioni che meriterebbero tutte di essere prese in seria considerazione perché si basano su evidenze e non, come invece è troppo spesso prassi a livello politico e istituzionale, su assunti propagandistici”.

 

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