Piano scuola estate 2021, ecco perché investire nelle emozioni. Un esempio di progetto

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A seguito della profonda frammentazione e parcellizzazione dei percorsi didattici, eredità gravosa della pandemia, è oggi più che mai opportuno recuperare la valenza educativa e soprattutto la dimensione affettiva della scuola, attraverso il potenziamento del ruolo centrale delle emozioni nei processi d’apprendimento (G. Iannuzzi, 2021).

Del resto la peculiare carica educativa innescata dagli innumerevoli linguaggi del corpo (verbali, non verbali o paraverbali) e dall’interazione vis-à-vis, corrobora la necessità di riprogettare l’attività didattica in base alla componente emotiva, l’unica in grado di incidere sulla sfera cognitiva e di rendere efficaci le dinamiche d’insegnamento/apprendimento in un contesto ancora profondamente segnato dall’emergenza sanitaria e sociale.

Numerosissime ricerche – da sempre – hanno evidenziato come la competenza emotiva possa avere un’influenza decisiva sui processi di apprendimento, essendo l’emozione un processo multicomponenziale e motivazionale costituito dal rapporto sinergico tra la valutazione cognitiva di un evento, l’attivazione fisiologica, l’espressività e, non in ultimo, la tendenza a compiere determinate azioni (F.Liso, 2018)

Ma c’è di più: indubbia è altresì la funzione sociale delle emozioni, poiché esse modulano e orchestrano le nostre interazioni quotidiane e influenzano i nostri incontri con l’altro, dal momento che la maggior parte degli studi convergono nel definirle «interpretazioni interne di stimoli esterni»; emozioni e apprendimento sono pertanto vasi comunicanti: si viene infatti a costruire una sorta di circolarità tra emozioni e contesto di apprendimento, che a sua volta riveste un ruolo fondamentale nella prassi didattica.

Come ha ragionevolmente osservato C. Villani (2020), la scuola anzitutto deve insegnare agli studenti come riconoscere, decodificare e gestire le proprie emozioni, quantunque l’educazione socio-emotiva non sia ancora parte integrante dei curricula, se non in modo trasversale.

Bambini e adolescenti devono diventare emotivamente competenti, nel tentativo di raggiungere un equilibrio personale e sociale indispensabile per affrontare gli ostacoli quotidiani in modo positivo. La consapevolezza emotiva è infatti l’attitudine a riconoscere e modulare le proprie emozioni rispetto a quelle altrui e, al contempo, è la capacità di prendere decisioni responsabili o di stabilire rapporti sociali corretti ed efficaci.

Attuare esperienze di educazione socio-emotiva in classe significa pertanto creare delle occasioni d’apprendimento importanti, attraverso le quali ciascun alunno possa acquisire consapevolezza di sé e favorire reazioni emotive equilibrate e adeguate; combattere il fenomeno dell’analfabetizzazione emotiva, vale a dire l’incapacità di riconoscere, esprimere, condividere e gestire le emozioni, è forse la sfida principale della scuola che cerca di uscire dal tunnel pandemico.

Senza le emozioni – cha dànno voce a ciò che si prova – manca la base d’appoggio attraverso cui il pensiero opera a dovere; per dirla con Damasio (1995), lavorando sulle cosiddette emozioni di base (quali gioia, tristezza, rabbia o paura) e sulle emozioni secondarie (quali la gelosia o l’orgoglio) si può incidere sulle emozioni di fondo, che a loro volta determinano il benessere o il malessere, il dolore o il piacere. L’emozione quindi, costante sottofondo di ogni esperienza quotidiana, non è soltanto al centro di ogni individuo, ma è espressione stessa della vita.

Ora, la ratio che soggiace al Piano Scuola Estate 2021, come in varie occasioni rammentato dal ministro Patrizio Bianchi, è quella di creare circostanze didattiche e aggregative che siano in grado di recuperare gli apprendimenti, certo, ma soprattutto interazione e socialità; poiché educare al benessere emotivo è la leva decisiva per colmare (o provare a farlo) il gap creato dalla distanza e dalla frammentazione didattica, al netto degli enormi e lodevoli sforzi profusi dai docenti di ogni ordine e grado nel corso dell’emergenza.

All’interno della variegata offerta formativa laboratoriale, che ogni scuola ha allestito e sta allestendo in previsione dell’imminente Fase 1 del PSE (prevista nel corso del mese di giugno), di particolare interesse sono quei moduli didattici – pensati in chiave interattiva e ipertestuale – che fanno perno sul recupero dell’emotività e che, da essa, si muovono verso la scrittura creativa, la sostenibilità socio-ambientale, la cittadinanza attiva e consapevole.

Solo a titolo esemplificativo, vale la pena raccontare due esperienze laboratoriali progettate dall’Istituto Comprensivo di Vado Ligure (Sv) per le Fasi 1 e 3 del PSE: Emozioni in gioco e il Progetto di letto-scrittura sostenibile.

Il primo modulo didattico, destinato ai bambini della scuola Primaria, si prefigge di riconoscere, costruire e rappresentare le principali emozioni, allo scopo di poterle distinguere e dominare. Lettura di brevi testi, ascolti, storytelling, discussione in gruppo, circle time; finalità, lo sviluppo di una propria identità personale, condizione necessaria all’accettazione della diversità e alla relazione empatica.

Il secondo modulo, invece, specificamente ideato per i bambini delle classi prime e seconde della scuola Primaria, si pone come macro-obiettivo quello di sensibilizzare la salvaguardia dell’ambiente mediante la conoscenza e la valorizzazione di forme artistiche che utilizzino materiale da riciclo; inoltre, come sotto obiettivi corollari, potenziare la creatività espressiva, le abilità fino-motorie, le competenze grafico-fonologiche e, soprattutto, incentivare comportamenti socialmente corretti.

Il progetto, attraverso un percorso creativo, mira a inquadrare il tema della sostenibilità ambientale – cardine dell’Agenda 2030 – per mezzo di esercizi di letto-scrittura collegati all’osservazione di oggetti di plastica, rifiuti organici, vetro, legno e altro materiale da riciclo.

Ecco dunque come la scuola si fa laboratorio e bottega, perché solo con l’esperienza manuale ed emotiva si può ricucire ciò che la pandemia ha strappato.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  • G. Iannuzzi, Un nuovo modello organizzativo: criteri e condizioni, su Dirigere la Scuola, Euroedizioni, 2021
  • F. Liso, L’influenza delle emozioni nell’apprendimento in età evolutiva, su www.stateofmind.it. 2018
  • S. Cappello, La dimensione emozionale nel processo di insegnamento-apprendimento, su “Formazione e insegnamento”, Libera Università di Bolzano, 2013
  • V. Bruni, Un laboratorio di educazione socio-emotiva, su www.pearson.it, 2020
  • A. Damasio, L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelphi, 1995
  • Si ringraziano le docenti Paola Stabile, Grazia Urso, Roberta Anastasi e Maria Luisa Merola, autrici dei Laboratori didattici citati.

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